You are using an insecure version of your web browser. Please update your browser!
Using an outdated browser makes your computer unsafe. For a safer, faster, more enjoyable user experience, please update your browser today or try a newer browser.
Il Gruppo
Ecologista “Il Riccio” in occasione della Notte Verde Bianca Rossa in programma
sabato 2 agosto a Città della Pieve, organizzata dall’Amministrazione Comunale,
ricorda le attività proposte per le
quali invita la cittadinanza a
partecipare:
– apertura del Museo di Storia Naturale e del Territorio, Palazzo Corgna, Piano
Nobile, in notturna dalle 21.00 alla Mezzanotte;
– passeggiata Notturna in Musica, partenza
da Palazzo Corgna, alle ore 21.00, per
la Fonte Trova attraverso via Vittorio Veneto,
via Icilio Vanni, Parco di Santa Chiara, per ritornare poi a Piazza Plebiscito, attraverso un percorso
suggestivo completamente illuminato. Camminata accompagnata dalla incantevole
musica del duo KARMA, una formazione
internazionale musicale nata dalla volontà di due giovani studenti
clarinettisti iscritti al Conservatorio, Carmine Del Canto e Marco
Rojas, di interpretare repertori tra i più
variegati, spaziando dal genere classico a quello klezmer, come dal jazz al
huapango, derivato da danze tradizionali messicane, fino a raggiungere il mondo
contemporaneo. Verranno eseguite musiche di Delibés, McKeown, Douglas, Curtis,
in punti e momenti definiti oltre alla Fonte Trova, luogo importante per il
Gruppo Ecologista e i pievesi per il Giardino Comunitario dei Frutti riTROVAti
con una sessantina di alberi da frutta e l’aiuola per gli insetti impollinatori
e per l’attiguo Giardino dei Giusti.
Iniziativa sicuramente particolare e interessante.
Speriamo di vedervi
numerosi.
L’incontro, molto
partecipato dai presenti, con Chiara Buiarelli, presso il Centro Prevenzione e
Consulenza di A.L.I.Ce. a Città della Pieve, ha aperto un mondo sulla cura
dell’artrite reumatoide, malattia che l’ha colpita 4 anni fa all’età di 46 anni.
Chiara sta facendo un
lungo giro in bicicletta per portare, nei territori dove arriva, informazioni
sulla malattia e sulla
sua cura, su ricerche e progetti non a tutti noti, come pure per studiare e promuovere progetti e servizi per il
turismo accessibile. L’artrite reumatoide è, come tutte le patologie reumatiche,
altamente invalidante, ma diagnosi precoce, cure adeguate e coinvolgimento del
paziente, possono garantire un buon livello di vita.
Partita dalle Gole del
Furlo attraverso le Marche, l’Umbria, il
Lazio è ritornata nella nostra Regione, nel
Comune di Monteleone, località di origine di suo padre, dove ha carissimi
amici. Chi vuole può seguire Chiara sui suoi canali social, Facebook e
Istagram, e sul suo sito http://chiarabuiarelli.it/, chi lo desidera può contattarla via Messenger.
Domenica mattina era a
Montarale con il dottor Paolo Paoloni, e con la dottoressa Michela Meloni dell’Associazione Certi Cammini,
perchè tutti e tre sono Conduttori
TEFFIT, Terapie Forestali Foreste Italiane,
di “Immersione in Foresta”, una pratica di
reale connessione con la natura che mira ad accrescere il benessere
dell’organismo nella sua totalità, stimolando il sistema immunitario, aiutando
a proteggere il corpo da malattie e infezioni, con cammini lenti e soste
rigenerative, attività che Chiara pratica da tempo come parte della sua cura,
un incontro, quello a Montarale, nel tempio del Faggio, che ha consegnato il
dono del silenzio.
Il viaggio di Chiara
prosegue, toccando Castiglione del Lago, attraverserà la Toscana, l’Emilia
Romagna, la Repubblica di San Marino per tornare quindi a casa.
L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria
cronica autoimmune che attacca in particolare i tessuti articolari di una
persona, il cui sistema immunitario invece di proteggere l’organismo dagli
agenti esterni come virus e batteri, si attiva in maniera anomala
contro di esso.
In Italia colpisce tra le 300mila e le
350mila persone. Ogni anno ci sono circa 4-13 nuovi casi ogni 100.000 uomini e
13-36 nuovi casi ogni 100.000 donne, la malattia può verificarsi a
qualsiasi età, dall’età
pediatrica alla maturità. Le cause scatenanti non sono ancora
completamente chiare, ma per fortuna negli ultimissimi anni sono
emersi nuovi rimedi farmacologici per arrivare con la diagnosi
precoce a buoni risultati di remissione della malattia. Non si può parlare di
malattia ereditaria anche se esiste una predisposizione genetica ad
ammalarsi, un parente di primo grado di un soggetto affetto da artrite
reumatoide ha una probabilità tra 3 e 10 volte maggiore di sviluppare la
malattia. Le malattie reumatiche rappresentano la prima causa di disabilità in
Europa.
L’artrite reumatoide può
colpire anche i bambini. Si caratterizza per febbre elevata quotidiana,
eruzioni cutanee e dolori articolari che impediscono il movimento. I primi
sintomi da osservare sono tumefazione, gonfiore articolare e dolore articolare
in particolare al risveglio o dopo prolungata inattività. Diverse ricerche
hanno sottolineato il ruolo benefico dello sport nei bambini e ragazzi che
soffrono di artrite. Stando alla guida proposta dalla Società italiana di
pediatria l’attività motoria riduce il carico sulle articolazioni degli arti
inferiori e aumenta l’escursione articolare, potenziando le masse muscolari.
Aumenta inoltre la densità minerale ossea, oltre a contribuire a potenziare la
sicurezza in se stessi e il senso del gruppo. Ogni bambino dovrà però essere
consigliato da uno specialista, un medico dello sport, su quale forma di
attività fisica sia più indicata alla sua condizione. Lo sport è un alleato
fondamentale anche per le persone adulte con artrite reumatoide, il progetto “Exercise is medicine” sostiene che con un
adeguato percorso si può praticare anche sport ad alta intensità, come quello
che sta provando a fare Chiara, per saperne di più si può visitare il sito https://www.exerciseismedicine.it/
L’artrite reumatoide è
una malattia infiammatoria scatenata da fattori ambientali in una persona
geneticamente predisposta. L’alimentazione è uno degli elementi in grado di
attenuare o aggravare la malattia. La dieta mediterranea caratterizzata da un
elevato consumo di olio d’oliva, cereali integrali, frutta, verdura e spezie,
con una moderata quantità di pesce, carne, formaggi ed alcool, ha effetti
antinfiammatori ed è associata ad una riduzione del dolore e dei sintomi di
artrite reumatoide.
Un regime alimentare
sano, ricco di frutta e verdura ha un effetto positivo sulla malattia, al
contrario l’assunzione di cibi ricchi di grassi, bevande altamente zuccherate e
dolci incide negativamente sull’andamento della malattia.
Fondamentale è la
diagnosi precoce. Se l’artrite reumatoide non viene correttamente trattata o
non risponde alle terapie, l’infiammazione cronica può portare a distruzione
della cartilagine, erosioni ossee e deformità. Nei pazienti con artrite
reumatoide severa possono essere interessati anche altri organi e apparati, con
un aumento del rischio di complicanze cardiovascolari, infettive, ematologiche,
gastrointestinali e respiratorie, che sono state riconosciute come le cause più
probabili di morte prematura in pazienti con artrite reumatoide.
I farmaci biologici e
biotecnologici sono
particolarmente utili nel contrastare le malattie autoimmuni come l’artrite
reumatoide.
Di questa patologia si occupano l’Associazione Nazionale Malati Artritici, ANMAR e l’Associazione
Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare APMARR, che da tempo ha
esteso la propria attività anche alle patologie reumatiche dell’età pediatrica
e a quelle rare. Nate a tutela dei pazienti reumatici, il loro obiettivo
primario è adoperarsi affinché le malattie reumatiche trovino la giusta dignità
e attenzione presso l’opinione pubblica e la classe politica.
L’Associazione Umbra Malati
Reumatici, A.MA.R. UMBRIA, ha la sua sede legale in via Luigi Rizzo 23 a
Perugia, per saperne di più si può visitare il sito www.amarumbria.org o contattare la sua
Presidente, Alessandra Verducci, al 347.1372272.
Chiara Buiarelli è affetta da artrite
reumatoide, ma proprio per questo, per sfidare la malattia, ha intrapreso un
viaggio in bicicletta e ha chiesto all’associazione A.L.I.Ce. di poter
incontrare la popolazione e raccontare la sua esperienza. Vi invitiamo
all’incontro mercoledì 23 luglio alle ore 10.30 a Città della Pieve presso la
sede di Prevenzione di A.L.I.Ce. a Palazzo Orca I piano; il palazzo è munito di
ascensore.
L’esercizio fisico può aiutare le persone che
vivono con l’artrite reumatoide a ridurre il dolore, migliorare la funzione
articolare, rafforzare i muscoli attorno alle articolazioni colpite, aumentare
l’energia, migliorare l’umore. La
bicicletta è uno di questo, è un tipo di esercizio che offre benefici salutari
per il cuore, è un eccellente esercizio a basso impatto più facile per le
articolazioni rispetto ad altri esercizi aerobici, può aiutare a mantenere la
salute cardiovascolare, aumentare la forza delle gambe e ridurre la rigidità
mattutina, in particolare per coloro che convivono con l’artrite reumatoide che
corrono un rischio più elevato di malattie cardiovascolari e complicanze.
Si può andare in bicicletta all’aperto o
utilizzare una cyclette in palestra o a casa propria
Ce lo spiegherà bene Chiara, giunta alla tappa
umbra del suo viaggio che la vede impegnata
nei mesi di giugno, luglio e agosto in un percorso che attraversa Marche, Umbria,
Toscana e Lazio.
Vi aspettiamo numerosi
A.L.I.Ce. Italia ha tenuto a
Città della Pieve l’Assemblea Nazionale, l’incontro, venerdì 13 giugno, ha
decretato l’impegno dell’Associazione, attraverso le parole del suo Presidente,
Andrea Vianello, sulla prevenzione ma anche sul post ictus. Si è considerato
necessario avere una mappa dei centri di riabilitazione nel territorio
nazionale. Nell’ambito della prevenzione è stato ritenuto fondamentale il
coinvolgimento delle scuole nella diffusione del progetto “Fast
Heroes”, la campagna informativa che insegna ai bambini a riconoscere i
sintomi dell’insorgenza di un ictus e a chiamare immediatamente i soccorsi,
allertando il 112. Un progetto importante, facile da ricordare e da mettere in
pratica, i bambini poi sono formidabili nell’assunzione del ruolo, tanto da
essere una garanzia. Accanto alla prevenzione A.L.I.Ce. deve lavorare anche sul
settore dell’intervento e su quello riabilitativo per i colpiti da ictus con la
richiesta della diffusione uniforme, nel territorio nazionale delle Stroke
Unit, reparti salva vita, area ospedaliera specializzata per il trattamento e
la riabilitazione dei pazienti con ictus. Il pronto intervento e i trattamenti
adeguati fanno la differenza. Una riabilitazione corretta e duratura nel tempo,
permette un recupero ottimale, non c’è fine nella riabilitazione, il paziente
colpito da ictus può migliorare continuamente, il detto più di tanto non si può
fare non è affatto vero. Su questi aspetti la posizione di A.L.I.Ce. deve
essere determinante. Occorre puntare ad un piano nazionale in cui tutti
operino, in maniera uniforme, su prevenzione, gestione di fase acuta, cura,
post ictus, riabilitazione, cronicizzazione. Scopo primario la riduzione, in
breve tempo, del 10% del numero di insorgenze di ictus in Europa. Invertire la
tendenza che vede in aumento, soprattutto sulle donne, l’insorgenza dell’ictus
giovanile.
Altro momento importante
dell’Assemblea i risultati del Progetto “Disfagia Assistenza Remota” presentati
da due dei suoi ideatori e realizzatori, il Dott. Maurizio Massucci e
l’ingegner Riccardo Magni, testato soprattutto in Umbria, dove ha dato risultati
sorprendenti. Un problema complesso quello della disfagia, una patologia, di
cui si può anche morire, che consiste nella difficoltà a deglutire cibi
solidi, liquidi o semiliquidi, che porta il 70% dei familiari dei
disfagici ad un carico psicologico ed emotivo per le difficoltà di gestione. È
dimostrata l’importanza dell’istruzione in modalità “tele-disfagia” al paziente e al caregiver sull’uso di
strategie per favorire il recupero di una deglutizione in sicurezza. Un aiuto
anche in telemedicina è utile e funzionale, per questo è importante diffondere
i sistemi per migliorare la vita di chi ne è colpito. La piattaforma propone un
trattamento semplice e facilmente distribuibile e come tale è auspicabile la
sua utilizzazione a livello nazionale e non solo.
La due giorni di A.L.I.Ce. a
Città della Pieve ha visto il 14 giugno la presentazione di tre libri “Io sono
un ictus” di Franco Groppali, “Tempo, con il mio amante stronzo” di
Raffaele Guadagno e “Ogni parola che sapevo” di Andrea Vianello. A moderare
l’incontro il giornalista umbro Alvaro Fiorucci.
A parlare del libro di
Groppali, impossibilitato a raggiungere Città della Pieve, il Presidente di
A.L.I.Ce. Lombardia, Giacomo Falzi.
I tre
autori dichiarano di aver scritto sulle proprie esperienze con l’ictus perché
sollecitati a farlo, nella speranza di insegnare qualcosa, di contribuire alla
conoscenza di questa subdola malattia e alla sua prevenzione, scopo principale
di A.L.I.Ce. Dobbiamo imparare a parlare di ictus, il parlarne lo allontana,
come pure per sconfiggerlo è necessario essere tutti uniti. I colpiti da ictus
non devono convivere con questo problema ma devono affrontarlo, devono
convincersi che la vita non è finita. Questi tre testi sono strumento
importante per chi cerca conforto e ispirazioni in momenti di grande
difficoltà. Nel suo libro Groppali dimostra che a vincere non è l’ictus ma è il
malato. Dopo che questa patologia lo ha colpito nel 1993, Franco riscopre il tempo,
il valore della vita, della bellezza, degli affetti. Dimostra poi come
riconoscere l’ictus, insegna ai colpiti come e cosa fare, spiega alcuni termini
specifici, prima sconosciuti. Analizza le problematiche della Sanità e del
Sociale e conclude che accanto alla Sanità dovrebbe intervenire il Sociale.
A.L.I.Ce. è chiamata a fare da unione tra questi due Servizi.
Raffaele
Guadagno nel suo intervento, sollecitato da Alvaro Fiorucci, inizia con lo
spiegare la scelta del titolo, che incuriosisce sempre coloro che si avvicinano
al libro: Tempo per l’ictus è vita, amante stronzo perché a 50 anni l’ictus è
entrato in me, dice l’autore, ed è stronzo perché è lui a comandare. Anche se
poi in realtà quando ti convinci che devi vivere e non sopravvivere e devi fare
tutto quanto è possibile per star meglio, ti accorgi che non sempre è l’ictus
ad avere la meglio; la vita dopo l’ictus è una vita nuova, ma è una vita.
L’ictus, sostiene l’autore, è un terremoto capace di spazzare via ogni certezza
ma che poi ti porta a scoprire forze nascoste. L’ictus mi ha tolto molto,
continua, ma mi ha anche regalato la capacità di vedere la bellezza nelle
piccole cose, nei piccoli progressi, il primo movimento, il primo sorriso, la
prima parola dopo mesi di silenzio, di apprezzare il presente, coltivare la
gratitudine, amare in modo più profondo. Dopo esperienze di questo genere si ha
consapevolezza ulteriore della fragilità della vita ma anche forza della
resilienza. La famiglia è importante soprattutto se ti sprona a reagire, se non
si sostituisce a te ma ti spinge a fare, ad agire. Il calore umano, il sostegno
affettivo sono vitali nel processo di recupero non solo fisico ma anche
emotivo. Matilde, la figlia di Raffaele, che a 14 anni lo ha trovato colpito da
ictus, ormai da 9 ore ed ha chiamato i soccorsi, nella prefazione al libro
parla, non a caso, di ictus esistenziali. Rispondendo poi a domande sulla
Sanità, l’autore afferma che la Sanità è buona e cattiva e che è diversa nelle
varie parti d’Italia. Per questo occorre impegnarsi, a livello nazionale,
affinché le difformità vengano affievolite ed eliminate.
Andrea
Vianello esordisce affermando che è solito chiamare coloro che sono stati
colpiti, come lui, da ictus “fulminati” e sostenere che i “fulminati” hanno una
seconda vita, che li porta ad essere più sensibili. L’ictus è una grande crisi,
è un abisso in cui improvvisamente caschi, hai paura e non sai come uscirne e
come ne esci, in poche parole si finisce in un altro mondo. È l’improvviso
cadere nel buco. Dopo, si ha un rapporto più sincero con se stessi. Diventa una
necessità tirare fuori le cose che si è vissuto, la voglia di condividere, di
sentirsi parte di una comunità. La prima reazione è “sono vivo”. Eravamo quasi
morti, anzi morti, dice Vianello, entri in un corpo altro e hai paura, ma ci
scopriamo vivi, e questo è bello, molto bello. Scriviamo per voi, per la
comunità, per dare un po’ di forza a chi è colpito come noi, ai familiari, a
chi si trova in un momento di difficoltà e non sa ancora come uscirne. I nostri
scritti sono utili nel lavoro che facciamo con A.L.I.Ce., utili anche ai
medici. Non si deve mai perdere la speranza, la riabilitazione è per sempre,
non è vero che non si può continuare a recuperare, si migliora sempre. Oggi
esiste, a maggior ragione visti i risultati della ricerca anche in questo
campo, la possibilità di recuperare.
A
conclusione viene ribadito che le Stroke Unit esistevano già negli anni ‘90 a
che la trombolisi, quantunque miracolosa, non è l’unica cura dell’ictus. Le
Stroke Unit sono luoghi di cura importanti per ogni tipo di ictus, per questo
vanno incentivate e dislocate in maniera uniforme in tutto il territorio
nazionale.
L’intervento
del Presidente di A.L.I.Ce. Città della Pieve, Guerrino Bordi, sottolinea
l’importanza di queste due giornate per la nostra città, in occasione dei 25
anni dell’Associazione Umbra. Ringrazia il Sindaco per la sua vicinanza
costante all’Associazione, per le parole di encomio nei confronti di A.L.I.Ce.
pronunciate all’inizio dell’incontro, per aver sottolineato la presenza della
cittadinanza alla manifestazione, la Sala Sant’Agostino molto capiente era
quasi piena, nonostante il giorno
lavorativo. Ringrazia l’Assessore Luca Marchegiani per la sua presenza e per
aver guidato gli ospiti alla scoperta di Città della Pieve e delle sue
bellezze. Ringrazia gli autori e i relatori, il giornalista Alvaro Fiorucci, le
Delegazioni delle sedi regionali di A.L.I.Ce., i presenti.
Apprezzamenti delle Delegazioni per l’organizzazione,
l’accoglienza, la magnificenza della
città e per la gastronomia locale, assaporata nella cena del venerdì e nel
buffet offerto da A.L.I.Ce. di Città della Pieve al temine dell’evento di
sabato.
Città della Pieve ospita l’Assemblea Nazionale di A.L.I.Ce.
Italia, e non è la prima volta. Due giorni venerdì 13 e sabato 14 giugno in cui
il Presidente di A.L.I.Ce. Nazionale, Andrea Vianello, varie delegazioni
regionali di A.L.I.Ce. e i componenti del Comitato Scientifico
dell’Associazione tra cui il Dott. Maurizio Massucci, Direttore UOC
Riabilitazione Intensiva Ospedaliera e Riabilitazione ortopedica ospedale MVT,
si troveranno nella città del Perugino e oltre ai lavori istituzionali e la
presentazione di tre libri, scritti da chi l’Ictus l’ha sperimentato sulla
propria pelle: “Ogni parola che sapevo” di Andrea Vianello, “Io sono un Ictus –
conoscere l’Ictus e prevenirlo; riconoscerlo, curarlo, riprendere a vivere” di
Franco Groppali, “Tempo col mio amante stronzo” di Raffaele Guadagno, potranno
apprezzare le bellezze artistiche, paesaggistiche e culinarie del territorio.
L’Assemblea si svolgerà venerdì 13 a partire dalla 14.30, presso
la Sala Grande di palazzo Corgna, al termine l’Assessore alla Cultura del
Comune di Città della Pieve, Luca Marchegiani, guiderà gli ospiti alla scoperta
di palazzi, monumenti, opere d’arte e luoghi significativi della città, per
terminare con la degustazione di piatti tipici presso il ristorante da Bruno
Coppetta.
Sabato 14 appuntamento
alle ore 10.00 presso la Sala Sant’Agostino dove il giornalista Alvaro Fiorucci
guiderà l’incontro con Raffaele
Guadagno, Franco Groppali e Andrea Vianello alla scoperta dei rispettivi libri
autobiografici. La cittadinanza è invitata a partecipare.
A concludere le due giornate il buffet offerto da A.L.I.Ce.
Città della Pieve.
Ai graditi ospiti l’augurio di una serena permanenza, un grazie
sentito a tutti coloro che renderanno interessanti le due giornate.
Nell’ambito dell’evento Etruscan Fitness
Wellness Olistic Swim Convention, una due giorni dedicata al benessere, allo
sport, alla salute, 7 e 8 giugno, con diverse discipline fitness e sportive,
presso il Parco di Santa Lucia a Città della Pieve, A.L.I.Ce. ha risposto
all’invito di Futura Evolution e sabato 7 giugno è scesa nuovamente in campo
per la prevenzione presso lo stand dedicato. In programma misurazione di: pressione con rilevazione della fibrillazione
atriale, ossigenazione, colesterolo, trigliceridi e glicemia.
Nell’arco della mattinata si sono sottoposti agli screening 31 persone.
A.L.I.Ce. ringrazia Futura per il
coinvolgimento e i propri volontari che hanno permesso la riuscita
dell’iniziativa, a partire dal Presidente Guerrino Bordi che ha coordinato le
attività, le infermiere Milvia Mencarelli, Fiorella
Ceccantini, Silvia Cupella e Rita Croccolino, il personale di segreteria:
Marisa Rosi e Maria Santa Piccini.
Prevenzione e sport binomio importante per un sano stile di vita.
Una iniziativa particolare quella raccontata con enfasi da Ivano Sberna, autista volontario di
A.L.I.Ce. di Città della Pieve, che giovedì 29 maggio ha accompagnato per
l’intera giornata, unitamente ad altre Associazioni pievesi, gli ospiti della
locale Residenza Protetta “Creusa Brizzi Bittoni”, a Castiglione del Lago, per
alcune ore di svago.
Da encomio lo spirito che caratterizza il rapporto tra ospiti e
personale della struttura, continua Ivano; momenti indimenticabili quelli che
hanno determinato il successo della giornata, a suggellare il fatto che donare
un po’ del proprio tempo con semplicità, amore e serenità è facile e ripaga
all’ennesima potenza.
Appuntamento alla Fonte Trova, una delle Fonti storiche
di Città della Pieve dove Il Gruppo Ecologista “Il Riccio”, su
terreno comunale, ha realizzato il Giardino dei Frutti riTROVAti con più di 50
alberi da frutto e un’aiuola per gli insetti impollinatori, da quest’anno
inoltre in continuità si trova il Giardino dei Giusti, dedicato alla memoria
dei giusti sulla terra, in collaborazione con Gariwo. È proprio in questo
spazio che sabato 7 giugno alle ore 15.30 “Il Riccio” organizza un momento di
pittura all’aperto rivolto ad adulti in possesso dei primi rudimenti delle
tecniche grafiche, delle matite
acquarellabili o dell’acquarello, a cura della pittrice Marta Mangiabene –
mARTa Atelier, via Vannucci 3 – Città della Pieve. Titolo dell’iniziativa
“Atmosfera all’aperto: colore, luce, creatività”.
Ai partecipanti è chiesto di portare il materiale
necessario per la pittura, dai fogli ai colori, compreso il cavalletto, o un
supporto rigido su cui poter lavorare, e uno sgabello.
L’Associazione, si impegna a realizzare una piccola
mostra o una brochure con i lavori realizzati, previo accordo con i
partecipanti e sentito il parere della pittrice.
In caso di maltempo l’evento sarà rinviato al sabato successivo
A.L.I.Ce. di Città della Pieve prosegue con il suo programma annuale di
prevenzione gratuita, sabato 31 maggio, al Centro di Prevenzione e Consulenza
dell’Associazione a Palazzo Orca in via Vittorio Veneto 6, a Città della Pieve,
è stato effettuato lo screening carotideo, oltre ai consueti controlli
sanguigni e pressori. Grandissimo afflusso di persone provenienti anche da
lontano. Nel corso della mattinata sono stati effettuati ben 43
ecodoppler carotidei, grazie alla disponibilità del chirurgo vascolare dott.
Basso Parente.
25 invece gli screening definiti consueti con valutazione da parte della
dottoressa Paola Favetta e i consigli della dietista Rosanna Valterio. Le
infermiere impegnate: Milvia Mencarelli, Silvia Cupella e Rita Croccolino; il
personale di segreteria presente: Marisa Rosi, Silvio Cacioli, Luciano Brillo,
Maria Santa Piccini; il coordinatore dell’iniziativa, come di consueto, il
Presidente di A.L.I.Ce. Guerrino Bordi.
A.L.I.Ce. ringrazia tutti gli operatori, dai medici, ai paramedici, al personale di segreteria,
tutti volontari dell’Associazione.
Occasioni come questa, oltre al
controllo della salute di chi si avvicina al servizio, hanno anche la
prerogativa di far conoscere l’Associazione e ampliare il numero dei suoi soci.
Il
29 maggio scorso A.L.I.Ce. di Città della Pieve con il Concorso “Una rosa
rinascerà…”, giunto alla sua nona edizione, voluto nel 2017 da Franco
Pilato, autore del libro omonimo sulla
resilienza che ha caratterizzato la sua vita,
dopo un incidente stradale che da giovane lo ha costretto su una sedia a
rotella, e un ictus cerebrale che lo ha
colpito qualche anno fa, ha premiato,
ancora una volta, l’altruismo a scuola.
Il bando infatti è diretto alle scuole del territorio: Istituto Comprensivo
“Pietro Vannucci” e Istituto di Istruzione Superiore “Italo Calvino”.
Sono
i due Istituti a segnalare gli assegnatari del premio: ai vincitori un assegno,
unitamente al libro di Franco e a un attestato.
Le
cerimonie di premiazione, una per ogni Istituto, alla presenza del Sindaco
della città, Fausto Risini, dei
rappresentanti di A.L.I.Ce., dei capi di Istituto, Prof.ssa Caterina Marcucci e
Prof. Enrico Millotti, di compagni e docenti.
Il
premio è reso possibile dai proventi della vendita del libro di Franco e di
“Nostalgie” di Giovanni Baccelli e dal contributo dell’Associazione Allianz.
Al “Vannucci” è
stato premiato Guido Meloni della classe VA
della scuola Primaria di Città della Pieve con la seguente motivazione: “Guido,
in questi cinque anni, si è distinto per la generosità, l’altruismo e la
sensibilità. Ha dimostrato una naturale
predisposizione ad aiutare gli altri; sempre pronto e disponibile a offrire
supporto a chi si trova in difficoltà e a favorire il lavoro di squadra,
manifestando un forte senso di responsabilità e solidarietà. Il suo essere
gentile aiuta a sviluppare e a creare un ambiente scolastico più empatico, di
supporto reciproco e a costruire legami positivi.”
A ritirare l’assegno di 200 euro
i genitori dell’alunno.
L’Istituto “Italo Calvino” ha segnalato due studentesse: Sara Sberna della classe VM e
Paula Maxima Alexandra Averhoff della classe VL1.
Nella
motivazione per Sara si legge: “Borsa di studio conferita alla studentessa per aver
contribuito fattivamente alle attività del Presidio del Volontariato “Insieme
si può” dell’Istituto di Istruzione Superiore “I. Calvino”, ricoprendo
incarichi di responsabilità. Ha condiviso appieno i valori del Presidio,
impegnandosi per coinvolgere attivamente gli altri studenti alle varie
iniziative intraprese. Responsabile e entusiasta ha messo le sue competenze a
servizio degli altri, guadagnandosi la fiducia degli studenti e quella delle
docenti referenti del progetto”.
In quella di Paula Maxima Alexandra: “Borsa
di studio conferita alla studentessa per aver dedicato il suo tempo e le sue
energie ai progetti del Presidio del Volontariato “Insieme si può”
dell’Istituto Superiore “I. Calvino”. Appassionandosi alle varie attività e
spendendosi personalmente per la crescita del Presidio stesso. Propositiva e
determinata si è adoperata con serietà e passione nel coordinamento e nella
realizzazione delle iniziative. Sempre
pronta a collaborare con tutti è stata un punto di riferimento per gli studenti
e per le docenti referenti del progetto, lavorando con grande impegno.”
A
ciascuna delle due ragazze sono andate 150 euro.
Due manifestazioni, come
ogni anno, cariche di significato, esempio per gli Istituti di provenienza, per
le famiglie, per la cittadinanza.
Nell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi è custodito il celebre affresco del Perugino, “L’adorazione dei Magi”. Orario visite: dal martedì alla domenica, dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 17,30.