
Mercoledì 17 giugno Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità, aCittà della Pieve il Gruppo Ecologista “Il Riccio” organizza un incontro e una mostra didattica con il Patrocino del Comune, la collaborazione del Fondo Forestale Italiano e del Museo Naturalistico del Parco Marturanum di Barbarano Romano nel viterbese.
Appuntamento a Palazzo Della Corgna, Sala Lettura della Biblioteca Comunale “Francesco Melosio” alle ore 17.00, per discutere di “Agricolture Rigenerative e lotta alla desertificazione: una scelta vitale” con Claudio diego Capitini, Referente Regionale per l’Umbria del Fondo Forestale Italiano. A seguire sarà inaugurata la Mostra didattica “Clima: tempo di agire!” realizzata dal Museo Naturalistico del Parco Marturanum e allestita nella attigua Sala delle Muse, a parlarne sarà il suo curatore Roberto Papi. Ben 12 pannelli affrontano il tema della crisi climatica descrivendo cause, impatti e soluzioni per attuare la necessaria transizione ecologica. La mostra, rimarrà aperta dalla inaugurazione fino a domenica 21 giugno dalle ore 9.00 alle ore 19.00.
La Giornata è stata istituita nel lontano 1995 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare governi, organizzazioni e individui sul degrado del suolo, sulla siccità e sulla responsabilità collettiva nell’utilizzo sostenibile dell’acqua, mobilitando azioni per proteggere e ripristinare la salute dei terreni. Lo stesso giorno nel 1994 era stata adottata a Parigi la Convenzione per la lotta alla desertificazione, entrata in vigore il 26 dicembre 1996 e ratificata da 200 Paesi, tra cui l’Italia che ha aderito nel 1997, sia in veste di paese donatore sia come paese colpito dalla desertificazione. Obiettivo della Convenzione è mitigare gli effetti della siccità attraverso attività di cooperazione internazionale e accordi di partenariato nei paesi più colpiti. Le strategie messe in campo si concentrano sul miglioramento della produttività del suolo e sulla gestione sostenibile delle risorse del territorio e dell’acqua. Secondo studi recenti perdiamo ogni anno 24 miliardi di tonnellate di terra fertile e 15 miliardi di alberi.
Desertificazione, degrado del territorio e siccità hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana di ognuno di noi e sono tra le sfide ambientali più urgenti del nostro tempo, considerando che oltre 1,6 miliardi di ettari, pari al 4% della superficie terrestre, sono degradati e che 3,2 miliardi di persone ne sono direttamente colpite: fenomeni diventati una delle minacce più gravi alla stabilità globale.
Il degrado del suolo ha ridotto la produttività del 23% della superficie terrestre, mentre il 75% degli ambienti terrestri, escluse le aree coperte da ghiacci, sono stati modificati in modo significativo e il ritmo di questa trasformazione si è accelerato in maniera significativa negli ultimi 50 anni anche per effetto del cambiamento climatico.
Le cause sono molteplici: deforestazione, uso eccessivo dei combustibili fossili, cattiva gestione dell’acqua e del suolo, urbanizzazione selvaggia, monocolture, allevamenti intensivi, uso di sostanze chimiche.
La sfida globale è ambiziosa: rigenerare 1,5 miliardi di ettari di terreni entro il 2030 e contribuire alla nascita di un’economia rigenerativa da mille miliardi di dollari.
Il contrasto alla desertificazione è una responsabilità comune e necessita di un’azione condivisa e multilivello.
Il vero ostacolo non è la mancanza di conoscenze tecniche, ma la frammentazione delle decisioni e la scarsa cooperazione internazionale. Risulta necessario attivare processi partecipativi che coinvolgano le comunità locali. Anche il piccolo gesto di ognuno di noi, come piantare e custodire un albero all’anno, fa milioni di alberi e quindi può fare la differenza.
L’Italia rappresenta un caso emblematico di crisi mal gestita: consumo di suolo, emergenza idrica e azioni mancate. Sebbene il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici sia stato approvato nel 2023, nessuna misura concreta è stata avviata, mentre il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, fondamentale per ridurre le cause della crisi climatica, è attuato solo in parte.
Come recentemente affermato da Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite: “è tempo di agire!”









