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Città
della Pieve – serata particolare al Museo di Storia Naturale e del Territorio
Il 1°
agosto, nell’ambito della ormai consueta Notte “Verde Bianca Rossa”,
organizzata dal Comune di Città della Pieve in collaborazione con Sistema Museo
e la partecipazione delle Attività Produttive e Commerciali della città, il
Museo di Storia Naturale e del Territorio, al Piano Nobile di Palazzo Della
Corgna, gestito per conto del Comune, dal Gruppo Ecologista “Il Riccio”, ha
vissuto una serata particolare. Una insolita vitalità ha animato le Sale, 13
bambine e bambini festanti attratti dalla magia dell’origami hanno partecipato
al laboratorio, guidato da Riccardo Testa, Duilio Venturini e Mirella
Chionne del Gruppo Ecologista “Il
Riccio”, per la realizzazione di uccelli e velivoli di carta rigorosamente
riciclata. Dopo la costruzione, l’attesa per il lancio delle realizzazioni
dalle finestre nel sottostante cortile e dell’atterraggio per il recupero è
stato per i piccoli un nuovo momento di emozionante soddisfazione.
Anche
l’aspetto della notte al Museo, rimasto aperto dalle 21.00 alle 24.00, relativo
alle visite con guida da parte di esperti del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, è
stata più che soddisfacente, 81 i visitatori, italiani e non, molto interessati
e meravigliati per la ricchezza e varietà di quanto conservato al suo interno.
Impegnati
nell’accompagnamento ai visitatori Marilena Rossi, Egle Tomasini e Alice Della
Ciana. Si ringraziano per impegno e disponibilità i volontari occupati, i
visitatori e i bambini che hanno risposto all’invito dell’Associazione
ambientalista.
Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” di Città della Pieve,
nell’ambito della “Notte Verde Bianca Rossa” indetta dal Comune per sabato 1° agosto, apre alle
visite in notturna, dalle ore 21.00 alle 24.00, il Museo di Storia Naturale e del Territorio situato al Piano Nobile
di Palazzo Della Corgna.
Il
Museo Comunale è gestito, per volere dell’Amministrazione, ormai da anni dal
Gruppo Ecologista “Il Riccio” che alla fine del secolo scorso, quando ancora si
chiamava Gruppo Giovani Ecologisti “Il Riccio” cominciò a lavorare per dare una
giusta collocazione alle Collezioni lasciate da Antonio Verri, illustre geologo
pievese e dal naturalista Paolo De Simone, che visse vari anni a Città della
Pieve con Vittoria Guerrieri, figlia morganatica del re Vittorio Emanuele II.
Il lavoro del Gruppo fu lungo e
laborioso e solo nell’aprile del 2009 portò ad una prima apertura del tanto
desiderato Museo di Scienze con la denominazione “Museo di Storia Naturale e
del Territorio” di Città della Pieve. Per problemi gestionali però chiuse poco
dopo. Solo a seguito di ulteriori anni di costante interessamento, finalmente
nell’agosto del 2011, il Museo fu riaperto definitivamente al pubblico, con il
Patrocinio del Comune.
All’interno del Museo il 1° agosto sarà organizzato anche il laboratorio di origami “Uccelli e velivoli di
carta” con carta riciclata per
bambini da sei anni in su ma anche per adulti ancora bambini.
Per la gioia dei più piccoli gli origami saranno fatti
volare dalle finestre del Museo sul cortile interno del Palazzo e potranno
essere raccolti dai bambini che li attenderanno con gli occhi in su.
Le visite guidate e il laboratorio saranno curati da
esperti del Gruppo Ecologista.
Vi aspettiamo con molto piacere, grandi e piccini, per
alcuni momenti di cultura e divertimento.
Non si può più aspettare, questo è emerso con forza e
chiarezza all’incontro, voluto dal Gruppo Ecologista “Il Riccio” a Città della
Pieve in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta alla Desertificazione e
alla Siccità e dai 12 interessantissimi pannelli esplicativi sulle azioni da
mettere in atto della Mostra “Clima: è tempo di agire!” rimasta aperta fino al
21 di giugno alla Sala delle Muse di Palazzo Della Corgna. Pannelli realizzati
dal Museo Naturalistico del Parco Marturanum di Barbarano Romano in provincia
di Viterbo, che in forma digitale e anche di fascicolo, voluto dal Gruppo
Ecologista “Il Riccio” e da Roberto Papi curatore dei pannelli, stampato dalla
Editoria Sociale del Cesvol di Perugia, verranno inviati alle biblioteche e
alle scuole locali e del Trasimeno, quale stimolo allo studio e all’azione,
consapevoli che piccoli gesti se fatti da molte persone rendono il pianeta
diverso e senz’altro migliore.
Nel saluto Istituzionale il Sindaco Fausto Risini
auspica si possa quanto prima uscire dalla logica delle guerre e degli
armamenti per investire maggiormente sulla salvaguardia ambientale, ricorda
come l’Amministrazione pievese abbia cura della natura e operi a favore delle
fonti rinnovabili, cita a tale proposito le autorizzazioni concesse per l’agrivoltaico,
un sistema che integra la produzione agricola con
l’energia solaresullo stesso suolo, distinguendosi nettamente dal tradizionale
fotovoltaico su terreno agricolo che sottrae completamente il terreno alle
colture.
Dalla relazione a tema “Agricolture rigenerative e
lotta alla desertificazione: una scelta di vita” di Claudio diego Capitini,
referente Regionale per l’Umbria del Fondo Forestale Italiano, abbiamo conferma
che in natura è già tutto fatto come sapevano bene i nostri nonni i quali
praticavano la policoltura, le coltivazioni a tre dimensioni, le colture
plurime capaci di stimolare la cooperazione tra le piante, la
biodiversificazione, la rotazione e
avevano cura di siepi e alberature per la rigenerazione dei suoli. È
necessario non abbassare la fertilità del suolo e stimolare la parte viva del
terreno, curare il rimboschimento, favorire i boschi di ricarica sfruttando le
opere di ingegneria naturalistica per ricaricare le falde in soli
tre-cinque anni. A confermarne i
benefici uno stimolante intervento dal pubblico accolto con estremo favore dal
relatore e dai presenti che hanno manifestato interesse, compiacimento e anche
sorpresa riguardo ad esempi virtuosi di “casa nostra”, che è bene far conoscere
per stimolarne l’emulazione. Nel comune di Città della Pieve in località
Posasso, si trova un’area a bosco misto di una ventina di ettari. Da una
trentina di anni, la proprietà ha impostato su queste aree una “gestione “ così
detta a libera evoluzione. L’obiettivo è quello di implementare tutti i servizi
ecosistemici utili al benessere ambientale e alla comunità umana. Le azioni si propongono maggior cattura di
anidride carbonica attraverso l’aumento della massa fogliare, mitigazione delle
temperature, maggiore protezione del suolo dal rischio idrogeologico e non da
ultimo il favorire la ricarica idrica delle falde. Sono in corso di
realizzazione da diversi anni, piccoli e diffusi interventi nelle aree di
maggiore pendenza, attraverso micro terrazzamenti con legname morto a terra
utilizzato come barriera per rallentare la corsa delle acque pluviali verso i
torrenti. Lo scopo è di facilitare le infiltrazioni nel terreno a vantaggio
della ricarica delle falde e favorire un maggiore accumulo di umidità e
deposito di materiale organico alla base dei tronchi degli alberi per
aumentarne la resilienza anche in considerazione delle alte temperature estive
e dei lunghi periodi di siccità a cui anche i nostri boschi sono sottoposti. Si
osserva come da questi terrazzamenti, alla stregua dei vivai forestali, si
sviluppino rapidamente numerose
plantule. Naturalmente il legname necessario agli usi domestici viene
prelevato singolarmente e all’occorrenza secondo normativa, ma nell’insieme il
“sistema” bosco rimane un corpo compatto e unitario dove anche la fauna
selvatica trova maggior ristoro.
Il problema più grosso sostiene Capitini, al di là
delle alternanze naturali, nel corso del tempo, di ghiacciai più o meno estesi
o dell’acqua del lago Trasimeno più o meno alta, è la chimica. Le centomila
sostanze chimiche brevettate hanno infatti alterato gli
ecosistemi sia relativamente alla fauna sia alla flora; le conseguenze più
rilevanti sono state: la riduzione della variabilità genetica dei sistemi viventi,
i processi di eutrofizzazione delle acque dolci e di quelle marine,
l’alterazione chimico-fisica e biologica dei suoli. Tantissime
specie animali, soprattutto insetti, e vegetali sono scomparsi, siamo nel bel
mezzo della sesta estinzione di massa del nostro pianeta.Comunque la biodiversità è sempre in grado di
reimplementarsi ma dobbiamo riorientare, il più possibile, il nostro stile di
vita verso il naturale. Si può fare ancora tanto per riportare a fertilità anche
in Italia quei terreni che risultano già desertificati o in corso di
desertificazione: l’agricoltura rigenerativa può essere vincente. A tale
proposito il relatore ha portato esempi di rigenerazione di zone
desertiche del Niger, dove la Rigenerazione Naturale Gestita dall’Agricoltore
(FMNR) applica una tecnica di ripristino del territorio a basso costo
utilizzata per combattere la povertà e la fame tra gli agricoltori di
sussistenza più poveri, aumentando la produzione di cibo e legname e la
resilienza agli eventi climatici estremi. Si cura la ricrescita e la gestione
sistematica di alberi e arbusti a partire da ceppi abbattuti, apparati radicali
in fase di germinazione o semi. Alberi e arbusti ricresciuti, integrati nelle
colture e nei pascoli, contribuiscono a ripristinare la struttura e la
fertilità del suolo, a inibire l’erosione e l’evaporazione dell’umidità, a
riqualificare le sorgenti e la falda freatica e ad aumentare la biodiversità,
alcune specie arboree apportano anche nutrienti come l’azoto al terreno. Si può
arrivare a raddoppiare la resa delle colture, fornire legname da costruzione e
da ardere, foraggio e ombra per il bestiame, alimenti selvatici per
l’alimentazione e la cura, e aumentare i redditi e gli standard di vita delle
famiglie contadine e delle loro comunità. Sotto il deserto ci sono semi
dormienti e resistenti, con il potenziale di germogliare, basta selezionare e
gestire la ricrescita. In Niger questo metodo si è diffuso al ritmo di 250mila
ettari all’anno di verde per 20 anni, guidato da agricoltori, poveri e non alfabetizzati.
In 30 anni sono stati fatti crescere 240
milioni di alberi e il processo continua. La speranza è negli alberi il cui
valore più grande è l’effetto su vita, salute, clima, suolo, piogge, corsi
d’acqua. I deserti si sono formati perché è stata trascurata la crescita delle
foreste, quando la copertura arborea scompare, il livello dell’acqua si
abbassa. Se spariscono le foreste spariscono anche acqua, pesci, selvaggina,
raccolti, mandrie. Arrivano alluvioni, siccità, incendi, carestie, pestilenze.
Oggi nel tentativo di controllare la natura si distruggono foreste a favore del
progresso e del commercio, dimenticando che tutta la vita sulla Terra dipende
da un ambiente sano e funzionante. Dovremmo imparare a collaborare con la
natura puntando a riforestare il più possibile, fondamento per lo sviluppo
sostenibile, l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici, la
riduzione del rischio di catastrofi e altre attività di sviluppo dei mezzi di
sussistenza.
Altro esempio dall’Egitto, l’iniziativa SEKEM, a 60 km a nord-est del Cairo, ha trasformato con
successo migliaia di ettari di deserto in terreni fertili. Applicando
l’agricoltura biodinamica, sono stati piantati 600.000 alberi, rigenerato i
suoli e promosso la biodiversità vegetale, dimostrando l’efficacia di un
modello che coniuga rigenerazione ecologica, sviluppo umano ed economia. Il
metodo biodinamico ha impiegato pratiche rigenerative mirate a ripristinare il
suolo sterile trasformandolo in un ecosistema produttivo. Dai 70 ettari
iniziali di rinverdimento del deserto, il progetto si è esteso su oltre 20.000
ettari di ex deserto lavorati in collaborazione con migliaia di agricoltori in
tutto il Paese. Piantumazione e realizzazione di fasce frangivento non solo
proteggono i raccolti dal vento del deserto e offrono ombra, ma aumentano
radicalmente la biomassa e la copertura verde complessiva. Grazie
all’applicazione costante di compost biodinamico inoltre il terreno trattiene
meglio l’umidità, supportando la crescita di piante resilienti. La riduzione
dell’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici di oltre il 90% nell’industria
del cotone egiziana ha aumentato la resa del 30%. Le attività di riforestazione
e il miglioramento del suolo hanno permesso di sequestrare tonnellate di
anidride carbonica, rendendo l’iniziativa a impatto climatico positivo.
Altro esempio ancora il VALLERANI
SYSTEM, per il recupero delle terre degradate, ideato nel 1988 da Venanzio
Vallerani cittadino di Marsciano tra i massimi esperti nella lotta alla
desertificazione a livello internazionale.
Il Vallerani System (VS) è un sistema meccanizzato che combina le tecniche
tradizionali di raccolta dell’acqua e la meccanizzazione di micro-bacini, per
il restauro dei suoli degradati su larga scala, che può essere applicato per
riforestazione, miglioramento dei pascoli, coltivazioni, frangivento e altro
ancora. Si basa su tre aspetti principali e ogni progetto ne è una combinazione
creativa ed unica: – l’approccio partecipativo ed il coinvolgimento attivo
della popolazione e delle strutture locali; – la tecnologia, lo speciale aratro
Delfino 3s entra ed esce dal terreno scavando i micro-bacini che raccolgono
l’acqua, mentre il ripuntatore che lavora sempre, fessura il terreno in
profondità e serve da vaso comunicante tra i micro-bacini; – pratiche
agronomiche e forestali come la semina diretta di piante autoctone capaci di
auto propagarsi. Il sistema, un metodo di riforestazione veloce e naturale
per la lotta alla desertificazione, ai cambiamenti climatici, incrementando la
biodiversità, contrastando la fame, la povertà e l’emigrazione, è stato
adottato con successo in 17 Paesi su oltre 250.000 ettari con risultati
importanti, tali da migliorare la situazione della popolazione locale. La lotta
contro la desertificazione è una delle vere battaglie dell’uomo per la
sopravvivenza del Pianeta.
A seguire l’intervento di
Roberto Papi sul riscaldamento globale legato al 100% all’azione dell’uomo. La
rapida crescita della temperatura è dovuta per i tre quarti all’utilizzo dei
combustibili fossili e per un quarto ad agricoltura intensiva e allevamenti. Le
contromisure per la mitigazione consistono nell’agire sulle cause e
sull’adattamento che comunque è secondario se non si agisce sulle cause. Noi
siamo il problema e noi siamo la soluzione, sostiene il relatore: incentivare
le energie rinnovabili e la loro diversificazione, adottare misure di risparmio
energetico, ridimensionare l’eccessivo consumismo, passare da una economia
lineare ad una economia circolare. Tentare di diventare indipendenti dal punto
di vista energetico con l’aumento di
fonti rinnovabili che tra l’altro creano occupazione e innumerevoli
vantaggi per la collettività, toglie potere a ricatti, tensioni geopolitiche,
guerre. Occorre investire sulla prevenzione per risparmiare ingenti
finanziamenti impiegati per recuperare ai sempre più numerosi disastri, eventi
estremi che gravano su governi e
popolazioni in termini economici e soprattutto di vite umane. È
necessario sviluppare l’empatia con chi è colpito da calamità che come effetto
portano anche ad un aumento delle migrazioni con tutte le sue conseguenze. Incentivare la cooperazione tra gli Stati,
anche se l’impegno dei singoli per invertire la rotta può molto, a partire dal
limitare l’uso dell’automobile, migliorare l’alimentazione, adottando con
rigore regimi che riducano il consumo di carne e incentivino quello di frutta e
verdura di stagione, prediligere abiti in tessuti naturali come cotone, lino,
lana o da fibre rigenerate, evitando quelli derivati dal petrolio. Nel settore
dell’edilizia, in particolare nei paesi industrializzati, fondamentale il
passaggio alla bioedilizia che mira a creare costruzioni più sostenibili e
salubri, utilizzando materiali naturali e tecniche di costruzione
eco-compatibili, progettate per essere altamente efficienti dal punto di vista
energetico. Questo approccio si basa sulla filosofia che le costruzioni devono
essere integrate nell’ambiente circostante e che l’impatto debba essere ridotto
al minimo possibile. È bene ricordare che il consumatore, con le sue
preferenze, è in grado di orientare le
scelte della produzione. Un impegno da perseguire per poter essere la prima
generazione ad avere la possibilità di lasciare ai posteri un pianeta migliore.
Nel
mese di giugno A.L.I.Ce. di Città della Pieve ha organizzato due Giornate di
Prevenzione interamente gratuite a Città della Pieve presso i locali del Centro
di Prevenzione di Palazzo Orca 1° piano in via Vittorio Veneto 6: lunedì 15 e domenica 28
giugno.
Il 15 giugno il cardiologo dott. Adriano Cipriani con il
supporto dell’infermiera Fiorella Ceccantini ha effettuato e refertato
27 elettrocardiogrammi. Presenti per espletare le funzioni di segreteria: Giuliano Civitelli, Silvano Bonomini, Silvio Cacioli e il
Presidente Guerrino Bordi.
Il 28
giugno 20 utenti si sono
presentati per lo screening completo consistente in: misurazione della pressione con rilevazione di fibrillazione
atriale, saturazione, glicemia, colesterolo, trigliceridi, effettuati dalle
infermiere Sivlia Cupella, Milvia
Mencarelli, Rita Croccolino; sono stati inoltre
eseguiti e refertati 44 controlli
con ecodoppler all’aorta addominale dal dott. Basso Parente, chirurgo
vascolare. Nella stessa mattinata era possibile usufruire della consulenza per valutazione del rischio ictus
grazie alla presenza della dott. ssa Paola Favetta e della dietista Rosanna
Valterio per consigli sugli stili di vita. Presenti per la segreteria: Leandra
Mechelli, Silvano Bonomini e il Presidente Guerrino Bordi.
Tutto il personale impegnato: medici, dietista,
infermieri, personale di segreteria è volontario di A.L.I.Ce.
Ogni attività di prevenzione gratuita è sempre ampiamente
pubblicizzata sui canali social e per le attività specialistiche è richiesta la
prenotazione.
Un grazie sentito ai volontari dell’Associazione per
questi e i molti altri servizi a favore della popolazione.
La presentazione
del libro “Le Residenze Storiche di Città della Pieve” – Guida
storico-artistica sulle orme di Valerio Bittarello, a cura di Ivonne Fuschiotto
e Gaetano Fiacconi, avvenuta alcuni giorni fa a Città della Pieve, ha avuto
molto successo. Un incontro all’insegna del ricordo, in alcuni momenti anche
emozionante, che ha lasciato una vasta eco. Non credo ci sia pievese che non
ricordi Valerio e non sia riuscito a rivederlo dietro le parole che il Sindaco,
i relatori e il pubblico hanno pronunciato in sua memoria.
Il libro riporta il
suo ultimo lavoro, nel lontano 2007 con l’Istituto Superiore “Italo Calvino” –
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali sezione Turistica, e
l’attività di Gaetano Fiacconi e Nicoletta Mezzetti con lo stesso Istituto nel
2009.
Il testo nasce da
un’idea di Ivonne Fuschiotto, docente oggi in pensione che insieme a Emanuela
Lucacchioni ha lavorato all’epoca ai progetti, che ha coinvolto l’Associazione
culturale pievese “Officin’Arte” per la partecipazione alla proposta 2023/2024 “Raccolta
Idee e Contenuti” dell’Editoria Sociale del Cesvol di Perugia, che provvede
alla impaginazione e alla stampa dei testi che reputa meritevoli.
Officin’Arte ha con piacere lasciato i libri al Gruppo
Ecologista “Il Riccio”, che ha provveduto anche alla loro ristampa, per
consentire la raccolta dei proventi al fine di risistemare l’area comunitaria
intorno alla Fonte Trova, una delle Fonti Storiche della città, con il suo
Giardino dei Frutti riTROVAti, l’aiuola per gli insetti impollinatori e il
Giardino dei “Giusti”.
Un piccolo riconoscimento, ha voluto sottolineare Gaetano
Fiacconi, per la collaborazione gratuita di anni su specifici progetti di
accompagnamento al lavoro, da parte del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, siglata
con il Protocollo d’Intesa “Rete Welfare di Comunità” tra il “Riccio”,
Frontiera Lavoro, Servizio di Accompagnamento al Lavoro (SAL), Unione dei
Comuni del Trasimeno. Attività portata avanti egregiamente da Riccardo Testa,
vicepresidente del Gruppo Ecologista.
Per chi
volesse avere nella propria biblioteca le memorie
inedite di Valerio sulle residenze storiche e gli approfondimenti di Gaetano e
Nicoletta sulle famiglie nobiliari e sugli stemmi che le rappresentano,
rielaborate dagli studenti del locale Istituto Professionale, può
trovare il libro, ad una un’offerta minima di € 5,00, presso l’edicola di Maria
Luisa Catalani in Piazza Plebiscito 1 e al Museo di Storia Naturale e del
Territorio, al Piano Nobile di Palazzo Della Corgna a Città della Pieve, nei
giorni di apertura.
Mercoledì 17 giugno Giornata mondiale contro la
desertificazione e la siccità, aCittà della Pieve il Gruppo
Ecologista “Il Riccio” organizza un
incontro e una mostra didattica con il Patrocino del Comune, la collaborazione
del Fondo Forestale Italiano e del Museo Naturalistico del Parco Marturanum di
Barbarano Romano nel viterbese.
Appuntamento a Palazzo Della Corgna, Sala Lettura
della Biblioteca Comunale “Francesco Melosio” alle ore 17.00, per discutere di “Agricolture Rigenerative e lotta alla
desertificazione: una scelta vitale” con Claudio diego Capitini, Referente
Regionale per l’Umbria del Fondo Forestale Italiano. A seguire sarà inaugurata
la Mostra didattica “Clima: tempo di agire!” realizzata dal Museo Naturalistico
del Parco Marturanum e allestita nella attigua Sala delle Muse, a parlarne sarà
il suo curatore Roberto Papi. Ben 12
pannelli affrontano il tema della crisi climatica descrivendo cause, impatti e
soluzioni per attuare la necessaria transizione ecologica. La mostra, rimarrà aperta dalla inaugurazione
fino a domenica 21 giugno dalle ore 9.00 alle ore 19.00.
La Giornata è stata istituita nel lontano 1995
dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare governi,
organizzazioni e individui sul degrado del suolo, sulla siccità e sulla
responsabilità collettiva nell’utilizzo sostenibile dell’acqua, mobilitando
azioni per proteggere e ripristinare la salute dei terreni. Lo stesso giorno nel
1994 era stata adottata a Parigi la Convenzione
per la lotta alla desertificazione, entrata in vigore il 26 dicembre 1996 e
ratificata da 200 Paesi, tra cui l’Italia che ha aderito nel 1997, sia in veste
di paese donatore sia come paese colpito dalla desertificazione. Obiettivo
della Convenzione è mitigare gli effetti della siccità attraverso attività di
cooperazione internazionale e accordi di partenariato nei paesi più colpiti. Le
strategie messe in campo si concentrano sul miglioramento della produttività
del suolo e sulla gestione sostenibile delle risorse del territorio e
dell’acqua. Secondo studi recenti perdiamo ogni anno 24 miliardi di tonnellate
di terra fertile e 15 miliardi di alberi.
Desertificazione, degrado del
territorio e siccità hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana di
ognuno di noi e sono tra le sfide ambientali più urgenti del nostro tempo,
considerando che oltre 1,6 miliardi di
ettari, pari al 4% della superficie terrestre, sono
degradati e che 3,2 miliardi di persone ne sono direttamente colpite:
fenomeni diventati una delle minacce più
gravi alla stabilità globale.
Il degrado del suolo ha ridotto la produttività del
23% della superficie terrestre, mentre
il 75% degli ambienti terrestri, escluse le aree coperte da ghiacci, sono stati
modificati in modo significativo e il ritmo di questa trasformazione si è
accelerato in maniera significativa negli ultimi 50 anni anche per effetto del cambiamento climatico.
Le cause sono molteplici:
deforestazione, uso eccessivo dei combustibili fossili, cattiva gestione
dell’acqua e del suolo, urbanizzazione selvaggia, monocolture, allevamenti intensivi, uso di sostanze
chimiche.
La sfida
globale è ambiziosa: rigenerare 1,5 miliardi di ettari di terreni entro il 2030
e contribuire alla nascita di un’economia rigenerativa da mille miliardi di
dollari.
Il
contrasto alla desertificazione è una responsabilità comune e necessita di
un’azione condivisa e multilivello.
Il vero
ostacolo non è la mancanza di conoscenze tecniche, ma la frammentazione delle
decisioni e la scarsa cooperazione internazionale. Risulta necessario attivare processi partecipativi che
coinvolgano le comunità locali. Anche il piccolo gesto di ognuno di noi, come
piantare e custodire un albero all’anno, fa milioni di alberi e quindi può fare
la differenza.
L’Italia rappresenta un caso emblematico di crisi mal
gestita: consumo di
suolo, emergenza idrica e azioni mancate. Sebbene il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti
Climatici sia stato approvato nel 2023, nessuna misura concreta
è stata avviata, mentre il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima,
fondamentale per ridurre le cause della crisi climatica, è attuato solo in
parte.
Come
recentemente affermato da Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni
Unite: “è tempo di agire!”
Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” domenica 7 giugno invita ad una passeggiata al Pobeto, località amena nei pressi di Città della Pieve. Un sentiero quasi completamente ombreggiato, possibilità di parcheggio al suo ingresso, ad un chilometro circa dal bivio della Pievaiola, in direzione Monteleone d’Orvieto, al Vocabolo Casale Fargneto. Un percorso di 6.00 km circa, con un dislivello intorno ai 100 m., lungo il quale sarà possibile osservare fioriture da sottobosco: ginestre, viole a ciocche, rose spina. Esperti dell’Associazione daranno spiegazione della vegetazione che si incontra lungo il sentiero; verranno effettuate soste in suggestivi punti di osservazione panoramici che spaziano verso Monteleone e Montegabbione. Il ritrovo è fissato per le 8.30 al parcheggio della Casa di Comunità – ex ospedale Città della Pieve, da qui si partirà con le macchine, subito dopo la registrazione dei partecipanti, per raggiungere il punto di ingresso al sentiero. Il rientro al punto di partenza è previsto per le 12.00 circa. Si consiglia un abbigliamento comodo, scorta di acqua, cappello e bastoncini da trekking. Per ulteriori informazioni è possibile contattare Duilio, cell. 3311716494 Per i soci del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, con tessera rinnovata per l’anno in corso, l’escursione è gratuita, per gli altri è necessario pagare la quota per l’assicurazione, € 5.00 o se si preferisce effettuare, in loco, l’iscrizione all’Associazione, quota annuale € 15.00. In caso di pioggia l’iniziativa sarà rinviata. Vi aspettiamo per passare insieme alcune ore sicuramente piacevoli.
Venerdì pomeriggio
22 maggio le porte del Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della
Pieve, al Piano Nobile di Palazzo Della Corgna, si sono aperte per accogliere i
bambini delle classi 3a, 4a e 5a della Scuola Primaria di Monteleone
d’Orvieto – Istituto Omnicomprensivo Raffaele Laporta, accompagnate dalle
insegnanti Alessandra Amori e Alessandra Cecchini.
La visita rientra,
per la scuola, nel Piano
Estate PN SCUOLA 21-27, Laboratorio “Scienza in azione”
dell’Istituto, con lo scopo di ampliare e
sostenere l’offerta formativa con azioni specifiche volte a promuovere
iniziative per gli apprendimenti, l’aggregazione, l’inclusione e la socialità.
Ad accogliere e guidare le classi,
per il Gruppo Ecologista “Il Riccio” che gestisce il Museo per conto
dell’Amministrazione Comunale, il vicepresidente dell’Associazione Riccardo
Testa.
Per l’occasione oltre alla visita
era stato predisposto un laboratorio con argilla
per spiegare operativamente i processi di fossilizzazione. I bambini sono stati così incoraggiati a esplorare e a riflettere
sugli aspetti scientifici in modo creativo e personale, facilitati nella comprensione
di come si formano i fossili e nel riconoscere l’importanza della paleontologia
nello studio della storia naturale. Inoltre hanno potuto sviluppare
abilità di osservazione scientifica e di analisi, sperimentare metodi di
simulazione e conservazione della natura, che hanno favorito curiosità,
consapevolezza dell’ambiente naturale e rispetto per il passato, sviluppando
così abilità di fare collegamenti e ipotesi.
Un incontro molto
stimolante vivacizzato dalla curiosità e dall’interesse dei bambini, già
egregiamente preparati dalle docenti, che hanno apprezzato sia la visita al
Museo sia il laboratorio.
Venerdì 29 maggio, nell’ambito del
Maggio dei Libri e dei “Venerdì della Biblioteca”, alle ore 17,00 presso
la Sala
di Lettura della
Biblioteca, verrà presentato
il libro “Le Residenze Storiche di Città della Pieve”
– Guida storico-artistica sulle
orme di Valerio Bittarello, a cura di Ivonne Fuschiotto e Gaetano Fiacconi.
Il testo dedicato a Valerio
Bittarello, riporta un lavoro svolto dai ragazzi dell’Istituto Professionale,
I.S.I.S. “Italo Calvino”, nel lontano 2007 sotto la giuda di Valerio, noto
storico pievese, che in varie uscite per la città ne narrava la storia
attraverso i suoi Palazzi nobiliari. Il libro oltre al lavoro con Valerio riporta,
per affinità, un’altra attività della scuola, risalente al 2009, sugli
Stemmi delle Famiglie nobili di Città della Pieve, guidata da Gaetano Fiacconi
e Nicoletta Mezzetti.
Rielaborare il materiale ha avuto,
per i curatori del testo, un valore aggiunto: rivivere l’immagine di Valerio
nel suo “camminare raccontando”, impegnato in una attività che svolgeva con
passione e piena soddisfazione, quella di divulgatore senza limiti di arte e
storia della sua città e non solo. Immagine che speriamo di far rivivere a
quanti a Città della Pieve lo hanno conosciuto e stimato.
Il libro è stato stampato dall’Editoria Sociale del Cesvol di Perugia nell’ambito della Proposta “Raccolta Idee e Contenuti” a cui ha partecipato l’Associazione culturale pievese “Officin’Arte”.
La Settimana Nazionale della
Bonifica e della Irrigazione, 16 – 24 maggio 2026, quest’anno ha per tema “L’Acqua coltiva la
Pace”, argomento attuale e interessante.
Il Consorzio per la Bonifica della Val di Chiana Romana e
Val di Paglia, il Gruppo Ecologista “Il Riccio” e il Sindaco Fausto Risini,
hanno incontrato, il 21 maggio alle ore 10.30, alla Sala Sant’Agostino di Città
della Pieve, le classi IIIa A, IVa A e IVa B
dell’Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci” per un importante appuntamento,
diventato annuale, di sensibilizzazione e approfondimento sui temi della tutela
del territorio, dell’ambiente, della gestione delle risorse idriche e della
pace.
Il
tema scelto ribadisce il valore strategico dell’acqua come risorsa essenziale
per l’equilibrio ambientale, di cooperazione tra territori e di sviluppo
sostenibile. Un messaggio, sottolinea il Consorzio, che richiama l’importanza di una gestione
consapevole delle risorse idriche nella costruzione di comunità sempre più
resilienti, sicure e coese.
Intorno
all’acqua sono nate e si sono sviluppate civiltà e per il suo possesso sono
scoppiati forti contrasti e guerre che sono arrivati fino a noi. L’acqua, il
famoso “oro blu”, è sinonimo di “vita”; innovativo ed essenziale è legare
l’acqua al tema della pace.
Il
suo uso consapevole è fondamentale anche nel quotidiano; i presenti sono stati
invitati a rispettare questo bene prezioso e a diffondere stili corretti del
suo utilizzo onde evitare inutili sprechi.
Grazie
a immagini esplicative, domande e semplici spiegazioni sono stati presentati i
compiti del Consorzio di Bonifica, per evitare pericoli e rischi legati
all’acqua, risorsa importantissima ma anche fonte di danni e rischi
pesantissimi, se si pensa agli eventi catastrofici che hanno afflitto, anche
ultimamente il nostro territorio e l’intero Paese.
Alle
classi quarte è stato poi restituito sotto forma di Album cartonato il lavoro
che lo scorso anno avevano condiviso con il Consorzio. Ad alunni e studenti è inoltre stato
consegnato un quadernone personalizzato. Sorprese molto apprezzate.
Anche
quest’anno un nuovo lancio della sfida, da parte del Consorzio, lavorare sul
tema della Settimana “L’Acqua coltiva la Pace” su spunti dati: l’acqua e i
fiumi in particolare possono unire ma possono anche dividere; la necessità di
una pianificazione dell’uso dell’acqua.
Alla
fantasia e all’estro creativo dei bambini il compito di costruire una nuova
storia.
La
sfida quest’anno è stata raccolta dalla classe IIIa A.
Nell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi è custodito il celebre affresco del Perugino, “L’adorazione dei Magi”. Orario visite: dal martedì alla domenica, dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 17,30.