“L’Acqua coltiva la Pace”

La Settimana Nazionale della Bonifica e della Irrigazione, 16 – 24 maggio 2026, quest’anno ha per tema “L’Acqua coltiva la Pace”, argomento attuale e interessante.

Il Consorzio per la Bonifica della Val di Chiana Romana e Val di Paglia, il Gruppo Ecologista “Il Riccio” e il Sindaco Fausto Risini, hanno incontrato, il 21 maggio alle ore 10.30, alla Sala Sant’Agostino di Città della Pieve, le classi IIIa A, IVa A e IVa B dell’Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci” per un importante appuntamento, diventato annuale, di sensibilizzazione e approfondimento sui temi della tutela del territorio, dell’ambiente, della gestione delle risorse idriche e della pace. 

Il tema scelto ribadisce il valore strategico dell’acqua come risorsa essenziale per l’equilibrio ambientale, di cooperazione tra territori e di sviluppo sostenibile. Un messaggio, sottolinea il Consorzio,  che richiama l’importanza di una gestione consapevole delle risorse idriche nella costruzione di comunità sempre più resilienti, sicure e coese.

Intorno all’acqua sono nate e si sono sviluppate civiltà e per il suo possesso sono scoppiati forti contrasti e guerre che sono arrivati fino a noi. L’acqua, il famoso “oro blu”, è sinonimo di “vita”; innovativo ed essenziale è legare l’acqua al tema della pace.

Il suo uso consapevole è fondamentale anche nel quotidiano; i presenti sono stati invitati a rispettare questo bene prezioso e a diffondere stili corretti del suo utilizzo onde evitare inutili sprechi.

Grazie a immagini esplicative, domande e semplici spiegazioni sono stati presentati i compiti del Consorzio di Bonifica, per evitare pericoli e rischi legati all’acqua, risorsa importantissima ma anche fonte di danni e rischi pesantissimi, se si pensa agli eventi catastrofici che hanno afflitto, anche ultimamente il nostro territorio e l’intero Paese.

Alle classi quarte è stato poi restituito sotto forma di Album cartonato il lavoro che lo scorso anno avevano condiviso con il Consorzio.  Ad alunni e studenti è inoltre stato consegnato un quadernone personalizzato. Sorprese molto apprezzate.

Anche quest’anno un nuovo lancio della sfida, da parte del Consorzio, lavorare sul tema della Settimana “L’Acqua coltiva la Pace” su spunti dati: l’acqua e i fiumi in particolare possono unire ma possono anche dividere; la necessità di una pianificazione dell’uso dell’acqua.

Alla fantasia e all’estro creativo dei bambini il compito di costruire una nuova storia.

La sfida quest’anno è stata raccolta dalla classe IIIa A.

Restiamo in attesa!!!

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“Passeggiate nell’orto metallurgico”: un viaggio alla scoperta delle antiche tecniche di forgiatura Venerdì 15 maggio ore 17.00 a Palazzo Della Corgna di Città della Pieve

Nell’ambito della rassegna “I Venerdì della Biblioteca” e in occasione del “Maggio dei Libri”, il Gruppo Ecologista “Il Riccio”, in collaborazione con la Biblioteca Comunale “Francesco Melosio”, è lieto di invitare la cittadinanza alla presentazione del volume “Passeggiate nell’orto metallurgico” di Alessandro Pacini.

L’incontro si terrà venerdì 15 maggio alle ore 17.00 presso la Sala Lettura della Biblioteca, all’interno della suggestiva cornice di Palazzo Della Corgna.

L’autore, Alessandro Pacini, è un artigiano orafo d’eccellenza, specializzato in archeometallurgia. Laureato in Lettere e Filosofia con una tesi sulle pietre preziose in epoca medicea, Pacini ha dedicato anni alla sperimentazione delle tecniche metallurgiche dell’antichità. Già docente presso la  prestigiosa Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e relatore in numerosi convegni internazionali, Pacini unisce il rigore dello studioso alla sapienza manuale dell’apprendistato artigiano. Grazie a questo approccio filologico, è oggi uno dei pochi esperti capaci di “scavalcare i secoli”, riportando in vita memorie tecniche e manufatti che sembravano perduti.

Il testo è un’immersione profonda nelle antiche arti del fuoco, dove la riproduzione di oggetti storici diventa un ponte tra passato e presente. Come sottolinea l’autore, la “memoria minerale” di un reperto inizia molto prima della sua forgiatura: un pugnale dell’Età del Bronzo o una fibula antica non sono solo oggetti statici in una teca museale, ma testimoni cristallizzati di un tempo e di un luogo.

Mentre l’archeologia tradizionale ci aiuta a contestualizzare, il lavoro di Pacini va oltre l’astrazione: per comprendere realmente cosa significasse fabbricare quegli strumenti, è necessario sporcarsi le mani e rivivere il processo creativo originario. Un appuntamento imperdibile per scoprire un argomento tanto affascinante quanto insolito, che unisce scienza, storia e alta manifattura.

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Il “Calvino” in visita al Palazzo Vescovile

Lo scorso 29 aprile, presso il Palazzo Vescovile di Città della Pieve, le classi IIa e IIIa Professionale, IIIa Musicale e IVa Linguistico dell’Istituto “Italo Calvino” sono state accolte da Sua Eminenza il Cardinale Gualtiero Bassetti. Gli studenti, coordinati dalla prof.ssa di Storia dell’Arte Tiziana Trabalza, hanno avuto il privilegio di accedere alla residenza privata del Cardinale, aperta eccezionalmente per l’occasione.

L’incontro è nato in occasione della presentazione del libro “Le Residenze Storiche di Città della Pieve – Guida storico-artistica sulle orme di Valerio Bittarello”. Il volume raccoglie il lavoro di ricerca svolto dagli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali (indirizzo Turistico) negli anni 2007 e 2009, sotto la guida di Valerio Bittarello, Gaetano Fiacconi e Nicoletta Mezzetti.

Il testo, rivisto e curato da Ivonne Fuschiotto e Gaetano Fiacconi, è stato stampato per l’Associazione Culturale “Officin’Arte” dall’Editoria Sociale Perugia del Cesvol Umbria. Dedicato alla memoria del noto storico pievese Valerio Bittarello, il volume include memorie inedite sulle residenze storiche e approfondimenti sulle famiglie nobiliari e sugli stemmi che le rappresentano, frutto della collaborazione tra la scuola e gli esperti Bittarello, Fiacconi e Mezzetti. Referenti dei progetti sono state le prof.sse Emanuela Lucacchioni e Ivonne Fuschiotto.

La presentazione alla cittadinanza

Il volume sarà presentato ufficialmente alla comunità il prossimo 29 maggio presso la Sala Lettura della Biblioteca Comunale. L’evento è organizzato dal Gruppo Ecologista “Il Riccio” e dall’Associazione “Officin’Arte”, in collaborazione con la Biblioteca “Francesco Melosio”.

La visita istituzionale

La mattinata si è aperta con il caloroso saluto del Cardinale Bassetti, che ha espresso grande gioia nell’accogliere i giovani, sottolineando come proprio nei ragazzi risieda la speranza per il futuro e auspicando nuovi momenti di incontro.

Gli studenti, accompagnati dall’Assessore alla Cultura Luca Marchegiani, hanno potuto ammirare le preziose sale del Palazzo, tra cui:

*  Il salone decorato da Ferdinando Valeri da Santafiora, che ospitò Papa Gregorio XVI;

*  La Cappella e lo studio privato;

*  Lo splendido armadio dell’archivio vescovile risalente al 1734.

Particolare ammirazione ha suscitato la Biblioteca privata, dove il Cardinale ha raccolto oltre 15.000 volumi, manifestando il desiderio di poter lasciare questo immenso patrimonio definitivamente alla Città.

Al termine della visita, il Cardinale ha voluto salutare nuovamente i ragazzi, esprimendo profonda soddisfazione per questo significativo momento di condivisione culturale e umana.

Esperienza molto interessante, apprezzata da studenti e docenti presenti.

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Al Giardino dei Frutti riTROVAti posizionate le casette per gli uccelli

Città della Pieve venerdì mattina 17 aprile: Giardino dei Frutti riTROVAti, uno spazio comunitario gestito dal Gruppo Ecologista “Il Riccio”, gli studenti della classe 4a L1 dell’Istituto Superiore ”Italo Calvino”, accolti dal Presidente del “Riccio”, Duilio Venturini, e da altri componenti dell’Associazione, nell’ambito del Progetto “Humus”,  hanno posizionato tre casette per gli uccelli: cince, cinciarelle e passeriformi in generale.

Gli studenti, con le prof. sse Nicole Pacini e Barbara Capuccini,  coinvolti in questo appuntamento internazionale dedicato ai temi della pace, dell’umanità e della cura del suolo, giunto con grande successo alla sua seconda edizione pievese, in mattinata hanno partecipato al workshop in agroecologia, condotto dal Dott. Lorenzo Maggi e Ruchi Shroff di Navdanya International; un momento formativo pensato per avvicinare le nuove generazioni ai temi dell’ecologia e della sostenibilità. Durante il laboratorio di scienze i ragazzi hanno realizzato casette per gli uccelli, che ora fanno bella mostra di sé tra i rami delle piante del Giardino comunitario.

Il “Riccio” ringrazia per questa grande e significativa iniziativa nonché magnifica esperienza; tra l’altro i volontari dell’Associazione avevano messo in cantiere anche la costruzione di casette per gli uccelli, dopo quelle per gli insetti impollinatori che, sempre al Giardino, nell’aiuola a loro dedicata, sono posizionate da tempo.

“Humus”, evento annuale, laboratorio di idee e creatività in cui agricoltura, cultura ed economia si incontrano per costruire modelli responsabili da tramandare alle generazioni future. Organizzato su tre giornate, nato dalla collaborazione tra gli altri di Slow Food e Comune di Città della Pieve, ospitato nell’azienda agricola Quintosapore della famiglia Giuggioli, cerca di mettere in relazione l’amore per la terra, le relazioni umane e le comunità per un futuro sostenibile tra uomo e natura, che contempli gli alti valori di umanità e pace attraverso l’unione e la collaborazione di intenti per un mondo migliore, a partire da quello agroalimentare. Personalità di levatura mondiale, simboli dell’ecologia globale, si sono incontrati su temi di estrema importanza come l’agricoltura rigenerativa che mira a ripristinare e migliorare attivamente la salute del suolo, la biodiversità, gli ecosistemi.    Tematiche care al Gruppo Ecologista che da anni opera a Città della Pieve

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Aprile mese della prevenzione all’Ictus Cerebrale A.L.I.Ce. Città della Pieve per la prevenzione all’obesità un importante fattore di rischio

In occasione di Aprile Mese della Prevenzione per l’Ictus Cerebrale, A.L.I.Ce. – Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale – di Città della Pieve, in linea con le note diffuse dall’Associazione Nazionale vuole mettere in guardia contro un importante fattore di rischio modificabile: l’obesità.

Città della Pieve, è bene ricordarlo, è sede del centro DAI – Disturbo Alimentare Incontrollato – e Obesità della Usl Umbria 1, primo centro in Italia interamente dedicato al trattamento residenziale, semiresidenziale e ambulatoriale di persone soggette a tali disturbi, presso la Casa della Comunità  in Via Beato Giacomo Villa 1.

Con questa campagna si vuol mettere in guardia la popolazione sul pericolo dell’obesità, in particolare per le fasce giovanili, sulle conseguenze in termini di costi sociali per il sistema sanitario nazionale e ricordare le principali indicazioni dettate dalle linee guida italiane sulla prevenzione dell’ictus.

Andrea Vianello, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv, ricorda come l’Associazione senta la responsabilità di portare all’attenzione pubblica quei fattori di rischio che possono essere modificati e che, se affrontati in tempo, possono evitare sofferenza, disabilità e costi sociali enormi. A tale proposito sottolinea come l’importanza di dedicare il mese di aprile all’obesità significhi  ribadire  l’impegno quotidiano di A.L.I.Ce. nella prevenzione dell’ictus: informare, sensibilizzare, promuovere stili di vita salutari e sostenere percorsi di cura integrati con l’obiettivo di ridurre l’onere clinico, sociale ed economico dell’ictus cerebrale.

Di seguito condividiamo il comunicato pervenuto da A.L.I.Ce. Nazionale.

L’obesità è ormai riconosciuta come un importante fattore di rischio per l’ictus e per le malattie cardiovascolari in generale. Numerose evidenze scientifiche mostrano come l’aumento dell’indice di massa corporea (BMI) sia associato a un incremento progressivo del rischio di ictus ischemico e cardiovascolare: le persone con obesità presentano rischio maggiore di ictus rispetto a persone con peso nella norma, anche indipendentemente da altri fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione e diabete.

E questo problema si verifica non solo negli adulti: l’obesità in età giovanile è, infatti, associata a un aumento significativo del rischio di incorrere in un ictus precoce; diversi studi dimostrano che essere in sovrappeso o obesi in giovane età, fascia compresa tre i 20 e i 40 anni, comporta un rischio aumentato di oltre 1,8 volte rispetto a coetanei con peso normale. Ulteriori dati suggeriscono che l’obesità in adolescenza può essere associata a un rischio fino a 2-3 volte maggiore di ictus prima dei 50 anni. Questi risultati sottolineano dunque l’importanza di iniziare precocemente la prevenzione dei fattori di rischio, non solo nelle persone adulte e anziane, ma già in età adolescenziale.

Secondo stime epidemiologiche internazionali, circa il 10-15% dei casi di ictus ischemico può essere attribuito all’eccesso di peso corporeo. Considerando che in Italia si registrano ogni anno circa 120.000 nuovi casi di ictus, ciò significa che fino a 15.000 eventi potrebbero essere correlati direttamente o indirettamente a sovrappeso e obesità.

Il Prof. Danilo Toni, Direttore dell’Unità Trattamento Neurovascolare del Policlinico Umberto I di Roma e Presidente del Comitato Tecnico-Scientifico di A.L.I.Ce. Italia Odv, dichiara come la scienza clinica dimostri in modo chiaro ed evidente quanto l’obesità vada considerata fattore di rischio importante e modificabile per l’ictus cerebrale. Aggiunge inoltre come questo rischio non riguarda solo le persone anziane ma si estenda anche alle fasce giovanili: intervenire presto, con prevenzione e attraverso stili di vita salutari, può ridurre significativamente l’incidenza della patologia nella popolazione.

L’obesità non ha solo un impatto clinico ma comporta anche forti conseguenze economiche: si stima che in Italia comporti costi complessivi di oltre 13 miliardi di euro all’anno, comprendendo spese dirette per ricoveri, visite e farmaci e costi indiretti come perdita di produttività lavorativa. Le complicanze cardio-cerebrovascolari, tra cui l’ictus cerebrale, costituiscono una parte rilevante di questi costi: stime italiane evidenziano come gli eventi cardio-cerebrovascolari correlati all’obesità generino oltre 2 miliardi di euro l’anno di spesa sanitaria diretta, senza considerare il costo della riabilitazione, dell’assistenza a lungo termine e della disabilità post-ictus.

Le linee guida italiane di prevenzione e trattamento dell’ictus cerebrale confermano l’importanza di intervenire sui fattori di rischio modificabili per ridurre l’incidenza di questa patologia nella popolazione. In particolare, si raccomanda di:

  • promuovere stili di vita salutari con alimentazione equilibrata, riduzione della massa corporea in eccesso e attività fisica regolare;
  • controllare i principali fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione, diabete e dislipidemia, strettamente associati all’obesità;
  • mettere in atto interventi di prevenzione primaria che includano la gestione del peso corporeo e della sedentarietà come strumenti efficaci per ridurre il rischio complessivo di eventi cerebrali acuti.

Le linee guida raccomandano anche la valutazione del BMI e dei fattori metabolici come parte integrante del programma di screening e prevenzione, suggerendo riduzioni di peso progressive e sostenibili nelle persone sovrappeso o obese per ridurre il rischio di recidive e complicanze cardio-cerebrovascolari

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Le scuole Primarie di Tavernelle e Piegaro al Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della Pieve

Il 31 marzo la classe quarta di Tavernelle con le docenti Nicoletta Pasquini e Nada Sacco e le classi terza e quarta di Piegaro con le docenti Daniela Betti, Laura Betti, Sabrina Lasagna, Stefania Dorillo, per un totale di 40 alunni delle scuole Primarie, sono venuti in visita al Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della Pieve, situato al Piano nobile di Palazzo Della Corgna. Visto l’elevato  numero  di presenze, il Gruppo Ecologista “Il Riccio”, che gestisce per il Comune il Museo, aveva predisposto la divisione in due gruppi: Tavenelle e Piegaro. Mentre un gruppo visitava il Museo, l’altro era impegnato a scoprire le ricchezze di Palazzo Della Corgna e viceversa. A guidare le classi i volontari del “Riccio”, il Prof. Riccardo Testa per il Museo e la Prof. ssa Maria Luisa Meo per il Palazzo.

La mattinata è trascorsa vivacemente tra le curiosità dei ragazzi e il loro dimostrare attenzione per ciò che veniva spiegato.

Ringraziamenti sinceri e spontanei sono venuti da parte di tutti. Una mattina sicuramente molto interessante e coinvolgente, questo il commento generale. Oltre alle espressioni di meraviglia per avere un tesoro da scoprire a due passi da casa, dagli alunni di Piegaro e di Tavernelle ci sono arrivate interessanti relazioni sull’esperienza, che hanno sottolineato aspetti diversi e che ci piace condividere.

Classi 3a e 4a A Scuola Primaria di Piegaro:

 “Noi bambini della scuola Primaria di Piegaro, abbiamo visitato Palazzo Della Corgna e il Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della Pieve. La Professoressa Maria Luisa Meo ci ha fatto conoscere il Palazzo Della Corgna, che si trova al centro di Città della Pieve, costruito intorno al 1500 dall’architetto perugino Galeazzo Alessi, tale edificio divenne poi la dimora signorile di Ascanio Della Corgna. Abbiamo potuto osservare i meravigliosi affreschi alle pareti e ai soffitti. Ci hanno colpito molto quelli riguardanti le virtù cardinali e teologali oltre a quelli sulla loggia del Tempo, dipinta da Salvio Savini, al primo piano del palazzo, perché, ci ha spiegato la professoressa, mentre il tempo passa le virtù rimangono, il bene fatto resta, ed è questo il messaggio che voleva trasmettere attraverso le immagini il pittore Savini. Ci è stata mostrata anche una sala dedicata a feste e banchetti, attività tipicamente profane.

Il Professor Riccardo Testa, invece ci ha accompagnati all’interno del Museo di Storia Naturale e del Territorio. Abbiamo visto una raccolta di strumenti scientifici d’epoca, minerali, rocce, campioni di invertebrati, fossili e ci sono piaciuti molto gli erbari realizzati dal gruppo Giovani Ecologisti “Il Riccio” e la raccolta dei semi provenienti da tutto il mondo: la spermoteca di piante di uso alimentare. In una sala si trova anche un plastico in legno che riproduce la storica fornace di laterizi di Ponticelli.

E’ stata un’esperienza veramente interessante che ci ha permesso di immergerci nel passato del nostro territorio umbro.”

Classe 4a A Scuola Primaria Don Milani di Tavernelle:

“Durante l’uscita a Città della Pieve  abbiamo visitato il Museo di Storia Naturale  e Palazzo Della Cogna; al nostro arrivo siamo stati accolti dai volontari dell’Associazione “Il Riccio”.  La visita è iniziata nelle sale affrescate di Palazzo della Corgna: il professor Riccardo ci ha spiegato la tecnica dell’affresco, che prevede l’applicazione del colore sull’intonaco ancora bagnato, permettendo alla pittura di durare a lungo. Abbiamo osservato scene tratte da storie antiche e scoperto che il pittore più famoso, che ha decorato questi ambienti è il Pomarancio. La professoressa Maria Luisa ci ha raccontato la storia della città: un tempo si chiamava Castel della Pieve, ed era sotto il dominio di Perugia nello Stato della Chiesa; solo in seguito, assunse il nome di Città della Pieve quando divenne sede di Diocesi. Abbiamo imparato a riconoscere anche gli stemmi delle famiglie nobili: quello dei Della Corgna, con un albero di corniolo e una base a strisce gialle e nere in diagonale e quello dei Del Monte, con tre palle sovrapposte. Il Museo è composto da quattro sale, quella dedicata alle rocce ci ha colpito molto. Abbiamo scoperto che le rocce hanno origini diverse: il marmo lo abbiamo riconosciuto, perché alcuni di noi lo hanno in bagno e in cucina. Alcune rocce sono fluorescenti, altre provengono da paesi lontani come Brasile, Cina e India. Una roccia proveniente dalla Polonia, ha circa tre miliardi e mezzo di anni. Un gemmologo ha donato al Museo pietre preziose come rubini, smeraldi e zaffiri, conservati in una teca. Sopra un tavolo sono esposti gli oggetti personali di Antonio Verri, di cui il Museo portava il nome: i suoi occhiali, la pipa, il tagliacarte, la lampada a petrolio e le carte geografiche, una appesa alla parete raffigura il nostro Nestore. Un’altra sala è dedicata agli animali imbalsamati: tassi, cinghiali, scoiattoli, un istrice e una splendida martora, portata da un automobilista che l’ha trovata senza vita lungo la strada e siccome era molto bella, ha pensato di donarla al museo, dopo averla fatta imbalsamare. Riccardo ci ha spiegato come avviene l’imbalsamazione: l’animale viene svuotato, disinfettato e riempito con ovatta per mantenere una forma naturale. Noi lo sapevamo, perché l’abbiamo studiato a storia con gli antichi egizi. Abbiamo visto anche due funghi particolari: uno con proprietà medicinali, utili contro diabete e le infiammazioni e un fungo legnoso, usato per accendere il fuoco. La visita si è conclusa con la collezione di insetti e semi di piante. È stata un’esperienza molto interessante, che ci ha permesso di conoscere meglio la natura e di capire quanto sia importante rispettare il nostro pianeta.”

Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” ringrazia i volontari impegnati nell’iniziativa e in particolare le classi in visita che hanno voluto condividere  la loro esperienza con ricordi e riflessioni.

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Carlo Urbani, la sua storia, le testimonianze. Un libro, un docufilm

Emozione e ammirazione i sentimenti che hanno dominato alla presentazione del libro “L’eredità di Carlo Urbani” di Vincenzo Varagona e alla visione in anteprima del docufilm “Ho fatto dei miei sogni la mia vita” dei registi Romeo Marconi e Riccardo De Angelis, una delle frasi più conosciuta di Carlo Urbani, un documentario ricco di testimonianze, di ricordi, di momenti di vita vissuta al servizio degli altri, delle popolazioni più disagiate in qualità di medico con Medici senza Frontiere e al servizio dell’OMS.

Un pomeriggio, quello del 28 marzo alla Sala Lettura della Biblioteca “Francesco Melosio”, organizzato da A.L.I.Ce. Città della Pieve in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, all’insegna della memoria di un uomo che ha dedicato la sua vita alla ricerca e al benessere dell’umanità più sofferente, alla vigilia del 23esimo anniversario della morte.

Cambogia, Vietnam, Tailandia, varie le missioni con Medici senza Frontiere.

Dai racconti, dalle numerose testimonianze di chi lo ha conosciuto emerge il suo forte attaccamento al lavoro, alla famiglia, il suo desiderio di vivere pienamente le comunità in cui ha operato, dove unitamente alla sua famiglia  diventa uno di loro.

Urbani ha sempre  sottolineato con forza le ingiuste differenze tra popolazioni riguardo ai diritti, alla salute, alle cure e si è sempre impegnato per renderle meno evidenti.

Vincenzo Varagona ricorda come con A.L.I.Ce., sempre a Città della Pieve, non molto tempo fa, sia stato presentato un altro suo libro “Le mani nel cuore – La storia di Carlo Marcelletti, cardiochirurgo che ha salvato migliaia di bambini”, un altro grande dalla medicina italiana, anch’esso marchigiano.

L’autore ricorda le grandi difficoltà affrontate e l’impegno profuso da Carlo Urbani per far approvare, agli inizi del nostro secolo, il Protocollo da seguire per fermare la diffusione della Sars causata da coronavirus, consapevole dei rischi che correvano le popolazioni.

Nel libro è riportato un suo mantra sempre valido: “Chiudere, proteggere, proteggersi”. Urbani inoltre sosteneva con forza che la buona scienza deve orientare la politica, e che gli interventi per le sfide globali devono essere coordinati, multisettoriali e sovranazionali, vale a dire nessun uomo è un’isola e nessun Paese si salva da solo, come le pandemie insegnano.

Il Sindaco Fausto Risini, presente all’incontro, ricorda il disorientamento provocato dal Covid, e in particolare come Città della Pieve sia stato uno dei primi Comuni ad affrontare le difficoltà conseguenti all’iniziale caso di morte da pandemia del 24 febbraio 2020, e le prime norme da attuare con urgenza, come la disposizione di immediata chiusura delle scuole e l’applicazione delle prime direttive di ostacolo alla diffusione della pandemia.

Guerrino Bordi, Presidente di A.L.I.Ce., ricorda come il compito dell’Associazione da lui diretta sia anche quello di diffondere la conoscenza relativamente alla ricerca in campo medico e le due ultime presentazioni, sopra ricordate, organizzate da A.L.I.Ce. vanno in questo senso.

La presenza della moglie di Carlo Urbani, Giuliana Chiorrini, ha creato ancor più un clima di familiarità, il suo pacato raccontare alcuni momenti con Carlo e con i figli nelle varie missioni che si sono avvicendate nell’esperienza professionale del marito, ha avvicinato ancor più i presenti alla loro vita reale. Degli ultimi giorni della vita del marito ricorda che, accortosi di aver contratto, durante il lavoro, il virus della Sars, chiese di essere messo in isolamento e prima di morire  espresse la volontà che il suo tessuto polmonare fosse utilizzato per la ricerca.

Pochi mesi dopo la sua morte, avvenuta a Bangkok il 29 marzo 2003, a Castelplanio, suo paese natale, si è costituita, per volere della famiglia e degli amici, l’Aicu – Associazione Italiana Carlo Urbani, allo scopo di raccogliere risorse e continuare a lavorare sui progetti avviati dal medico marchigiano. Il suo Comune di origine è tra i soci fondatori dell’Associazione ed  anche tra i promotori del Museo Carlo Urbani sempre a Castelplanio, che ospita documenti, ricerche scientifiche, fotografie, materiali e cimeli del medico.

Lo scopo del Museo è quello di diffondere i valori di Carlo Urbani attraverso la sua vita e il suo lavoro come pure essere spunto per nuove esperienze.

Come Associazione l’Aicu ha realizzato già vari progetti con l’OMS per la cura e la salute pubblica, ma anche di formazione del personale,  nei Paesi più poveri.

Per chi volesse conoscere meglio l’Associazione e le sue attività consigliamo di visitare il sito www.aicu.it o di scrivere a info@aicu.it.

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20 marzo – LIBERA contro le mafie a Città della Pieve

Venerdì 20 marzo Città della Pieve anticipa, vista la chiusura delle scuole il sabato,  la XXXIesima giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Scuole, Istituzioni  e cittadinanza si ritroveranno alle ore 12.00 all’ulivo di LIBERA, nei giardini adiacenti alla Rocca, dove verrà data lettura, alla presenza del Sindaco, di riflessioni contro le mafie e dei nomi di vittime innocenti di mafia da parte degli studenti di alcune classi dell’Istituto di lstruzione Superiore “Italo Calvino” e dei componenti del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi, con il sottofondo musicale della fisarmonica del prof. Massimo Santostefano dell’Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci”.

In caso di pioggia l’iniziativa si svolgerà presso la Sala Sant’Agostino.

Vista l’importanza dell’iniziativa la cittadinanza è invitata a partecipare.

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Prevenzione al melanoma Apprezzata la collaborazione tra A.L.I.Ce. Città della Pieve e No al melanoma Umbria, come pure il precedente screening cardiologico

Continua la preziosa collaborazione tra le Associazioni A.L.I.Ce. Città della Pieve e No al Melanoma Umbria, iniziata anni fa con l’organizzazione di giornate di prevenzione gratuita per mappatura nei, effettuate a Città della Pieve. L’ultima,  realizzata con il contributo della Banca Centro Toscana Umbria, sabato 14 marzo, presso il Centro Prevenzione A.L.I.Ce. di Palazzo Orca in  via Vittorio Veneto n° 6, ha permesso di mappare ben 153 persone, un 20/30% delle quali hanno bisogno di ulteriori approfondimenti in alcuni casi già prenotati. Questo riconosce ulteriore valore all’importanza della prevenzione e  sottolinea ancora una volta il compito principale che le due Associazioni si sono date. 

A.L.I.Ce. ringrazia i dermatologi volontari dell’Associazione No al Melanoma che hanno effettuato gli screening: dott. ri Stefano Borgognoni, Laura Brunelli, Stefano Caraffini, Francesca Cencetti, Gianmarco Tomassini, Maria Cristina Acri.

Presenti per A.L.I.Ce., con il compito di coordinare le attività preliminari e il corretto accesso agli ambulatori, il Presidente Guerrino Bordi, Giuliano Civitelli, Ivonne Fuschiotto, Leandra Mechelli, Marilena Rossi. Ottimi gli apprezzamenti per l’iniziativa e graditi gli innumerevoli ringraziamenti da parte di chi è riuscito ad accedere al servizio su prenotazione.

Altro tipo di prevenzione, sempre gratuita, che ha riscosso successo, quella organizzata da A.L.I.Ce., sempre presso lo stesso Centro a Città della Pieve, il 6 marzo. Questa volta oltre ai consueti esami di routine:  misurazione della pressione con rilevazione di Fibrillazione Atriale, colesterolo, glicemia, trigliceridi, eseguite dalle infermiere Silvia Cupella, Rita Croccolino, Milvia Mencarelli, che, nell’arco della mattinata,  hanno effettuato 19 screening completi, e ai consigli sugli stili di vita  grazie alla disponibilità della dietista Rosanna Valterio, è stato possibile sottoporsi ad Elettrocardiognamma, eseguito dall’infermiera Fiorella Ceccantini e refertato dal cardiologo dott. Adriano Cipriani. A sottoporsi alla prestazione ben 30 persone.

Oltre alle infermiere e al cardiologo ricordiamo anche il personale di segreteria  presente, per coordinare le attività:  Guerrino Bordi, Giuliano Civitelli e Marisa Rosi.

All’attività di prevenzione A.L.I.Ce. dedica sempre più spazio, consapevole della sua rilevanza, considerando i tempi di attesa del servizio sanitario e le difficoltà economiche che spesso portano a sacrificare proprio la prevenzione  secondaria.

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“La Costituzione allo specchio” – riflessioni

Estremamente coinvolgente e interessante si è rivelato l’incontro con l’autore Andrea Franzoso, tenutosi presso la Biblioteca Intercomunale Ulisse di Tavernelle lo scorso venerdì 20 febbraio. L’iniziativa, organizzata da Libera Umbria, Biblioteca Ulisse, libreria Libri Parlanti di Castiglione del Lago in collaborazione con Pro Loco Tavernelle, Essere Insieme Festival e Gioventù Tavernellese, ha visto la partecipazione di un pubblico eterogeneo, notevolmente attento e partecipe. L’autore, partendo dalla propria esperienza personale, con grande passione civile e libertà di pensiero, ha invitato tutti, a prescindere dall’età, a leggere e riflettere, con onestà intellettuale, sui principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, sanciti per orientare e regolamentare le scelte dei cittadini. Il titolo stesso è già un invito in tal senso; lo specchio siamo noi, il nostro riconoscere diritti e doveri personali e collettivi che, anche nella critica e nel dissenso, devono regolare i nostri comportamenti che, inevitabilmente, coinvolgono e si intrecciano con quelli di altri singoli individui, delle comunità nelle quali viviamo e delle istituzioni che ci rappresentano. La discussione, sollecitata anche dal dialogo tra Monica Fanicchi di Libri Parlanti e l’autore, ha toccato i temi più sensibili del nostro tempo, tra i quali il diritto alla salute, all’inclusività, alla libertà di pensiero, di azione e di informazione. L’autore non si è limitato a promuovere il libro ma, con un linguaggio semplice e diretto, è riuscito a catturare l’attenzione dei presenti e a far vivere loro un’esperienza viva e partecipata, un momento di confronto e di grande arricchimento personale. Franzoso ha mostrato il suo lato umano, cordiale e talvolta auto-ironico, ricostruendo i percorsi della sua vita attraverso le sue sfide e la sua storia personale: otto anni nell’Arma dei Carabinieri, congedandosi col grado di Capitano, quattro anni con i Gesuiti, il lavoro in azienda. Proprio mentre è impiegato in Ferrovie Nord Milano, si rende conto che è in atto un sistema di corruzione e invece di tacere e di continuare a lavorare, assistendo a comportamenti illeciti, denuncia il sistema dei corrotti, senza preoccuparsi delle conseguenze. Viene allontanato dal lavoro e da quel momento la sua vita cambia. Di questo parla nel suo primo libro “#Disobbediente!”, il titolo è naturalmente riferito alla reazione a certe ingiustizie, al non aver paura di ribellarsi in nome dell’onestà, della libertà e della dignità umana: “non si è davvero liberi se non si è onesti con se stessi e con gli altri”, sottolinea. Franzoso, di fronte alla scelta tra salvare la propria carriera o la propria coscienza, opta per quest’ultima. Oggi si dedica alla scrittura e soprattutto si occupa di educazione civica che insegna, attraverso i suoi libri e con incontri, agli studenti dalla primaria alle superiori, allo scopo di fornire ai ragazzi gli strumenti per diventare cittadini responsabili e partecipativi. A tale proposito, si sofferma sull’importanza di parlare con i giovani, che sempre più spesso hanno bisogno di essere ascoltati e stimolati, al fine di sviluppare lo spirito critico e la capacità di giudizio. Sa parlare ai ragazzi, sa cogliere la voglia di molti di loro di togliersi le maschere, di manifestare la purezza e la semplicità dei sentimenti. Aspetti che in realtà, quando si diventa adulti, si perdono quasi sempre, nella convinzione che vivere con rettitudine sia inutile e privo di senso.

Altro suo libro molto apprezzato, “Ero un bullo”, ci racconta la vera storia di Daniel, un ragazzo carico di rabbia e aggressività, un bullo temuto da tutti e che, a seguito di rapine, finisce in carcere, dove è considerato un ragazzo perduto e irrecuperabile. Qui si affida al cappellano Don Claudio e alla sua comunità che accoglie “ragazzi difficili” e lentamente impara a guardare le cose da una nuova prospettiva: da “bullo” diventa educatore. Il libro è un’appassionante storia di rinascita, amicizia e amore per la vita.

Andrea Franzoso è la testimonianza che si può vivere rimanendo fedeli a se stessi e alla propria coscienza, mantenendo fede ai valori di integrità, verità e giustizia. Il fervore con cui ha raccontato le sue esperienze ha riscaldato il cuore di tutti, facendoci sentire vivi e parte di una comunità che ha sempre più bisogno di momenti di incontro e socialità condivisa.

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