Clima e siccità, corsa ai ripari

Non si può più aspettare, questo è emerso con forza e chiarezza all’incontro, voluto dal Gruppo Ecologista “Il Riccio” a Città della Pieve in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta alla Desertificazione e alla Siccità e dai 12 interessantissimi pannelli esplicativi sulle azioni da mettere in atto della Mostra “Clima: è tempo di agire!” rimasta aperta fino al 21 di giugno alla Sala delle Muse di Palazzo Della Corgna. Pannelli realizzati dal Museo Naturalistico del Parco Marturanum di Barbarano Romano in provincia di Viterbo, che in forma digitale e anche di fascicolo, voluto dal Gruppo Ecologista “Il Riccio” e da Roberto Papi curatore dei pannelli, stampato dalla Editoria Sociale del Cesvol di Perugia, verranno inviati alle biblioteche e alle scuole locali e del Trasimeno, quale stimolo allo studio e all’azione, consapevoli che piccoli gesti se fatti da molte persone rendono il pianeta diverso e senz’altro migliore.

Nel saluto Istituzionale il Sindaco Fausto Risini auspica si possa quanto prima uscire dalla logica delle guerre e degli armamenti per investire maggiormente sulla salvaguardia ambientale, ricorda come l’Amministrazione pievese abbia cura della natura e operi a favore delle fonti rinnovabili, cita a tale proposito le autorizzazioni concesse per l’agrivoltaico, un sistema che integra la produzione agricola con l’energia solare sullo stesso suolo, distinguendosi nettamente dal tradizionale fotovoltaico su terreno agricolo che sottrae completamente il terreno alle colture.

Dalla relazione a tema “Agricolture rigenerative e lotta alla desertificazione: una scelta di vita” di Claudio diego Capitini, referente Regionale per l’Umbria del Fondo Forestale Italiano, abbiamo conferma che in natura è già tutto fatto come sapevano bene i nostri nonni i quali praticavano la policoltura, le coltivazioni a tre dimensioni, le colture plurime capaci di stimolare la cooperazione tra le piante, la biodiversificazione, la rotazione e  avevano cura di siepi e alberature per la rigenerazione dei suoli. È necessario non abbassare la fertilità del suolo e stimolare la parte viva del terreno, curare il rimboschimento, favorire i boschi di ricarica sfruttando le opere di ingegneria naturalistica per ricaricare le falde in soli tre-cinque  anni. A confermarne i benefici uno stimolante intervento dal pubblico accolto con estremo favore dal relatore e dai presenti che hanno manifestato interesse, compiacimento e anche sorpresa riguardo ad esempi virtuosi di “casa nostra”, che è bene far conoscere per stimolarne l’emulazione. Nel comune di Città della Pieve in località Posasso, si trova un’area a bosco misto di una ventina di ettari. Da una trentina di anni, la proprietà ha impostato su queste aree una “gestione “ così detta a libera evoluzione. L’obiettivo è quello di implementare tutti i servizi ecosistemici utili al benessere ambientale e alla comunità umana.  Le azioni si propongono maggior cattura di anidride carbonica attraverso l’aumento della massa fogliare, mitigazione delle temperature, maggiore protezione del suolo dal rischio idrogeologico e non da ultimo il favorire la ricarica idrica delle falde. Sono in corso di realizzazione da diversi anni, piccoli e diffusi interventi nelle aree di maggiore pendenza, attraverso micro terrazzamenti con legname morto a terra utilizzato come barriera per rallentare la corsa delle acque pluviali verso i torrenti. Lo scopo è di facilitare le infiltrazioni nel terreno a vantaggio della ricarica delle falde e favorire un maggiore accumulo di umidità e deposito di materiale organico alla base dei tronchi degli alberi per aumentarne la resilienza anche in considerazione delle alte temperature estive e dei lunghi periodi di siccità a cui anche i nostri boschi sono sottoposti. Si osserva come da questi terrazzamenti, alla stregua dei vivai forestali, si sviluppino rapidamente numerose  plantule. Naturalmente il legname necessario agli usi domestici viene prelevato singolarmente e all’occorrenza secondo normativa, ma nell’insieme il “sistema” bosco rimane un corpo compatto e unitario dove anche la fauna selvatica trova maggior ristoro.

Il problema più grosso sostiene Capitini, al di là delle alternanze naturali, nel corso del tempo, di ghiacciai più o meno estesi o dell’acqua del lago Trasimeno più o meno alta, è la chimica. Le centomila sostanze chimiche brevettate hanno infatti alterato gli ecosistemi sia relativamente alla fauna sia alla flora; le conseguenze più rilevanti sono state: la riduzione della variabilità genetica dei sistemi viventi, i processi di eutrofizzazione delle acque dolci e di quelle marine, l’alterazione chimico-fisica e biologica dei suoli. Tantissime specie animali, soprattutto insetti, e vegetali sono scomparsi, siamo nel bel mezzo della sesta estinzione di massa del nostro pianeta. Comunque la biodiversità è sempre in grado di reimplementarsi ma dobbiamo riorientare, il più possibile, il nostro stile di vita verso il naturale. Si può fare ancora tanto per riportare a fertilità anche in Italia quei terreni che risultano già desertificati o in corso di desertificazione: l’agricoltura rigenerativa può essere vincente. A tale proposito il relatore ha portato esempi di rigenerazione di zone desertiche del Niger, dove la Rigenerazione Naturale Gestita dall’Agricoltore (FMNR) applica una tecnica di ripristino del territorio a basso costo utilizzata per combattere la povertà e la fame tra gli agricoltori di sussistenza più poveri, aumentando la produzione di cibo e legname e la resilienza agli eventi climatici estremi. Si cura la ricrescita e la gestione sistematica di alberi e arbusti a partire da ceppi abbattuti, apparati radicali in fase di germinazione o semi. Alberi e arbusti ricresciuti, integrati nelle colture e nei pascoli, contribuiscono a ripristinare la struttura e la fertilità del suolo, a inibire l’erosione e l’evaporazione dell’umidità, a riqualificare le sorgenti e la falda freatica e ad aumentare la biodiversità, alcune specie arboree apportano anche nutrienti come l’azoto al terreno. Si può arrivare a raddoppiare la resa delle colture, fornire legname da costruzione e da ardere, foraggio e ombra per il bestiame, alimenti selvatici per l’alimentazione e la cura, e aumentare i redditi e gli standard di vita delle famiglie contadine e delle loro comunità. Sotto il deserto ci sono semi dormienti e resistenti, con il potenziale di germogliare, basta selezionare e gestire la ricrescita. In Niger questo metodo si è diffuso al ritmo di 250mila ettari all’anno di verde per 20 anni, guidato da agricoltori, poveri e non alfabetizzati. In 30 anni  sono stati fatti crescere 240 milioni di alberi e il processo continua. La speranza è negli alberi il cui valore più grande è l’effetto su vita, salute, clima, suolo, piogge, corsi d’acqua. I deserti si sono formati perché è stata trascurata la crescita delle foreste, quando la copertura arborea scompare, il livello dell’acqua si abbassa. Se spariscono le foreste spariscono anche acqua, pesci, selvaggina, raccolti, mandrie. Arrivano alluvioni, siccità, incendi, carestie, pestilenze. Oggi nel tentativo di controllare la natura si distruggono foreste a favore del progresso e del commercio, dimenticando che tutta la vita sulla Terra dipende da un ambiente sano e funzionante. Dovremmo imparare a collaborare con la natura puntando a riforestare il più possibile, fondamento per lo sviluppo sostenibile, l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici, la riduzione del rischio di catastrofi e altre attività di sviluppo dei mezzi di sussistenza.

Altro esempio dall’Egitto, l’iniziativa SEKEM, a 60 km a nord-est del Cairo, ha trasformato con successo migliaia di ettari di deserto in terreni fertili. Applicando l’agricoltura biodinamica, sono stati piantati 600.000 alberi, rigenerato i suoli e promosso la biodiversità vegetale, dimostrando l’efficacia di un modello che coniuga rigenerazione ecologica, sviluppo umano ed economia. Il metodo biodinamico ha impiegato pratiche rigenerative mirate a ripristinare il suolo sterile trasformandolo in un ecosistema produttivo. Dai 70 ettari iniziali di rinverdimento del deserto, il progetto si è esteso su oltre 20.000 ettari di ex deserto lavorati in collaborazione con migliaia di agricoltori in tutto il Paese. Piantumazione e realizzazione di fasce frangivento non solo proteggono i raccolti dal vento del deserto e offrono ombra, ma aumentano radicalmente la biomassa e la copertura verde complessiva. Grazie all’applicazione costante di compost biodinamico inoltre il terreno trattiene meglio l’umidità, supportando la crescita di piante resilienti. La riduzione dell’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici di oltre il 90% nell’industria del cotone egiziana ha aumentato la resa del 30%. Le attività di riforestazione e il miglioramento del suolo hanno permesso di sequestrare tonnellate di anidride carbonica, rendendo l’iniziativa a impatto climatico positivo.

Altro esempio ancora il VALLERANI SYSTEM, per il recupero delle terre degradate, ideato nel 1988 da Venanzio Vallerani cittadino di Marsciano tra i massimi esperti nella lotta alla desertificazione a livello internazionale. Il Vallerani System (VS) è un sistema meccanizzato che combina le tecniche tradizionali di raccolta dell’acqua e la meccanizzazione di micro-bacini, per il restauro dei suoli degradati su larga scala, che può essere applicato per riforestazione, miglioramento dei pascoli, coltivazioni, frangivento e altro ancora. Si basa su tre aspetti principali e ogni progetto ne è una combinazione creativa ed unica: – l’approccio partecipativo ed il coinvolgimento attivo della popolazione e delle strutture locali; – la tecnologia, lo speciale aratro Delfino 3s entra ed esce dal terreno scavando i micro-bacini che raccolgono l’acqua, mentre il ripuntatore che lavora sempre, fessura il terreno in profondità e serve da vaso comunicante tra i micro-bacini; – pratiche agronomiche e forestali come la semina diretta di piante autoctone capaci di auto propagarsi.  Il sistema,  un metodo di riforestazione veloce e naturale per la lotta alla desertificazione, ai cambiamenti climatici, incrementando la biodiversità, contrastando la fame, la povertà e l’emigrazione, è stato adottato con successo in 17 Paesi su oltre 250.000 ettari con risultati importanti, tali da migliorare la situazione della popolazione locale. La lotta contro la desertificazione è una delle vere battaglie dell’uomo per la sopravvivenza del Pianeta. A seguire l’intervento di Roberto Papi sul riscaldamento globale legato al 100% all’azione dell’uomo. La rapida crescita della temperatura è dovuta per i tre quarti all’utilizzo dei combustibili fossili e per un quarto ad agricoltura intensiva e allevamenti. Le contromisure per la mitigazione consistono nell’agire sulle cause e sull’adattamento che comunque è secondario se non si agisce sulle cause. Noi siamo il problema e noi siamo la soluzione, sostiene il relatore: incentivare le energie rinnovabili e la loro diversificazione, adottare misure di risparmio energetico, ridimensionare l’eccessivo consumismo, passare da una economia lineare ad una economia circolare. Tentare di diventare indipendenti dal punto di vista energetico con l’aumento di  fonti rinnovabili che tra l’altro creano occupazione e innumerevoli vantaggi per la collettività, toglie potere a ricatti, tensioni geopolitiche, guerre. Occorre investire sulla prevenzione per risparmiare ingenti finanziamenti impiegati per recuperare ai sempre più numerosi disastri, eventi estremi che gravano su governi e  popolazioni in termini economici e soprattutto di vite umane. È necessario sviluppare l’empatia con chi è colpito da calamità che come effetto portano anche ad un aumento delle migrazioni con tutte le sue conseguenze.  Incentivare la cooperazione tra gli Stati, anche se l’impegno dei singoli per invertire la rotta può molto, a partire dal limitare l’uso dell’automobile, migliorare l’alimentazione, adottando con rigore regimi che riducano il consumo di carne e incentivino quello di frutta e verdura di stagione, prediligere abiti in tessuti naturali come cotone, lino, lana o da fibre rigenerate, evitando quelli derivati dal petrolio. Nel settore dell’edilizia, in particolare nei paesi industrializzati, fondamentale il passaggio alla bioedilizia che mira a creare costruzioni più sostenibili e salubri, utilizzando materiali naturali e tecniche di costruzione eco-compatibili, progettate per essere altamente efficienti dal punto di vista energetico. Questo approccio si basa sulla filosofia che le costruzioni devono essere integrate nell’ambiente circostante e che l’impatto debba essere ridotto al minimo possibile. È bene ricordare che il consumatore, con le sue preferenze, è in grado di  orientare le scelte della produzione. Un impegno da perseguire per poter essere la prima generazione ad avere la possibilità di lasciare ai posteri un pianeta migliore.

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A.L.I.Ce. di Città della Pieve continua con la Prevenzione

Nel mese di giugno A.L.I.Ce. di Città della Pieve ha organizzato due Giornate di Prevenzione interamente gratuite a Città della Pieve presso i locali del Centro di Prevenzione di Palazzo Orca 1° piano in via Vittorio Veneto 6: lunedì 15  e domenica 28 giugno.

Il 15 giugno il cardiologo dott. Adriano Cipriani con il supporto dell’infermiera Fiorella Ceccantini ha effettuato e refertato 27 elettrocardiogrammi. Presenti per espletare le funzioni di segreteria: Giuliano Civitelli, Silvano Bonomini, Silvio Cacioli e il Presidente Guerrino Bordi.

Il 28 giugno 20 utenti si sono presentati per lo screening completo consistente in: misurazione della  pressione con rilevazione di fibrillazione atriale, saturazione, glicemia, colesterolo, trigliceridi, effettuati dalle infermiere Sivlia Cupella, Milvia Mencarelli, Rita Croccolino; sono stati inoltre eseguiti e refertati  44 controlli con ecodoppler all’aorta addominale dal dott. Basso Parente, chirurgo vascolare. Nella stessa mattinata era possibile usufruire della  consulenza per valutazione del rischio ictus grazie alla presenza della dott. ssa Paola Favetta e della dietista Rosanna Valterio per consigli sugli stili di vita. Presenti per la segreteria: Leandra Mechelli, Silvano Bonomini e il  Presidente Guerrino Bordi.

Tutto il personale impegnato: medici, dietista, infermieri, personale di segreteria è volontario di A.L.I.Ce.

Ogni attività di prevenzione gratuita è sempre ampiamente pubblicizzata sui canali social e per le attività specialistiche è richiesta la prenotazione.

Un grazie sentito ai volontari dell’Associazione per questi e i molti altri servizi a favore della popolazione.

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Tributo a Valerio Bittarello dalla città del Perugino

La presentazione del libro “Le Residenze Storiche di Città della Pieve” – Guida storico-artistica sulle orme di Valerio Bittarello, a cura di Ivonne Fuschiotto e Gaetano Fiacconi, avvenuta alcuni giorni fa a Città della Pieve, ha avuto molto successo. Un incontro all’insegna del ricordo, in alcuni momenti anche emozionante, che ha lasciato una vasta eco. Non credo ci sia pievese che non ricordi Valerio e non sia riuscito a rivederlo dietro le parole che il Sindaco, i relatori e il pubblico hanno pronunciato in sua memoria.

Il libro riporta il suo ultimo lavoro, nel lontano 2007 con l’Istituto Superiore “Italo Calvino” – Istituto Professionale per i Servizi Commerciali sezione Turistica, e l’attività di Gaetano Fiacconi e Nicoletta Mezzetti con lo stesso Istituto nel 2009.

Il testo nasce da un’idea di Ivonne Fuschiotto, docente oggi in pensione che insieme a Emanuela Lucacchioni ha lavorato all’epoca ai progetti, che ha coinvolto l’Associazione culturale pievese “Officin’Arte” per la partecipazione alla proposta 2023/2024 “Raccolta Idee e Contenuti” dell’Editoria Sociale del Cesvol di Perugia, che provvede alla impaginazione e alla stampa dei testi che reputa meritevoli.

Officin’Arte ha con piacere lasciato i libri al Gruppo Ecologista “Il Riccio”, che ha provveduto anche alla loro ristampa, per consentire la raccolta dei proventi al fine di risistemare l’area comunitaria intorno alla Fonte Trova, una delle Fonti Storiche della città, con il suo Giardino dei Frutti riTROVAti, l’aiuola per gli insetti impollinatori e il Giardino dei “Giusti”.

Un piccolo riconoscimento, ha voluto sottolineare Gaetano Fiacconi, per la collaborazione gratuita di anni su specifici progetti di accompagnamento al lavoro, da parte del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, siglata con il Protocollo d’Intesa “Rete Welfare di Comunità” tra il “Riccio”, Frontiera Lavoro, Servizio di Accompagnamento al Lavoro (SAL), Unione dei Comuni del Trasimeno. Attività portata avanti egregiamente da Riccardo Testa, vicepresidente del Gruppo Ecologista. Per chi volesse avere nella propria biblioteca le memorie inedite di Valerio sulle residenze storiche e gli approfondimenti di Gaetano e Nicoletta sulle famiglie nobiliari e sugli stemmi che le rappresentano, rielaborate dagli studenti del locale Istituto Professionale, può trovare il libro, ad una un’offerta minima di € 5,00, presso l’edicola di Maria Luisa Catalani in Piazza Plebiscito 1 e al Museo di Storia Naturale e del Territorio, al Piano Nobile di Palazzo Della Corgna a Città della Pieve, nei giorni di apertura.

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Il clima: un incontro e una mostra didattica a Città della Pieve in occasione della Giornata Mondiale contro la desertificazione e la siccità

Mercoledì 17 giugno Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità, aCittà della Pieve il Gruppo Ecologista “Il Riccio” organizza  un incontro e una mostra didattica con il Patrocino del Comune, la collaborazione del Fondo Forestale Italiano e del Museo Naturalistico del Parco Marturanum di Barbarano Romano nel viterbese.

Appuntamento a Palazzo Della Corgna, Sala Lettura della Biblioteca Comunale “Francesco Melosio” alle ore 17.00,  per discutere di  “Agricolture Rigenerative e lotta alla desertificazione: una scelta vitale” con Claudio diego Capitini, Referente Regionale per l’Umbria del Fondo Forestale Italiano. A seguire sarà inaugurata la Mostra didattica “Clima: tempo di agire!” realizzata dal Museo Naturalistico del Parco Marturanum e allestita nella attigua Sala delle Muse, a parlarne sarà il suo curatore Roberto Papi.  Ben 12 pannelli affrontano il tema della crisi climatica descrivendo cause, impatti e soluzioni per attuare la necessaria transizione ecologica.  La mostra, rimarrà aperta dalla inaugurazione fino a domenica 21 giugno dalle ore 9.00 alle ore 19.00.

La Giornata è stata istituita nel lontano 1995 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare governi, organizzazioni e individui sul degrado del suolo, sulla siccità e sulla responsabilità collettiva nell’utilizzo sostenibile dell’acqua, mobilitando azioni per proteggere e ripristinare la salute dei terreni. Lo stesso giorno nel 1994 era stata adottata a Parigi la Convenzione per la lotta alla desertificazione, entrata in vigore il 26 dicembre 1996 e ratificata da 200 Paesi, tra cui l’Italia che ha aderito nel 1997, sia in veste di paese donatore sia come paese colpito dalla desertificazione. Obiettivo della Convenzione è mitigare gli effetti della siccità attraverso attività di cooperazione internazionale e accordi di partenariato nei paesi più colpiti. Le strategie messe in campo si concentrano sul miglioramento della produttività del suolo e sulla gestione sostenibile delle risorse del territorio e dell’acqua. Secondo studi recenti perdiamo ogni anno 24 miliardi di tonnellate di terra fertile e 15 miliardi di alberi.

Desertificazione, degrado del territorio e siccità hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana di ognuno di noi e sono tra le sfide ambientali più urgenti del nostro tempo, considerando che oltre 1,6 miliardi di ettari, pari al 4% della superficie terrestre, sono degradati e che 3,2 miliardi di persone ne sono direttamente colpite: fenomeni  diventati una delle minacce più gravi alla stabilità globale.

Il degrado del suolo ha ridotto la produttività del 23% della superficie terrestre,  mentre il 75% degli ambienti terrestri, escluse le aree coperte da ghiacci, sono stati modificati in modo significativo e il ritmo di questa trasformazione si è accelerato in maniera significativa negli ultimi 50 anni anche  per effetto del cambiamento climatico.

Le cause sono molteplici: deforestazione, uso eccessivo dei combustibili fossili, cattiva gestione dell’acqua e del suolo, urbanizzazione selvaggia, monocolture, allevamenti intensivi, uso di sostanze chimiche.

La sfida globale è ambiziosa: rigenerare 1,5 miliardi di ettari di terreni entro il 2030 e contribuire alla nascita di un’economia rigenerativa da mille miliardi di dollari.

Il contrasto alla desertificazione è una responsabilità comune e necessita di un’azione condivisa e multilivello.

Il vero ostacolo non è la mancanza di conoscenze tecniche, ma la frammentazione delle decisioni e la scarsa cooperazione internazionale. Risulta necessario attivare processi partecipativi che coinvolgano le comunità locali. Anche il piccolo gesto di ognuno di noi, come piantare e custodire un albero all’anno, fa milioni di alberi e quindi può fare la differenza.

L’Italia rappresenta un caso emblematico di crisi mal gestita: consumo di suolo, emergenza idrica e azioni mancate. Sebbene il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici sia stato approvato nel 2023, nessuna misura concreta è stata avviata, mentre il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, fondamentale per ridurre le cause della crisi climatica, è attuato solo in parte.

Come recentemente affermato da Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite: “è tempo di agire!”

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Domenica 7 giugno con “Il Riccio” a passeggio tra le ginestre


Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” domenica 7 giugno invita ad una passeggiata al Pobeto, località amena nei pressi di Città della Pieve.
Un sentiero quasi completamente ombreggiato, possibilità di parcheggio al suo ingresso, ad un chilometro circa dal bivio della Pievaiola, in direzione Monteleone d’Orvieto, al Vocabolo Casale Fargneto.
Un percorso di 6.00 km circa, con un dislivello intorno ai 100 m., lungo il quale sarà possibile osservare fioriture da sottobosco: ginestre, viole a ciocche, rose spina. Esperti dell’Associazione daranno spiegazione della vegetazione che si incontra lungo il sentiero; verranno effettuate soste in suggestivi punti di osservazione panoramici che spaziano verso Monteleone e Montegabbione.
Il ritrovo è fissato per le 8.30 al parcheggio della Casa di Comunità – ex ospedale Città della Pieve, da qui si partirà con le macchine, subito dopo la registrazione dei partecipanti, per raggiungere il punto di ingresso al sentiero. Il rientro al punto di partenza è previsto per le 12.00 circa.
Si consiglia un abbigliamento comodo, scorta di acqua, cappello e bastoncini da trekking.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare Duilio, cell. 3311716494
Per i soci del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, con tessera rinnovata per l’anno in corso, l’escursione è gratuita, per gli altri è necessario pagare la quota per l’assicurazione, € 5.00 o se si preferisce effettuare, in loco, l’iscrizione all’Associazione, quota annuale € 15.00.
In caso di pioggia l’iniziativa sarà rinviata.
Vi aspettiamo per passare insieme alcune ore sicuramente piacevoli.
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La scuola Primaria di Monteleone d’Orvieto a Città della Pieve in visita al Museo di Storia Naturale e del Territorio

Venerdì pomeriggio 22 maggio le porte del Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della Pieve, al Piano Nobile di Palazzo Della Corgna, si sono aperte per accogliere i bambini delle classi 3a, 4a e 5a della Scuola Primaria di Monteleone d’Orvieto – Istituto Omnicomprensivo Raffaele Laporta, accompagnate dalle insegnanti Alessandra Amori e Alessandra Cecchini.

La visita rientra, per la scuola, nel Piano Estate PN SCUOLA 21-27, Laboratorio “Scienza in azione” dell’Istituto, con lo scopo di ampliare e sostenere l’offerta formativa con azioni specifiche volte a promuovere iniziative per gli apprendimenti, l’aggregazione, l’inclusione e la socialità.

Ad accogliere e guidare le classi, per il Gruppo Ecologista “Il Riccio” che gestisce il Museo per conto dell’Amministrazione Comunale, il vicepresidente dell’Associazione Riccardo Testa.

Per l’occasione oltre alla visita era stato predisposto un laboratorio con argilla per spiegare operativamente i processi di fossilizzazione. I bambini sono stati così incoraggiati a esplorare e a riflettere sugli aspetti scientifici in modo creativo e personale, facilitati nella comprensione di come si formano i fossili e nel riconoscere l’importanza della paleontologia nello studio della storia naturale. Inoltre hanno potuto sviluppare abilità di osservazione scientifica e di analisi, sperimentare metodi di simulazione e conservazione della natura, che hanno favorito curiosità, consapevolezza dell’ambiente naturale e rispetto per il passato, sviluppando così abilità di fare collegamenti e ipotesi.

Un incontro molto stimolante vivacizzato dalla curiosità e dall’interesse dei bambini, già egregiamente preparati dalle docenti, che hanno apprezzato sia la visita al Museo sia il laboratorio.

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Presentazione “Le Residenze Storiche di Città della Pieve” Guida storico-artistica sulle orme di Valerio Bittarello Venerdì 29 maggio – Sala Lettura Biblioteca “Francesco Melosio” – ore 17.00

Venerdì 29 maggio, nell’ambito del Maggio dei Libri e dei “Venerdì della Biblioteca”, alle ore 17,00 presso la  Sala  di  Lettura  della  Biblioteca,  verrà  presentato  il  libro  “Le Residenze Storiche di Città della Pieve”

– Guida storico-artistica sulle orme di Valerio Bittarello, a cura di Ivonne Fuschiotto e Gaetano Fiacconi.

Il testo dedicato a Valerio Bittarello, riporta un lavoro svolto dai ragazzi dell’Istituto Professionale, I.S.I.S. “Italo Calvino”, nel lontano 2007 sotto la giuda di Valerio, noto storico pievese, che in varie uscite per la città ne narrava la storia attraverso i suoi Palazzi nobiliari. Il libro oltre al lavoro con Valerio riporta, per affinità, un’altra attività della scuola, risalente al  2009, sugli Stemmi delle Famiglie nobili di Città della Pieve, guidata da Gaetano Fiacconi e Nicoletta Mezzetti.

Rielaborare il materiale ha avuto, per i curatori del testo, un valore aggiunto: rivivere l’immagine di Valerio nel suo “camminare raccontando”, impegnato in una attività che svolgeva con passione e piena soddisfazione, quella di divulgatore senza limiti di arte e storia della sua città e non solo. Immagine che speriamo di far rivivere a quanti a Città della Pieve lo hanno conosciuto e stimato.

Il libro è stato stampato dall’Editoria Sociale del Cesvol di Perugia nell’ambito della Proposta “Raccolta Idee e Contenuti” a cui ha partecipato l’Associazione culturale pievese “Officin’Arte”.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         

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“L’Acqua coltiva la Pace”

La Settimana Nazionale della Bonifica e della Irrigazione, 16 – 24 maggio 2026, quest’anno ha per tema “L’Acqua coltiva la Pace”, argomento attuale e interessante.

Il Consorzio per la Bonifica della Val di Chiana Romana e Val di Paglia, il Gruppo Ecologista “Il Riccio” e il Sindaco Fausto Risini, hanno incontrato, il 21 maggio alle ore 10.30, alla Sala Sant’Agostino di Città della Pieve, le classi IIIa A, IVa A e IVa B dell’Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci” per un importante appuntamento, diventato annuale, di sensibilizzazione e approfondimento sui temi della tutela del territorio, dell’ambiente, della gestione delle risorse idriche e della pace. 

Il tema scelto ribadisce il valore strategico dell’acqua come risorsa essenziale per l’equilibrio ambientale, di cooperazione tra territori e di sviluppo sostenibile. Un messaggio, sottolinea il Consorzio,  che richiama l’importanza di una gestione consapevole delle risorse idriche nella costruzione di comunità sempre più resilienti, sicure e coese.

Intorno all’acqua sono nate e si sono sviluppate civiltà e per il suo possesso sono scoppiati forti contrasti e guerre che sono arrivati fino a noi. L’acqua, il famoso “oro blu”, è sinonimo di “vita”; innovativo ed essenziale è legare l’acqua al tema della pace.

Il suo uso consapevole è fondamentale anche nel quotidiano; i presenti sono stati invitati a rispettare questo bene prezioso e a diffondere stili corretti del suo utilizzo onde evitare inutili sprechi.

Grazie a immagini esplicative, domande e semplici spiegazioni sono stati presentati i compiti del Consorzio di Bonifica, per evitare pericoli e rischi legati all’acqua, risorsa importantissima ma anche fonte di danni e rischi pesantissimi, se si pensa agli eventi catastrofici che hanno afflitto, anche ultimamente il nostro territorio e l’intero Paese.

Alle classi quarte è stato poi restituito sotto forma di Album cartonato il lavoro che lo scorso anno avevano condiviso con il Consorzio.  Ad alunni e studenti è inoltre stato consegnato un quadernone personalizzato. Sorprese molto apprezzate.

Anche quest’anno un nuovo lancio della sfida, da parte del Consorzio, lavorare sul tema della Settimana “L’Acqua coltiva la Pace” su spunti dati: l’acqua e i fiumi in particolare possono unire ma possono anche dividere; la necessità di una pianificazione dell’uso dell’acqua.

Alla fantasia e all’estro creativo dei bambini il compito di costruire una nuova storia.

La sfida quest’anno è stata raccolta dalla classe IIIa A.

Restiamo in attesa!!!

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“Passeggiate nell’orto metallurgico”: un viaggio alla scoperta delle antiche tecniche di forgiatura Venerdì 15 maggio ore 17.00 a Palazzo Della Corgna di Città della Pieve

Nell’ambito della rassegna “I Venerdì della Biblioteca” e in occasione del “Maggio dei Libri”, il Gruppo Ecologista “Il Riccio”, in collaborazione con la Biblioteca Comunale “Francesco Melosio”, è lieto di invitare la cittadinanza alla presentazione del volume “Passeggiate nell’orto metallurgico” di Alessandro Pacini.

L’incontro si terrà venerdì 15 maggio alle ore 17.00 presso la Sala Lettura della Biblioteca, all’interno della suggestiva cornice di Palazzo Della Corgna.

L’autore, Alessandro Pacini, è un artigiano orafo d’eccellenza, specializzato in archeometallurgia. Laureato in Lettere e Filosofia con una tesi sulle pietre preziose in epoca medicea, Pacini ha dedicato anni alla sperimentazione delle tecniche metallurgiche dell’antichità. Già docente presso la  prestigiosa Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e relatore in numerosi convegni internazionali, Pacini unisce il rigore dello studioso alla sapienza manuale dell’apprendistato artigiano. Grazie a questo approccio filologico, è oggi uno dei pochi esperti capaci di “scavalcare i secoli”, riportando in vita memorie tecniche e manufatti che sembravano perduti.

Il testo è un’immersione profonda nelle antiche arti del fuoco, dove la riproduzione di oggetti storici diventa un ponte tra passato e presente. Come sottolinea l’autore, la “memoria minerale” di un reperto inizia molto prima della sua forgiatura: un pugnale dell’Età del Bronzo o una fibula antica non sono solo oggetti statici in una teca museale, ma testimoni cristallizzati di un tempo e di un luogo.

Mentre l’archeologia tradizionale ci aiuta a contestualizzare, il lavoro di Pacini va oltre l’astrazione: per comprendere realmente cosa significasse fabbricare quegli strumenti, è necessario sporcarsi le mani e rivivere il processo creativo originario. Un appuntamento imperdibile per scoprire un argomento tanto affascinante quanto insolito, che unisce scienza, storia e alta manifattura.

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Il “Calvino” in visita al Palazzo Vescovile

Lo scorso 29 aprile, presso il Palazzo Vescovile di Città della Pieve, le classi IIa e IIIa Professionale, IIIa Musicale e IVa Linguistico dell’Istituto “Italo Calvino” sono state accolte da Sua Eminenza il Cardinale Gualtiero Bassetti. Gli studenti, coordinati dalla prof.ssa di Storia dell’Arte Tiziana Trabalza, hanno avuto il privilegio di accedere alla residenza privata del Cardinale, aperta eccezionalmente per l’occasione.

L’incontro è nato in occasione della presentazione del libro “Le Residenze Storiche di Città della Pieve – Guida storico-artistica sulle orme di Valerio Bittarello”. Il volume raccoglie il lavoro di ricerca svolto dagli studenti dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali (indirizzo Turistico) negli anni 2007 e 2009, sotto la guida di Valerio Bittarello, Gaetano Fiacconi e Nicoletta Mezzetti.

Il testo, rivisto e curato da Ivonne Fuschiotto e Gaetano Fiacconi, è stato stampato per l’Associazione Culturale “Officin’Arte” dall’Editoria Sociale Perugia del Cesvol Umbria. Dedicato alla memoria del noto storico pievese Valerio Bittarello, il volume include memorie inedite sulle residenze storiche e approfondimenti sulle famiglie nobiliari e sugli stemmi che le rappresentano, frutto della collaborazione tra la scuola e gli esperti Bittarello, Fiacconi e Mezzetti. Referenti dei progetti sono state le prof.sse Emanuela Lucacchioni e Ivonne Fuschiotto.

La presentazione alla cittadinanza

Il volume sarà presentato ufficialmente alla comunità il prossimo 29 maggio presso la Sala Lettura della Biblioteca Comunale. L’evento è organizzato dal Gruppo Ecologista “Il Riccio” e dall’Associazione “Officin’Arte”, in collaborazione con la Biblioteca “Francesco Melosio”.

La visita istituzionale

La mattinata si è aperta con il caloroso saluto del Cardinale Bassetti, che ha espresso grande gioia nell’accogliere i giovani, sottolineando come proprio nei ragazzi risieda la speranza per il futuro e auspicando nuovi momenti di incontro.

Gli studenti, accompagnati dall’Assessore alla Cultura Luca Marchegiani, hanno potuto ammirare le preziose sale del Palazzo, tra cui:

*  Il salone decorato da Ferdinando Valeri da Santafiora, che ospitò Papa Gregorio XVI;

*  La Cappella e lo studio privato;

*  Lo splendido armadio dell’archivio vescovile risalente al 1734.

Particolare ammirazione ha suscitato la Biblioteca privata, dove il Cardinale ha raccolto oltre 15.000 volumi, manifestando il desiderio di poter lasciare questo immenso patrimonio definitivamente alla Città.

Al termine della visita, il Cardinale ha voluto salutare nuovamente i ragazzi, esprimendo profonda soddisfazione per questo significativo momento di condivisione culturale e umana.

Esperienza molto interessante, apprezzata da studenti e docenti presenti.

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