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Città della Pieve venerdì mattina
17 aprile: Giardino dei Frutti riTROVAti, uno spazio comunitario gestito dal
Gruppo Ecologista “Il Riccio”, gli studenti della classe 4a L1
dell’Istituto Superiore ”Italo Calvino”, accolti dal Presidente del “Riccio”,
Duilio Venturini, e da altri componenti dell’Associazione, nell’ambito del
Progetto “Humus”, hanno posizionato tre
casette per gli uccelli: cince, cinciarelle e passeriformi in generale.
Gli studenti, con le prof. sse
Nicole Pacini e Barbara Capuccini,
coinvolti in questo appuntamento
internazionale dedicato ai temi della pace, dell’umanità e della cura del suolo,
giunto con grande successo alla sua seconda edizione pievese, in mattinata
hanno partecipato al workshop in agroecologia,
condotto dal Dott. Lorenzo Maggi e Ruchi Shroff di Navdanya International; un momento formativo pensato per avvicinare le nuove
generazioni ai temi dell’ecologia e della sostenibilità. Durante il laboratorio di scienze i ragazzi hanno
realizzato casette per gli uccelli, che ora fanno bella mostra di sé tra i rami
delle piante del Giardino comunitario.
Il “Riccio” ringrazia
per questa grande e significativa iniziativa nonché magnifica esperienza; tra
l’altro i volontari dell’Associazione avevano messo in cantiere anche la
costruzione di casette per gli uccelli, dopo quelle per gli insetti
impollinatori che, sempre al Giardino, nell’aiuola a loro dedicata, sono
posizionate da tempo.
“Humus”, evento
annuale, laboratorio di idee e creatività in cui agricoltura, cultura ed
economia si incontrano per costruire modelli responsabili da tramandare alle
generazioni future. Organizzato su tre giornate, nato dalla collaborazione tra gli
altri di Slow Food e Comune di Città della Pieve, ospitato nell’azienda agricola
Quintosapore
della famiglia Giuggioli, cerca di mettere in relazione l’amore per la terra,
le relazioni umane e le comunità per un futuro sostenibile tra uomo e natura,
che contempli gli alti valori di umanità e pace attraverso l’unione e la
collaborazione di intenti per un mondo migliore, a partire da quello
agroalimentare. Personalità di levatura mondiale, simboli dell’ecologia
globale, si sono incontrati su temi di estrema importanza come l’agricoltura
rigenerativa che mira a ripristinare e migliorare attivamente la salute del
suolo, la biodiversità, gli ecosistemi.
Tematiche care al Gruppo
Ecologista che da anni opera a Città della Pieve
In
occasione di Aprile Mese della Prevenzione per l’Ictus Cerebrale, A.L.I.Ce. –
Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale – di Città della Pieve, in linea
con le note diffuse dall’Associazione Nazionale vuole mettere in guardia contro
un importante fattore di rischio modificabile: l’obesità.
Città
della Pieve, è bene ricordarlo, è sede del centro DAI – Disturbo Alimentare Incontrollato – e Obesità della Usl Umbria 1,
primo centro in Italia interamente dedicato al trattamento residenziale,
semiresidenziale e ambulatoriale di persone soggette a tali disturbi, presso la
Casa della Comunità in Via Beato Giacomo Villa 1.
Con questa campagna si vuol mettere in guardia la
popolazione sul pericolo dell’obesità, in particolare per le fasce giovanili, sulle
conseguenze in termini di costi sociali per il sistema sanitario nazionale e
ricordare le principali indicazioni dettate dalle linee guida italiane sulla
prevenzione dell’ictus.
Andrea Vianello, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv, ricorda come
l’Associazione senta la responsabilità di portare all’attenzione
pubblica quei fattori di rischio che possono essere modificati e che, se
affrontati in tempo, possono evitare sofferenza, disabilità e costi sociali
enormi. A tale proposito sottolinea come l’importanza di dedicare il mese di
aprile all’obesità significhi
ribadire l’impegno quotidiano di
A.L.I.Ce. nella prevenzione dell’ictus: informare, sensibilizzare, promuovere
stili di vita salutari e sostenere percorsi di cura integrati con l’obiettivo
di ridurre l’onere clinico, sociale ed economico dell’ictus cerebrale.
Di seguito condividiamo
il comunicato pervenuto da A.L.I.Ce. Nazionale.
L’obesità è ormai
riconosciuta come un importante fattore di rischio per l’ictus e per le
malattie cardiovascolari in generale. Numerose evidenze scientifiche mostrano
come l’aumento dell’indice di massa
corporea (BMI) sia associato a un incremento progressivo del rischio di ictus ischemico e
cardiovascolare: le persone con obesità presentano rischio maggiore di ictus
rispetto a persone con peso nella norma, anche indipendentemente da altri
fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione e diabete.
E questo problema si
verifica non solo negli adulti: l’obesità in età giovanile è, infatti,
associata a un aumento significativo del rischio di incorrere in un ictus
precoce; diversi studi dimostrano che essere
in sovrappeso o obesi in giovane età, fascia compresa tre i 20 e i 40 anni,
comporta un rischio aumentato di oltre 1,8 volte rispetto a coetanei con
peso normale. Ulteriori dati suggeriscono che l’obesità in adolescenza può essere associata a un rischio fino a 2-3
volte maggiore di ictus prima dei 50 anni. Questi risultati sottolineano
dunque l’importanza di iniziare precocemente
la prevenzione dei fattori di rischio, non solo nelle persone adulte e
anziane, ma già in età adolescenziale.
Secondo stime
epidemiologiche internazionali, circa
il 10-15% dei casi di ictus ischemico può essere attribuito all’eccesso di peso
corporeo. Considerando che in Italia si registrano ogni anno circa 120.000 nuovi casi di ictus, ciò
significa che fino a 15.000 eventi
potrebbero essere correlati direttamente o indirettamente a sovrappeso e
obesità.
Il Prof. Danilo Toni, Direttore dell’Unità
Trattamento Neurovascolare del Policlinico Umberto I di Roma e Presidente del
Comitato Tecnico-Scientifico di A.L.I.Ce. Italia Odv, dichiara come la
scienza clinica dimostri in modo chiaro ed evidente quanto l’obesità vada
considerata fattore di rischio
importante e modificabile per l’ictus cerebrale. Aggiunge inoltre come
questo rischio non riguarda solo le persone anziane ma si estenda anche alle
fasce giovanili: intervenire presto, con prevenzione e attraverso stili di vita
salutari, può ridurre significativamente l’incidenza della patologia nella
popolazione.
L’obesità non ha solo un
impatto clinico ma comporta anche forti
conseguenze economiche: si stima che in Italia comporti costi complessivi di oltre 13 miliardi di
euro all’anno, comprendendo spese dirette per ricoveri, visite e farmaci
e costi indiretti come perdita di produttività lavorativa. Le complicanze
cardio-cerebrovascolari, tra cui l’ictus cerebrale, costituiscono una parte
rilevante di questi costi: stime italiane evidenziano come gli eventi cardio-cerebrovascolari correlati
all’obesità generino oltre 2 miliardi di euro l’anno di spesa sanitaria diretta,
senza considerare il costo della riabilitazione, dell’assistenza a lungo
termine e della disabilità post-ictus.
Le linee guida italiane
di prevenzione e trattamento dell’ictus cerebrale confermano l’importanza di intervenire sui fattori di rischio modificabili per
ridurre l’incidenza di questa patologia nella popolazione. In particolare, si
raccomanda di:
promuovere stili di vita salutari con alimentazione equilibrata, riduzione
della massa corporea in eccesso e attività fisica regolare;
controllare
i principali fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione,
diabete e dislipidemia, strettamente associati all’obesità;
mettere in atto interventi di prevenzione
primaria che includano la gestione del
peso corporeo e della sedentarietà come strumenti efficaci per ridurre
il rischio complessivo di eventi cerebrali acuti.
Le
linee guida raccomandano anche la valutazione
del BMI e dei fattori metabolici come parte integrante del programma di
screening e prevenzione, suggerendo riduzioni di peso progressive e sostenibili
nelle persone sovrappeso o obese per ridurre il rischio di recidive e
complicanze cardio-cerebrovascolari
Il 31 marzo la classe quarta di
Tavernelle con le docenti Nicoletta Pasquini e Nada Sacco e le classi terza e
quarta di Piegaro con le docenti Daniela Betti, Laura Betti, Sabrina Lasagna,
Stefania Dorillo, per un totale di 40 alunni delle scuole Primarie, sono venuti
in visita al Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della Pieve,
situato al Piano nobile di Palazzo Della Corgna. Visto l’elevato numero di
presenze, il Gruppo Ecologista “Il Riccio”, che gestisce per il Comune il
Museo, aveva predisposto la divisione in due gruppi: Tavenelle e Piegaro.
Mentre un gruppo visitava il Museo, l’altro era impegnato a scoprire le
ricchezze di Palazzo Della Corgna e viceversa. A guidare le classi i volontari
del “Riccio”, il Prof. Riccardo Testa per il Museo e la Prof. ssa Maria Luisa
Meo per il Palazzo.
La mattinata è trascorsa vivacemente tra
le curiosità dei ragazzi e il loro dimostrare attenzione per ciò che veniva
spiegato.
Ringraziamenti sinceri e spontanei sono
venuti da parte di tutti. Una mattina sicuramente molto interessante e
coinvolgente, questo il commento generale. Oltre alle espressioni di meraviglia
per avere un tesoro da scoprire a due passi da casa, dagli alunni di Piegaro e
di Tavernelle ci sono arrivate interessanti relazioni sull’esperienza, che
hanno sottolineato aspetti diversi e che ci piace condividere.
Classi 3a e
4a A Scuola Primaria di Piegaro:
“Noi
bambini della scuola Primaria di Piegaro, abbiamo visitato Palazzo Della Corgna
e il Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della Pieve. La
Professoressa Maria Luisa Meo ci ha fatto conoscere il Palazzo Della Corgna,
che si trova al centro di Città della Pieve, costruito intorno al 1500
dall’architetto perugino Galeazzo Alessi, tale edificio divenne poi la dimora
signorile di Ascanio Della Corgna. Abbiamo potuto osservare i meravigliosi
affreschi alle pareti e ai soffitti. Ci hanno colpito molto quelli riguardanti
le virtù cardinali e teologali oltre a quelli sulla loggia del Tempo, dipinta
da Salvio Savini, al primo piano del palazzo, perché, ci ha spiegato la
professoressa, mentre il tempo passa le virtù rimangono, il bene fatto resta, ed
è questo il messaggio che voleva trasmettere attraverso le immagini il pittore
Savini. Ci è stata mostrata anche una sala dedicata a feste e banchetti,
attività tipicamente profane.
Il Professor Riccardo Testa, invece ci ha accompagnati
all’interno del Museo di Storia Naturale e del Territorio. Abbiamo visto una
raccolta di strumenti scientifici d’epoca, minerali, rocce, campioni di
invertebrati, fossili e ci sono piaciuti molto gli erbari realizzati dal gruppo
Giovani Ecologisti “Il Riccio” e la raccolta dei semi provenienti da tutto il
mondo: la spermoteca di piante di uso alimentare. In una sala si trova anche un
plastico in legno che riproduce la storica fornace di laterizi di Ponticelli.
E’ stata un’esperienza veramente interessante che ci
ha permesso di immergerci nel passato del nostro territorio umbro.”
Classe 4a A
Scuola Primaria Don Milani di Tavernelle:
“Durante l’uscita a Città della Pieve abbiamo
visitato il Museo di Storia Naturale e
Palazzo Della Cogna; al nostro arrivo siamo stati accolti dai volontari
dell’Associazione “Il Riccio”. La visita
è iniziata nelle sale affrescate di Palazzo della Corgna: il professor Riccardo
ci ha spiegato la tecnica dell’affresco, che prevede l’applicazione del colore
sull’intonaco ancora bagnato, permettendo alla pittura di durare a lungo.
Abbiamo osservato scene tratte da storie antiche e scoperto che il pittore più
famoso, che ha decorato questi ambienti è il Pomarancio. La professoressa Maria
Luisa ci ha raccontato la storia della città: un tempo si chiamava Castel della
Pieve, ed era sotto il dominio di Perugia nello Stato della Chiesa; solo in
seguito, assunse il nome di Città della Pieve quando divenne sede di Diocesi.
Abbiamo imparato a riconoscere anche gli stemmi delle famiglie nobili: quello
dei Della Corgna, con un albero di corniolo e una base a strisce gialle e nere
in diagonale e quello dei Del Monte, con tre palle sovrapposte. Il Museo è
composto da quattro sale, quella dedicata alle rocce ci ha colpito molto.
Abbiamo scoperto che le rocce hanno origini diverse: il marmo lo abbiamo
riconosciuto, perché alcuni di noi lo hanno in bagno e in cucina. Alcune rocce
sono fluorescenti, altre provengono da paesi lontani come Brasile, Cina e
India. Una roccia proveniente dalla Polonia, ha circa tre miliardi e mezzo di
anni. Un gemmologo ha donato al Museo pietre preziose come rubini, smeraldi e
zaffiri, conservati in una teca. Sopra un tavolo sono esposti gli oggetti
personali di Antonio Verri, di cui il Museo portava il nome: i suoi occhiali,
la pipa, il tagliacarte, la lampada a petrolio e le carte geografiche, una
appesa alla parete raffigura il nostro Nestore. Un’altra sala è dedicata agli
animali imbalsamati: tassi, cinghiali, scoiattoli, un istrice e una splendida
martora, portata da un automobilista che l’ha trovata senza vita lungo la
strada e siccome era molto bella, ha pensato di donarla al museo, dopo averla
fatta imbalsamare. Riccardo ci ha spiegato come avviene l’imbalsamazione:
l’animale viene svuotato, disinfettato e riempito con ovatta per mantenere una
forma naturale. Noi lo sapevamo, perché l’abbiamo studiato a storia con gli
antichi egizi. Abbiamo visto anche due funghi particolari: uno con proprietà
medicinali, utili contro diabete e le infiammazioni e un fungo legnoso, usato
per accendere il fuoco. La visita si è conclusa con la collezione di insetti e
semi di piante. È stata un’esperienza molto interessante, che ci ha permesso di
conoscere meglio la natura e di capire quanto sia importante rispettare il
nostro pianeta.”
Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” ringrazia i
volontari impegnati nell’iniziativa e in particolare le classi in visita che
hanno voluto condividere la loro
esperienza con ricordi e riflessioni.
Emozione e ammirazione i sentimenti che hanno dominato
alla presentazione del libro “L’eredità di Carlo Urbani” di Vincenzo Varagona e
alla visione in anteprima del docufilm “Ho fatto dei miei sogni la mia vita”
dei registi Romeo Marconi e Riccardo De Angelis, una delle frasi più conosciuta
di Carlo Urbani, un documentario ricco di testimonianze, di ricordi, di momenti
di vita vissuta al servizio degli altri, delle popolazioni più disagiate in
qualità di medico con Medici senza Frontiere e al servizio dell’OMS.
Un pomeriggio, quello del 28 marzo alla Sala Lettura
della Biblioteca “Francesco Melosio”, organizzato da A.L.I.Ce. Città della
Pieve in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, all’insegna della
memoria di un uomo che ha dedicato la sua vita alla ricerca e al benessere
dell’umanità più sofferente, alla vigilia del 23esimo anniversario della morte.
Cambogia, Vietnam, Tailandia, varie le missioni con
Medici senza Frontiere.
Dai racconti, dalle numerose testimonianze di chi lo
ha conosciuto emerge il suo forte attaccamento al lavoro, alla famiglia, il suo
desiderio di vivere pienamente le comunità in cui ha operato, dove unitamente
alla sua famiglia diventa uno di loro.
Urbani ha sempre
sottolineato con forza le ingiuste differenze tra popolazioni riguardo
ai diritti, alla salute, alle cure e si è sempre impegnato per renderle meno
evidenti.
Vincenzo Varagona ricorda come con A.L.I.Ce., sempre a
Città della Pieve, non molto tempo fa, sia stato presentato un altro suo libro
“Le mani nel cuore – La storia di Carlo Marcelletti, cardiochirurgo che ha
salvato migliaia di bambini”, un altro grande dalla medicina italiana,
anch’esso marchigiano.
L’autore ricorda le grandi difficoltà affrontate e
l’impegno profuso da Carlo Urbani per far approvare, agli inizi del nostro
secolo, il Protocollo da seguire per fermare la diffusione della Sars causata
da coronavirus, consapevole dei rischi che correvano le popolazioni.
Nel libro è riportato un suo mantra sempre valido:
“Chiudere, proteggere, proteggersi”. Urbani inoltre sosteneva con forza che la
buona scienza deve orientare la politica, e che gli interventi per le sfide
globali devono essere coordinati, multisettoriali e sovranazionali, vale a dire
nessun uomo è un’isola e nessun Paese si salva da solo, come le pandemie
insegnano.
Il Sindaco Fausto Risini, presente all’incontro,
ricorda il disorientamento provocato dal Covid, e in particolare come Città
della Pieve sia stato uno dei primi Comuni ad affrontare le difficoltà
conseguenti all’iniziale caso di morte da pandemia del 24 febbraio 2020, e le
prime norme da attuare con urgenza, come la disposizione di immediata chiusura
delle scuole e l’applicazione delle prime direttive di ostacolo alla diffusione
della pandemia.
Guerrino Bordi, Presidente di A.L.I.Ce., ricorda come
il compito dell’Associazione da lui diretta sia anche quello di diffondere la
conoscenza relativamente alla ricerca in campo medico e le due ultime
presentazioni, sopra ricordate, organizzate da A.L.I.Ce. vanno in questo senso.
La presenza della moglie di Carlo Urbani, Giuliana
Chiorrini, ha creato ancor più un clima di familiarità, il suo pacato
raccontare alcuni momenti con Carlo e con i figli nelle varie missioni che si
sono avvicendate nell’esperienza professionale del marito, ha avvicinato ancor
più i presenti alla loro vita reale. Degli ultimi giorni della vita del marito
ricorda che, accortosi di aver contratto, durante il lavoro, il virus della
Sars, chiese di essere messo in isolamento e prima di morire espresse la volontà che il suo tessuto
polmonare fosse utilizzato per la ricerca.
Pochi mesi dopo la sua morte, avvenuta a Bangkok il 29
marzo 2003, a Castelplanio, suo paese natale, si è costituita, per volere della
famiglia e degli amici, l’Aicu – Associazione Italiana Carlo Urbani, allo scopo
di raccogliere risorse e continuare a lavorare sui progetti avviati dal medico
marchigiano. Il suo Comune di origine è tra i soci fondatori dell’Associazione
ed anche tra i promotori del Museo Carlo
Urbani sempre a Castelplanio, che ospita documenti, ricerche scientifiche,
fotografie, materiali e cimeli del medico.
Lo scopo del Museo è quello di diffondere i valori di
Carlo Urbani attraverso la sua vita e il suo lavoro come pure essere spunto per
nuove esperienze.
Come Associazione l’Aicu ha realizzato già vari
progetti con l’OMS per la cura e la salute pubblica, ma anche di formazione del
personale, nei Paesi più poveri.
Per chi volesse conoscere meglio l’Associazione e le
sue attività consigliamo di visitare il sito www.aicu.it o di scrivere a info@aicu.it.
Venerdì 20
marzo Città della Pieve anticipa, vista la chiusura delle scuole il
sabato, la XXXIesima giornata della
Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Scuole,
Istituzioni e cittadinanza si
ritroveranno alle ore 12.00 all’ulivo di LIBERA,
nei giardini
adiacenti alla Rocca, dove verrà data lettura, alla presenza del Sindaco, di
riflessioni contro le mafie e dei nomi di vittime innocenti di mafia da parte
degli studenti di alcune classi dell’Istituto di lstruzione Superiore
“Italo Calvino” e dei componenti del Consiglio Comunale delle Ragazze
e dei Ragazzi, con il sottofondo musicale della fisarmonica del prof. Massimo
Santostefano dell’Istituto Comprensivo “Pietro Vannucci”.
In
caso di pioggia l’iniziativa si svolgerà presso la Sala Sant’Agostino.
Vista l’importanza dell’iniziativa
la cittadinanza è invitata a partecipare.
Continua la preziosa collaborazione tra le
Associazioni A.L.I.Ce. Città della
Pieve e No al Melanoma Umbria,
iniziata anni fa con l’organizzazione di giornate di prevenzione gratuita per
mappatura nei, effettuate a Città della Pieve. L’ultima, realizzata con il contributo della
Banca Centro Toscana Umbria, sabato 14
marzo, presso il Centro Prevenzione A.L.I.Ce. di Palazzo Orca in via Vittorio Veneto n° 6, ha permesso di
mappare ben 153 persone, un 20/30% delle quali hanno bisogno di ulteriori
approfondimenti in alcuni casi già prenotati. Questo riconosce ulteriore valore
all’importanza della prevenzione e
sottolinea ancora una volta il compito principale che le due
Associazioni si sono date.
A.L.I.Ce. ringrazia i
dermatologi volontari dell’Associazione No al Melanoma che hanno effettuato gli
screening: dott. ri Stefano Borgognoni, Laura Brunelli, Stefano Caraffini,
Francesca Cencetti, Gianmarco Tomassini, Maria Cristina Acri.
Presenti per A.L.I.Ce., con
il compito di coordinare le attività preliminari e il corretto accesso agli
ambulatori, il Presidente Guerrino Bordi, Giuliano Civitelli, Ivonne
Fuschiotto, Leandra Mechelli, Marilena Rossi. Ottimi gli apprezzamenti per
l’iniziativa e graditi gli innumerevoli ringraziamenti da parte di chi è
riuscito ad accedere al servizio su prenotazione.
Altro tipo di prevenzione,
sempre gratuita, che ha riscosso successo, quella organizzata da A.L.I.Ce.,
sempre presso lo stesso Centro a Città della Pieve, il 6 marzo. Questa volta
oltre ai consueti esami di routine: misurazione della pressione con rilevazione di
Fibrillazione Atriale, colesterolo, glicemia, trigliceridi, eseguite dalle
infermiere Silvia Cupella, Rita Croccolino, Milvia Mencarelli, che, nell’arco
della mattinata, hanno effettuato 19
screening completi, e ai consigli sugli stili di vita grazie alla disponibilità della dietista
Rosanna Valterio, è stato possibile sottoporsi ad Elettrocardiognamma, eseguito
dall’infermiera Fiorella Ceccantini e refertato dal cardiologo dott. Adriano
Cipriani. A sottoporsi alla prestazione ben 30 persone.
Oltre alle infermiere e al
cardiologo ricordiamo anche il personale di segreteria presente, per coordinare le attività: Guerrino Bordi, Giuliano Civitelli e Marisa
Rosi.
All’attività di prevenzione
A.L.I.Ce. dedica sempre più spazio, consapevole della sua rilevanza,
considerando i tempi di attesa del servizio sanitario e le difficoltà
economiche che spesso portano a sacrificare proprio la prevenzione secondaria.
Estremamente
coinvolgente e interessante si è rivelato l’incontro con l’autore Andrea
Franzoso, tenutosi presso la Biblioteca Intercomunale Ulisse di Tavernelle lo
scorso venerdì 20 febbraio. L’iniziativa, organizzata da Libera Umbria,
Biblioteca Ulisse, libreria Libri Parlanti di Castiglione del Lago in
collaborazione con Pro Loco Tavernelle, Essere Insieme Festival e Gioventù
Tavernellese, ha visto la partecipazione di un pubblico eterogeneo,
notevolmente attento e partecipe. L’autore, partendo dalla propria esperienza
personale, con grande passione civile e libertà di pensiero, ha invitato tutti,
a prescindere dall’età, a leggere e riflettere, con onestà intellettuale, sui
principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, sanciti per orientare
e regolamentare le scelte dei cittadini. Il titolo stesso è già un invito in
tal senso; lo specchio siamo noi, il nostro riconoscere diritti e doveri
personali e collettivi che, anche nella critica e nel dissenso, devono regolare
i nostri comportamenti che, inevitabilmente, coinvolgono e si intrecciano con
quelli di altri singoli individui, delle comunità nelle quali viviamo e delle
istituzioni che ci rappresentano. La discussione, sollecitata anche dal dialogo
tra Monica Fanicchi di Libri Parlanti e l’autore, ha toccato i temi più
sensibili del nostro tempo, tra i quali il diritto alla salute,
all’inclusività, alla libertà di pensiero, di azione e di informazione.
L’autore non si è limitato a promuovere il libro ma, con un linguaggio semplice
e diretto, è riuscito a catturare l’attenzione dei presenti e a far vivere loro
un’esperienza viva e partecipata, un momento di confronto e di grande
arricchimento personale. Franzoso ha mostrato il suo lato umano, cordiale e
talvolta auto-ironico, ricostruendo i percorsi della sua vita attraverso le sue
sfide e la sua storia personale: otto anni nell’Arma dei Carabinieri,
congedandosi col grado di Capitano, quattro anni con i Gesuiti, il lavoro in
azienda. Proprio mentre è impiegato in Ferrovie Nord Milano, si rende conto che
è in atto un sistema di corruzione e invece di tacere e di continuare a
lavorare, assistendo a comportamenti illeciti, denuncia il sistema dei
corrotti, senza preoccuparsi delle conseguenze. Viene allontanato dal lavoro e
da quel momento la sua vita cambia. Di questo parla nel suo primo libro
“#Disobbediente!”, il titolo è naturalmente riferito alla reazione a certe
ingiustizie, al non aver paura di ribellarsi in nome dell’onestà, della libertà
e della dignità umana: “non si è davvero liberi se non si è onesti con se
stessi e con gli altri”, sottolinea. Franzoso, di fronte alla scelta tra
salvare la propria carriera o la propria coscienza, opta per quest’ultima. Oggi
si dedica alla scrittura e soprattutto si occupa di educazione civica che
insegna, attraverso i suoi libri e con incontri, agli studenti dalla primaria
alle superiori, allo scopo di fornire ai ragazzi gli strumenti per diventare
cittadini responsabili e partecipativi. A tale proposito, si sofferma
sull’importanza di parlare con i giovani, che sempre più spesso hanno bisogno
di essere ascoltati e stimolati, al fine di sviluppare lo spirito critico e la
capacità di giudizio. Sa parlare ai ragazzi, sa cogliere la voglia di molti di
loro di togliersi le maschere, di manifestare la purezza e la semplicità dei
sentimenti. Aspetti che in realtà, quando si diventa adulti, si perdono quasi
sempre, nella convinzione che vivere con rettitudine sia inutile e privo di
senso.
Altro suo
libro molto apprezzato, “Ero un bullo”, ci racconta la vera storia di Daniel,
un ragazzo carico di rabbia e aggressività, un bullo temuto da tutti e che, a
seguito di rapine, finisce in carcere, dove è considerato un ragazzo perduto e
irrecuperabile. Qui si affida al cappellano Don Claudio e alla sua comunità che
accoglie “ragazzi difficili” e lentamente impara a guardare le cose da una
nuova prospettiva: da “bullo” diventa educatore. Il libro è un’appassionante
storia di rinascita, amicizia e amore per la vita.
Andrea
Franzoso è la testimonianza che si può vivere rimanendo fedeli a se stessi e
alla propria coscienza, mantenendo fede ai valori di integrità, verità e
giustizia. Il fervore con cui ha raccontato le sue esperienze ha riscaldato il
cuore di tutti, facendoci sentire vivi e parte di una comunità che ha sempre
più bisogno di momenti di incontro e socialità condivisa.
A.L.I.Ce. Città della Pieve, nata nel
2000, seconda in Italia dopo la Valle d’Aosta risalente al 1997, si è sempre
impegnata nel campo della prevenzione, ma negli ultimi anni ha dedicato e
dedica sempre più tempo a questa attività, con interventi itineranti nel
territorio umbro e toscano limitrofo alla propria sede ma anche con locali
dedicati attrezzati con moderne strumentazioni diagnostiche e grazie alla
disponibilità di medici specialistici, infermieri, personale di segreteria,
autisti volontari dell’Associazione.
Presso il Centro di Prevenzione e di
Consulenza a Palazzo Orca in via Vittorio Veneto, 6 al primo piano, accesso anche
con ascensore, è possibile effettuare: misurazione pressione, colesterolo,
glicemia, trigliceridi eseguite da infermiere professioniste e consulenza
dietologica grazie alla disponibilità della dietista Rosanna Valterio, il primo
e terzo mercoledì di ogni mese dalle 8.30 alle 10.30, senza prenotazione. È
possibile inoltre effettuare, su prenotazione, visite con il cardiologo, dottor
Adriano Cipriani, con elettrocardiogramma ed ecodoppler cardiaco, e con il
chirurgo vascolare, dottor Basso Parente, con ecodoppler vasi epiaortici:
carotide, aorta addominale e arti inferiori. Sempre presso lo stesso Centro
inoltre si svolgono attività di logopedia con le dott.sse Elisa Zugarini e Giorgia
Pieretti e di supporto
psicologico con la dott.ssa Daniela Ficili.
Nell’ultima parte del
2025 e l’inizio del 2026, inoltre, sono stati realizzati, per la prevenzione, quattro
appuntamenti extra gratuiti, con apprezzamento e buona adesione da parte della
popolazione:
– il 25 ottobre,
Giornata Mondiale dell’Ictus Cerebrale, presso il proprio Centro di Palazzo
Orca a Città della Pieve, sono state effettuate
18 misurazioni di screening completo, consistente in misurazione di
pressione con rilevazione di Fibrillazione Atriale, glicemia, colesterolo,
trigliceridi, ossigenazione, valutazione dei fattori di rischio e consigli
sugli stili di vita, e 50 ecodoppler carotidei con refertazione da parte del chirurgo
vascolare, dott. Basso Parente;
– Il 12
novembre A.L.I.Ce. ha aderito all’iniziativa presso
la Struttura FUTURA in località Cardete di Città della Pieve, effettuando,
prima e dopo l’attività di acqua fitness in piscina, la misurazione della
pressione con rilevazione della Fibrillazione Atriale. 37 persone si sono
sottoposte alle rilevazioni, i dati raccolti hanno evidenziato il grande
miglioramento dei valori dopo l’attività, a conferma che il movimento migliora
la vita. Un grazie a FUTURA per l’iniziativa e per aver coinvolto
l’Associazione in questo importante momento di rilevazione;
– Il
30 gennaio a Paciano sono state effettuate 31 misurazioni di screening completo
e 26 elettrocardiogrammi refertati dal cardiologo dott. Giovanni Prete;
– Il
13 febbraio a Cetona, prima esperienza di prevenzione fuori Regione, sono state
eseguite 14 misurazioni di screening
completo e 17 elettrocardiogrammi refertati
dal cardiologo dott. Giovanni Prete.
A.L.I.Ce.
ringrazia di vero cuore i
volontari in campo che permettono tutto questo: i dott. ri Adriano Cipriani, Basso Parente, Giovanni
Prete, Paola Favetta, la dietista Rosanna Valterio, le infermiere Fiorella Ceccantini, Milvia Mencarelli, Silvia Cupella, Rita Croccolino, gli
autisti e il personale di segreteria Guerrino Bordi, Giuliano Civitelli, Leandra Mechelli, Simonetta
Gallinella, Antonella Marchesi.
Le
iniziative continueranno nei mesi a venire. La collaborazione con le
Amministrazioni Comunali e i Centri Sociali Ricreativi è indispensabile per la
prevenzione sul territorio.
In
ottemperanza allo slogan “Ogni minuto conta”, diffuso in occasione della Giornata
Mondiale contro l’
ictus cerebrale, ricordata con un
Convegno anche da A.L.I.Ce. Città della Pieve, la prevenzione e l’intervento
immediato sono aspetti curati con estrema attenzione, primo obiettivo tutelare
la vita.
Dal Convegno è emersa l’importanza
dell’Associazione anche come stimolo per le Istituzioni e in Umbria la Sanità
ha varie criticità, una di queste è legata proprio all’ictus. Il paziente ictus deve essere trattato
in Stroke Unit (Unità di Terapia Neurovascolare) con multidisciplinarietà, ma
in Umbria il 50% dei pazienti non passa per la Stroke, è ricoverato invece in
ospedali non specializzati e quindi non viene trattato correttamente,
mentre di estrema importanza è
riconoscere i sintomi e saperli valutare, per prevenire le complicanze. Da questo risulta di
rilevante importanza incrementare l’accesso in strutture specialistiche come le
Stroke. Sempre attuale e fondamentale risulta il detto “Il tempo
è salute”, un minuto di ritardo può fare la differenza, come pure la celebre massima di
Arthur Schopenhauer “la salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente”. I
dati fanno riflettere: nel mondo 15milioni di persone all’anno vengono colpite
da ictus, di queste 5milioni vanno incontro a morte e atri 5milioni a
disabilità permanente. In Europa l’incidenza varia tra 95 e 290 nuovi casi ogni
100.000 abitanti all’anno, con circa 650.000 decessi. In Italia circa 196.000
casi, di cui l’80% sono nuovi e il 20% sono recidive. In Umbria circa 2.000
nuovi casi all’anno, 300 – 400 recidive e circa 800 TIA – atto ischemico
transitorio. L’ictus rappresenta globalmente la seconda causa di morte, la
terza di disabilità e la seconda di demenza. Importante è stabilire quando è
iniziato il sintomo. L’effetto terapico è tempo-dipendente; pertanto un
trattamento precoce aumenta la possibilità di esito favorevole. Al
Convegno viene ribadito anche come l’ipertensione arteriosa sia un fattore di
rischio molto diffuso; di un milione di ictus ogni 3 secondi nel mondo, metà
sono dipendenti da ipertensione. La pressione
non dà sintomi quindi molti non sanno di soffrirne, di qui l’importanza di
misurarla e farla misurare ai giovani che solitamente non lo fanno, quale arma
di prevenzione. Il valore pressorio normale è
considerato 130/80, sopra questa soglia si parla di ipertensione. Per
misurare la pressione occorre tempo, al Convegno sono stati forniti i
comportamenti da rispettare per una misurazione corretta: prima di sottoporsi a
misurazione è bene riposare 5 minuti seduti comodamente con schiena diritta ed
appoggiata e piedi a terra, gambe non incrociate,
braccio appoggiato su un piano, per esempio il tavolo, all’altezza del cuore,.a
riposo da fumo, caffè, attività fisica, nei 30-60
minuti precedenti, in ambiente tranquillo. Durante la misurazione rimanere calmi, non parlare, non muoversi e non guardare il cellulare, posizionare
il bracciale a nudo, non sopra i vestiti, 2-3 cm sopra la piega del gomito,
all’altezza del cuore. Non misurare la
pressione subito dopo un pasto abbondante o una doccia o un bagno caldi.
L’ideale è misurarla mattina e sera, prima di
colazione e cena, preferibilmente alla stessa ora. Se ci sono differenze tra le
braccia, considerare il braccio con i valori più alti. Effettuare tre misurazioni
a distanza di 1-2 minuti, non tenere conto della prima e fare una media tra la
seconda e la terza misurazione. Raccogliere più misurazioni nel tempo e fare
una media di più giorni.
Antonio Verri,
illustre pievese, dopo l’incontro del 28
novembre a Città della Pieve: “Un Geologo a Città della Pieve: Antonio Verri
(1839-1925) – 100° anniversario della morte”, ora è protagonista del Poster«Antonio Verri (1839-1925): un grande
Geologo…un “piccolo” museo!” – Il Museo di Storia Naturale e del
Territorio di Città della Pieve», realizzato dal CAMS – Università degli
Studi di Perugia e dal Gruppo Ecologista
“Il Riccio” di Città della Pieve, al
Convegno “Lotti 2026: 100 anni di
ricerche geologiche in Umbria” che si terrà a Spoleto, al Teatro Menotti, dal
18 al 20 febbraio, nel centenario della pubblicazione della “Descrizione geologica dell’Umbria” di
Bernardino Lotti.
Il convegno organizzato dal Dipartimento di Fisica e Geologia
dell’Università di Perugia, Società Geologica Italiana, Regione Umbria e Comune
di Spoleto, con il contributo scientifico di ISPRA e in collaborazione con
l’Ordine dei Geologi della Regione Umbria, si propone di ricostruire
l’evoluzione delle conoscenze geologiche sulla regione umbro-marchigiana e
sottolineare gli sviluppi più recenti e i problemi meritevoli di ulteriori
approfondimenti. L’Umbria, infatti, è stata e rimane una palestra di geologia,
e da qui sono partite ricerche che hanno sviluppato temi di interesse generale,
anche a scala globale.
Al Convegno, per il Gruppo Ecologista “Il Riccio” e
per il Museo di Storia Naturale e del Territorio, saranno presenti Riccardo
Testa, Daniela Amoretti, Enrico Scricciolo, tra gli autori del Poster su Verri.
L’incontro di Città della Pieve, con le relazioni di
Marco Pantaloni e Alessio Argentieri, ha analizzato l’interessante, variegato,
ampio, innovativo e specifico
operato di Antonio Verri a cui era intestato, fino a pochi anni fa, il
Museo pievese, oggi Museo di Storia Naturale e del Territorio.
La presenza all’evento della dott. ssa Lucilla Biscarini, discendente di Antonio
Verri, ha suggellato il suo incontro con il Gruppo Ecologista “Il Riccio”, il CAMS di Perugia e i due relatori, che si
sono ampiamente occupati della figura e del lavoro di Antonio Verri e che hanno
curato il volume “Mente et Malleo – la Società Geologica Italiana e i suoi
presidenti”, unitamente, tra gli
altri, alla dott.ssa Fabiana Console,
presente all’incontro di Città delle Pieve. Il testo, pubblicato nel 2024,
regalato per l’occasione al Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città
della Pieve, rappresenta l’ideale di progresso scientifico fondato
sull’osservazione concreta (martello) e la riflessione intellettuale (mente);
“Mente et Malleo”, con la mente e con il martello, è il motto storico
della Società Geologica Italiana, che sintetizza l’approccio scientifico del
geologo: unione di studio teorico e ricerca sul campo. Il libro ricorda i Presidenti,
tra cui Antonio Verri, e analizza la storia dell’Istituzione, offrendo una
panoramica storica della geologia in Italia ed esplora le figure chiave che
hanno guidato la Società e, di conseguenza, lo sviluppo delle scienze della
Terra in Italia.
I relatori lasciano inoltre al Museo pievese la Carta
Geologica di Roma del Verri, e manifestano il desiderio di realizzare un testo sull’illustre geologo pievese, a cui
in Italia sono state dedicate due strade, una a Città della Pieve e una a Terni.
La sig. ra Biscarini dichiara la propria intenzione nel rendere disponibile il
ricco archivio di carte e materiali che custodisce; altre opere, collezioni e
carteggi in copia, di Antonio Verri sono presenti anche presso la Biblioteca
“Francesco Melosio” e il Museo di Storia
Naturale e del Territorio ha una sezione a lui dedicata con Carte manoscritte
del Territorio, fossili, rocce, minerali e opuscoli a stampa. Il Gruppo Ecologista si rende disponibile a
favorirne la stampa dell’eventuale testo.
Alla luce degli attuali
dissesti idrogeologici che affliggono il nostro paese, determinate può essere
il ruolo dei musei, come quello di Città della Pieve, nel promuovere l’attenzione di intere
comunità per la salvaguardia dei rispettivi territori dove la comunità vive e
costruisce edifici; quale modo migliore se non riscoprire una delle storie più
antiche, quella geologica.
Nell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi è custodito il celebre affresco del Perugino, “L’adorazione dei Magi”. Orario visite: dal martedì alla domenica, dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 15,30 alle 17,30.