La Candelora 2026

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Causa neve, rinviata a domenica undici gennaio la premiazione del concorso “Il presepe in famiglia”

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A Città della Pieve successo per la Mostra dei Metalli

La mostra “I metalli e l’uomo: un viaggio nel tempo tra storia e leggenda, alchimia, chimica, fisica e tecnologia” realizzata dal Gruppo Ecologia “Il Riccio” con il contributo della Regione Umbria e il cofinanziamento del Comune di Città della Pieve sul Progetto Musei in Rete per il Territorio 2025, curata da Mario Morellini coadiuvato da Riccardo Testa e Adria Faraone, svoltasi a Città della Pieve ha riscosso, nei dieci giorni di apertura, grande successo con  circa 400 visitatori.

La prima parte esponeva minerali contenenti i principali metalli corredati da ampie didascalie sugli elementi, dal sodio (cloruro di sodio, salgemma) fino all’uranio (autunite e boltwoodite), seguiva poi una ricchissima sezione dedicata ai prodotti realizzati dall’uomo utilizzando i singoli metalli, con esperienze applicative, e laboratori, osservazioni ai quattro microscopi binoculari in funzione, elettromagnetismo e circuiti elettrici per verificare la conduttività, scissione elettrolitica dell’acqua in idrogeno e ossigeno, tecniche di fusione delle principali leghe metalliche con stagno, zinco, rame, oro, argento, alluminio, tungsteno per applicazioni industriali ed artistiche, fusione del piombo e prove di conio delle monete.

Dimostrazione di accensione del fuoco con acciarino al cerio e fungo dell’esca, lampo di magnesio, supermagneti al neodimio e tanto altro, esposizione di libri e manuali dedicati ai metalli e agli elementi della tavola periodica di Mendelev.

Molte le curiosità e le particolarità che hanno interessato i visitatori, tra cui oltre a varie classi della scuola Primaria, Secondaria di Primo e Secondo Grado della città, turisti da tutta Italia e internazionali, studiosi ed appassionati, a sorpresa anche la visita attenta e riconoscente dell’Arcivescovo Metropolita di Perugia – Cittá della Pieve Ivan Maffeis che ha visitato anche il Museo di Storia Naturale e del Territorio.

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A Città della Pieve celebrato il Decennale del Giardino dei Frutti riTROVAti

Il 16 dicembre a pochi giorni dalla chiusura delle scuole per le vacanze di Natale e a ridosso dell’elezione del Nuovo Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze presso la Secondaria di Primo Grado del  Comprensivo “Pietro Vannucci” di Città della Pieve, il Gruppo Ecologista “Il Riccio”, unitamente al Sindaco di Città della Pieve, Fausto Risini, ha celebrato il Decennale del Giardino dei Frutti riTROVAti a cui il C.C.R.R., nel corso degli anni, ha dato sempre ottimo impulso.

Istituito, come Giardino Comunitario,  per volere del Gruppo Ecologista su terreno Comunale ed inaugurato  il 21 novembre del 2015 in occasione della Giornata Nazionale dell’Albero, in dieci anni ha fatto storia per la ricchezza della sua varietà, ben oltre 50 piante da frutto, e quale laboratorio didattico per gli studenti dei vari ordini di scuola. Il Primo C.C.R.R., guidato da Anita Verdacchi, nel 2017 da qui ha mosso i suoi primi passi verso l’ambientalismo e da allora puntualmente qui si sono incontrati più volte all’anno, i vari C.C.R.R., con le scolaresche del capoluogo per ricordare l’importanza dell’albero e del rispetto della natura.

Il 21 marzo 2023, nello spazio destinato al Giardino dei Frutti riTROVAti è stata inaugurata anche una prima aiuola per insetti impollinatori, ancora a salvaguardia della biodiversità, tappa fondamentale per la città che oltre ad essere dal 2019 Comune Amico delle Api ha dedicato, nel 2022, una stele, nello spazio antistante la Rocca, a questo piccolo fondamentale insetto.

Infine in continuità con il Giardino del Frutti riTROVAti quest’anno, il 6 marzo, è nato il Giardino dei Giusti, due alberi sempre da frutto sono stati piantati ad onorare due giusti, il pievese,  Arcangelo Sonnati e l’etiope Agitu Ideo Gudeta, per essersi battuti per il rispetto dei diritti umani.

Al neo eletto C.C.R.R. i saluti e gli auguri di buon lavoro da parte del Sindaco della città, Fausto Risini, della Dirigente scolastica Prof.ssa Caterina Marcucci, del Gruppo Ecologista “Il Riccio”.

Il Sindaco del C.C.R.R., Flavio Bruno, nel presentare la composizione della Giunta e del Consiglio afferma come per lui sia un grande onore essere il nuovo Sindaco, consapevole che questo incarico significa lavorare insieme per trovare soluzioni condivise, ringrazia per la fiducia che gli è stata accordata che promette di onorare con impegno. Dà quindi lettura delle cariche: Assessore all’Ambiente e Vicesindaco Guendalina Ponziani, Assessore alla Scuola e al Bilancio Guido Meloni, Assessore allo Sport Lorenzo Bruno, Assessore alla Cultura Noemi Atzeni, Segretaria Perla Rossetti, a seguire i  Consiglieri  Gabriele Pizzetti, Giacomo Versiglioni, Giulia Tassini, Martina Lupi, Desiree Greco, Filippo Cottini, Arianna Bianconi. Conclude augurando al C.C.R.R. buon lavoro e ringraziando tutti quelli che li accompagneranno in questo percorso, per poter così insieme dimostrare che anche i ragazzi e le ragazze possono essere cittadini attivi  e responsabili.

Il Sindaco della città,  nel ricordare il luogo istituzionale per le sedute, presso la  Sede del Comune, e nel garantire il supporto dell’Amministrazione, afferma l’importanza di questa esperienza anche nel campo dell’Educazione Civica, e auspica contributi importanti dai piccoli governatori. Ribadisce che l’Amministrazione pievese è Amica dell’Ambiente a difesa delle api e di tutti gli insetti impollinatori tanto che da tempo, durante il periodo estivo, si procede alla disinfestazione non invasiva, non con nebulizzazione  aerea ma con utilizzo di prodotti sostenibili che vanno ad interessare le acque per evitare lo sviluppo delle larve.

Il Gruppo Ecologista ricorda che il Comune ha adottato la delibera “un albero per ogni  nato” e cita Stefano Mancuso, il botanico noto per la sua proposta di piantare 1000 miliardi di alberi come soluzione concreta per assorbire l’eccesso di anidride carbonica atmosferica e contrastare così il cambiamento climatico, guadagnando tempo prezioso per la risoluzione dei problemi, ma anche per le non meno importanti foreste alimentari o food forests. Viene inoltre ricordato come l’inquinamento causi la progressiva scomparsa degli impollinatori e quindi complichi a dismisura la presenza della vita sulla terra; in Cina già stanno  correndo ai ripari con la sostituzione di impollinatori manuali che non potranno mai eguagliare l’efficienza degli insetti e con un ingente dispendio di energie non solo economiche. Il Riccio informa il C.C.R.R. sulla possibilità di confrontarsi con il Fondo Forestale Italiano con cui è nata una stretta collaborazione. Viste le difficoltà che il Comune pievese rileva sul piano della Raccolta Differenziata si chiede la collaborazione del C.C.R.R. per la diffusione di buone regole, anche a partire dalle famiglie, che possano portare al miglioramento della situazione. I giovani saranno naturalmente affiancati e supportati  in questo compito. La proposta viene accolta e al rientro dalle vacanze si comincerà a lavorare in tal senso

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Per i vicoli di Città della Pieve, un progetto ambizioso coordinato dal Gruppo Ecologista “Il Riccio”

Un Progetto nato dal desiderio in particolare di due pievesi attaccati alla propria città e al proprio vicolo, Tiziano Berlingieri e Osvaldo Bassini, che hanno manifestato al Gruppo Ecologista “Il   Riccio” questo loro sogno. Ha così avuto inizio, con via Francesco Melosio già vicolo delle Pupe, quello che sarà un percorso che toccherà i vari vicoli della città e la loro storia. Il nome Vicolo delle Pupe, la cui etimologia non è chiara, sicuramente doveva indicare il vicolo dove vivevano belle donne forse anche affascinanti adescatrici.

Un incontro diviso in due momenti, il primo alla Sala di Lettura della Biblioteca “Francesco Melosio”, il secondo un itinerario per il vicolo, dove ci si è fermati di fronte ai vari numeri civici ricordando persone, fatti, aneddoti. Un rimbalzare di ricordi tra i presenti che ha vivacizzato quanto preparato da organizzatori e abitanti del vicolo. Un far rivivere chi non c’è più. Un modulo studiato a tavolino con gli ideatori, il Gruppo Ecologista, l’Amministrazione Comunale, il personale della Biblioteca, storici pievesi, che è piaciuto molto ed ha avuto grande successo tanto che sono tornati da fuori varie persone che vi hanno abitato tempo indietro. Una Sala piena ed un flusso per il vicolo che è andato ingrossandosi anche con i curiosi di passaggio.

L’annuncio che l’iniziativa sarà estesa anche agli altri vicoli è stato accolto con vero interesse ed entusiasmo. 

Per volere del Gruppo Ecologista “Il Riccio” e la disponibilità dell’Editoria Sociale del Cesvol di Perugia, le storie narrate, andranno a costituire piccoli opuscoli, uno per ogni vicolo, che arricchiranno la storia e le memorie più lontani ma anche le più recenti.

Vicoli come ricordo di profumi oggi scomparsi come quelli delle vinacce o del pane,  di chi li ha vissuti dalle personalità alle persone semplici che ne hanno fatto la storia. Memoria di chi ci ha lasciato,  testimonianza per i giovani che non ne hanno ricordo.

Si è naturalmente partiti con il più famoso, Francesco Melosio, che gli ha dato il nome, nato a Città della Pieve nel 1609, poeta e magistrato, colto umanista e profondo conoscitore delle leggi, con i suoi versi scherzosi denuncia, pur con apparente piacevolezza, il profondo malessere del tempo. Ricordato magistralmente da Maria Luisa Meo che ha deliziato la platea anche con la lettura di alcune poesie dell’autore. Non da meno Monsignor Fiorenzo Canuti, studioso della città e del Perugino, che vi ha vissuto per lunghi anni, ma anche del pittore Filiberto Capannini. Al numero 1 Rino Giuliacci, punto di riferimento anche per le giovani generazioni con i suoi interventi nell’ambito di Progetti all’interno delle scuole locali quale persona informata sui fatti vissuti della città, con Gino Porzuoli erano organizzatori di eventi in quella che veniva nominata Repubblica Vicolo delle Pupe, al numero 3 la maestra Angela Venturini, deciso traino per una vita di comunanza, di fitto intreccio di relazioni e di solidarietà che trovava nel forno Bassini il luogo prediletto di incontro  e di  vita sociale. Al numero 5 la famiglia Frullano di cui si ricorda Elena che a otto anni già lavorava in famiglie nobili, non sapeva né leggere né scrivere ma era un’ottima cuoca e amava ricordare che per le ricette ci vuole poesia, ha dettato le sue alla figlia. Al numero 7 Ines Baciardini, piccola donna che ha lavorato al forno Bassini ed è stata pure la bambinaia di Osvaldo, ricordano che veniva al forno con le ciabatte anche in pieno inverno. Al numero 11 ha abitato Monsignor Fiorenzo Canuti, i chierichetti facevano a gara per servire la Messa con lui perché poi pagava la colazione a tutti. Alla scuola di Filiberto Capannini  si sono preparati vari giovani pievesi tra cui il maestro Antonio Marroni, ulteriore vanto di Città della Pieve. Ma anche altri  personaggi più o meno particolari di cui troverete nell’opuscolo che verrà pubblicato. Il vicolo pullulava inoltre di artigiani, fabbri, falegnami, maglieriste, imbianchini, fornaci per i cocci. L’iniziativa si è conclusa  con la visita al Museo del Ricordo di Osvaldo Bassini, dove sono conservati macchinari e strumenti del vecchio forno e al Laboratorio di Cultura Fotografica – ex Forno Bassini di Attilio Navarra, dove si sono potute assaggiare prelibatezze, su nuove e vecchie ricette, preparate da Osvaldo.

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Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” ha un posto nel Bosco delle Sette Valli

L’incontro con esponenti del Fondo Forestale Italiano organizzato dal Gruppo Ecologista “Il Riccio” mercoledì 26 novembre scorso è stato molto interessante. La presenza del Sindaco di Città della Pieve, Fausto Risini, ha dato un’importante svolta alla discussione  portando il dibattito su  possibili interventi locali. La disponibilità dell’Amministrazione fa ben sperare in una costruttiva collaborazione con il Fondo Forestale Italiano, la Fondazione che per preservare la biodiversità vegetale e animale lasciando libera la natura, acquista boschi o affilia proprietari, accetta donazioni, lasciti, erogazioni liberali con agevolazioni fiscali, in quanto detraibili o deducibili dalle tasse  per aziende e persone fisiche.

Se vuoi seguire l’esempio del Gruppo Ecologista “Il Riccio” e contribuire a salvaguardare la natura  aiutando il Fondo Forestale Italiano, per l’acquisto al momento del Bosco delle Sette Valli, con un contributo piccolo o grande che sia, puoi farlo donando con bonifico bancario sul C/C 1673570 presso Banca Etica intestato a Fondo Forestale Italiano ETS IBAN IT85O0501803200000016732570  o destinando il 5×1000 al FFI inserendo il  CF 91030740608 nella tua denuncia dei redditi. Per saperne di più consulta il sito: https://www.fondoforestale.it/sostienici/ 

Per conoscere meglio ed apprezzare  il Fondo Forestale Italiano ETS visita https://www.fondoforestale.it/ e https://www.facebook.com/fondoforestale/

Claudio diego Capitini del Fondo Forestale Italiano nel suo intervento ricorda che  il Bosco delle Sette Valli prende il nome, come i sentieri che lo attraversano, dalle sette vallette che lo costituiscono,  90 ettari di bosco su cui scorre il torrente Fersinone, lungo 27 km, con un bacino idrografico di 109 km2 che interessa ben cinque Comuni: Marsciano, San Venanzo, Parrano, Montegabbione, Piegaro.

La valle del torrente Fersinone si presenta complessivamente come una profonda e contorta gola rupestre, quasi totalmente boscata, nel letto del torrente ci sono alcune pozze circondate da rocce, profonde fino a qualche metro, i ‘borgoni’, dove l’acqua rimane anche d’estate e permette la sopravvivenza delle specie acquatiche. Il torrente costituisce un ambiente di particolare pregio nell’ambito di tutto il bacino del Tevere. Forre e borgoni con tipi particolari di pesce non più presenti in altre parti, sassi di tutte le ere, addirittura la particolare pietra rosa,  ma di sicuro interesse anche il recupero di bellissime storie vere,  memorie delle sette valli.

Il Sentiero delle Sette Valli scende trasversalmente a mezza costa con pendenze moderate, attraverso rupi e strapiombi di rocce sedimentarie che celano paesaggi incantevoli. A ridosso di una di queste rupi  si nasconde una cavità, la Buca del Diavolo, un androne sulle pareti a strapiombo sovrastanti la riva sinistra del torrente,  un breve sistema di gallerie e cunicoli ad andamento orizzontale, rifugio in recenti  tempi di guerra per gli abitanti dei paesi limitrofi.  In essa sono state rinvenute diverse tracce delle civiltà preistoriche che abitarono questi luoghi nel Paleolitico, come ad esempio punte di freccia ed utensili di uso quotidiano,  conservati al Museo Archeologico di Perugia. Altro punto suggestivo è la Forra Rosa, una distesa rocciosa e varie strettoie attraversate dal torrente.

Da tempo si sta riscoprendo il camminare per boschi, pratica rigenerante per i colori ed  il profumo che vi si respira, e il Bosco delle Sette Valli può rappresentare un eco-museo diffuso per il turismo lento; il bosco si comincia ad apprezzare anche dal punto di vista medico e terapeutico, un’azione benefica sul nostro sistema vitale, i “bagni” di bosco, un invito a mantenere e promuovere l’attività in foresta per migliorare l’ambiente  e la salute.

Un bosco allo stato naturale è anche una ricarica per le falde di acqua a caduta utili all’agricoltura ed ai centri abitati. Un bosco di “ricarica gestita” delle falde acquifere in realtà è un progetto ben definito e di estremo interesse soprattutto in momenti siccitosi, che merita la pena di essere studiato. Esempi anche il Italia  in grado di combinare obiettivi ambientali, sociali e di gestione idrica. Per approfondire l’argomento collegati al seguente link per visionare una concreta esperienza italiana: https://www.etifor.com/it/portfolio/san-pellegrino-falda-brenta/#:~:text=Il%20progetto,e%20sviluppo%20in%20ambito%20forestale

Il Sindaco ricorda come educare al rispetto dell’ambiente sia una priorità dell’Amministrazione Comunale  condivisa con il Gruppo Ecologista “Il Riccio” che ringrazia  per il lavoro che svolge con le scolaresche e non solo. Città della Pieve si fregia di essere tra le prime città amiche delle api ed ha adottato il provvedimento “un albero per ogni nato”.

Viene ricordato inoltre l’operato di  Stefano Mancuso che sostiene a buona ragione la necessità di piantare almeno un miliardo di alberi in tutto il  mondo  e di avere cura dei boschi.                                                                                                                                                                                     

Diventare custodi del bosco, con sorveglianza e segnalazioni, è un’azione di cui si ha grande bisogno e di cui si auspica di conseguenza l’incremento. Tutti siamo chiamati, nel nostro piccolo, a farlo. Si passa quindi a parlare di verde in città, nei centri abitati, dell’importanza degli alberi nelle scuole e negli ospedali, di siepi intorno agli edifici, quando possibile,  per preservare dalle polveri sottili, ma anche della rilevanza dell’uso della frutta nelle scuole,  al posto di distributori di bevande e merendine. Vari gli esempi a dimostrazione palese di come il ricreare il ciclo ecologico porta con sé una rigenerazione del ciclo economico.

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NATALE 2025

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Città della Pieve ricorda il geologo Antonio Verri a 100 anni dalla sua scomparsa

Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” gestore del Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della Pieve, di proprietà dell’Amministrazione Comunale, e il CAMS – Centro di Ateneo per i Musei Scientifici dell’Università degli Studi di Perugia, unitamente alla Biblioteca Comunale “Francesco Melosio” e con il Patrocinio del Comune di Città della Pieve, del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia e della Sezione di Storia delle Geoscienze della Società Geologica Italiana, sono lieti di invitare all’incontro “Un Geologo a Città della Pieve: Antonio Verri (1839-1925) 2025 – 100° anniversario della morte” che si terrà a Città della Pieve venerdì 28 novembre alle ore 17.30, presso la Sala Grande di Palazzo della Corgna, per riscoprire insieme la figura di un illustre geologo pievese: Antonio Verri. L’evento, presenziato dal Sindaco della città, Fausto Risini, vedrà alternarsi due studiosi di geoscienze, il Dott. Marco Pantaloni e il Dott. Alessio Argentieri dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che si sono ampiamente occupati della figura e del lavoro di Antonio Verri e che hanno curato un volume della SGI-Società Geologica Italiana dedicato ai Presidenti, tra cui il geologo pievese.

Opere e collezioni di Antonio Verri sono presenti presso la Biblioteca “Francesco Melosio” e il Museo di Storia Naturale e del Territorio, prima Museo “Antonio Verri”.

Fin da ragazzo, il geologo pievese è stato un vero naturalista incline a quella che oggi chiamiamo la “wilderness”, raccogliendo e collezionando rocce e fossili. Fu uno dei Fondatori della SGI, Presidente della stessa nel 1913 ed Accademico dei Lincei. Oggi più che mai, se vogliamo far fronte alle problematiche legate ai cambiamenti climatici che ci troviamo ad affrontare oramai quotidianamente, è indispensabile riscoprire anche il lavoro ed il pensiero di questi importanti personaggi storico-scientifici, sempre impegnati anche in ambito sociale, che hanno conservato, documentato e valorizzato il patrimonio geologico e la biodiversità che caratterizza il territorio locale, regionale e nazionale.

Siamo grati alla Biblioteca ISPRA per il supporto scientifico dato all’iniziativa.

Chi è interessato potrà visitare, prima dell’incontro, il Museo di Storia Naturale e del Territorio, attiguo alla Sala Grande, e la Mostra “I metalli e l’uomo: un viaggio nel tempo tra storia e leggenda, alchimia, chimica, fisica e tecnologia” allestita dal Gruppo Ecologista “Il Riccio” nella Sala delle Muse di Palazzo Corgna.

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Emergenze ambientali – Un Focus sul nostro territorio Il Bosco delle Sette Valli nelle Gole del Fersinone

A Città della Pieve il Gruppo Ecologista “Il Riccio”, mercoledì 26 novembre alle 17.30 presso la Sala Grande di Palazzo della Corgna,  organizza l’incontro sulle Emergenze ambientali con Claudio diego Capitini, referente per il Fondo Forestale Italiano – Regione Umbria. Sarà un vero e proprio focus sul nostro territorio: esseri viventi, foreste, parchi, boschi tra Umbria e Toscana e agricoltura, accompagnato da suggestive immagini, quadri di Natura ed esperienze di vita.

Durante l’iniziativa si farà il punto sulla campagna di raccolta fondi per l’acquisto da parte del Fondo Forestale Italiano del Bosco delle Sette Valli nelle Gole del Fersinone, 90 ettari di grande interesse naturalistico, un luogo ameno da preservare nel Comune di Marsciano.  Il bosco prende il nome  dal suggestivo “Sentiero delle Sette Valli” che lo attraversa ed è solcato al suo interno da  piccoli fossi di scolo, lunghi poche centinaia di metri e in forte pendenza, confluenti direttamente nel torrente Fersinone, il maggior affluente del Nestore.

Il Fersinone, sostiene Antonella Carosi, Istruttore Idrobiologo presso la Provincia di Terni,  costituisce un ambiente di particolare pregio nell’ambito di tutto il bacino del Tevere, in quanto si presenta come uno dei pochi corsi d’acqua che ha conservato un elevato grado di naturalità ed integrità dal punto di vista ittico-faunistico e  come tale va salvaguardato.

Il Fondo Forestale Italiano è sicuramente deputato a farlo essendo una Fondazione che preserva la biodiversità conservando i boschi di cui favorisce la rinaturalizzazione, lasciandoli alla libera evoluzione a vantaggio della vita animale e vegetale. Gli alberi dei boschi contrastano i cambiamenti climatici accumulando nel proprio legno anidride carbonica impedendole così di arrivare in atmosfera dove incrementa l’effetto serra. I boschi inoltre conservano l’umidità del terreno contrastando la desertificazione e aumentano la stabilità nei confronti di valanghe e inondazioni, fenomeni sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico.  I boschi integri contrastano il dissesto idrogeologico regolamentando il regime delle acque e rallentandone il deflusso a valle evitando fenomeni di erosione del terreno, difendono la biodiversità perché rendono possibile il ripopolamento di specie naturali, vegetali e animali, a rischio di sopravvivenza o addirittura non più presenti.

Un grazie particolare al Fondo Forestale Italiano per l’operato svolto a favore dell’ambiente e della diffusione di una cultura rispettosa della biodiversità.

Considerata la rilevanza della tematica si auspica una partecipazione numerosa.

Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” comunica inoltre, a chi lo desidera, la possibilità, naturalmente prima dell’incontro, di visitare il Museo di Storia Naturale e del Territorio, attiguo alla Sala Grande, e la Mostra “I metalli e l’uomo: un viaggio nel tempo tra storia e leggenda, alchimia, chimica, fisica e tecnologia” allestita, dal Gruppo Ecologista, nella Sala delle Muse di Palazzo Corgna.

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Un pomeriggio emozionante nel ricordo del famoso cardiochirurgo Calo Marcelletti

Emozione, ammirazione e una vena di tristezza hanno caratterizzato il pomeriggio dedicato, a Città della Pieve, alla grandezza di Carlo Marcelletti, medico di fama mondiale che ha rinnovato la cardiochirurgia ridando vita e speranza ai piccoli pazienti e alle loro famiglie.

A.L.I.Ce. Città della Pieve, che ha organizzato l’iniziativa, ringrazia per la presenza i cittadini e l’Amministrazione Comunale nelle persone del Sindaco, Fausto Risini che ha espresso ammirazione per il Prof. Marcelletti, e dell’Assessore alla Cultura Luca Marchegiani.

Una sala piena di gente ha assistito al ricordo di un instancabile innovatore travolto dagli eventi, dal sovra potere di chi, anche a scapito del bene,  contrasta  il desiderio di rinnovamento.

La presentazione del libro “Le mani nel cuore. La storia di Carlo Marcelletti, cardiochirurgo che ha salvato migliaia di bambini”, voluta dal suo allievo e collega Adriano Cipriani, noto a Città della Pieve come eccellente cardiologo volontario di A.L.I.Ce., alla presenza dell’autore del libro e del suo editore, inizia proprio con un momento di viva emozione, da parte di Adriano Cipriani, nel ricordare il luminare suo amico.

Non una celebrazione ma il ricordo di una vita dedicata al lavoro, al rispetto per il dolore, all’infinito amore per le sfide anche impossibili, all’incommensurato amore per i bambini sofferenti e al desiderio di salvarli. 

Dopo la irrefrenabile emozione il dott. Cipriani ricorda gli insegnamenti più marcati che Marcelletti gli ha lasciato: l’etica del lavoro, il rigoroso metodo scientifico, la costante ricerca di sempre nuovi obiettivi  e traguardi da raggiungere.

Oltre cinquanta le testimonianze tra amici, colleghi, pazienti, familiari, conoscenti che  costituiscono il libro sulla vita e sull’operato di Marcelletti.

Un libro da leggere per comprendere il medico e l’uomo ma anche la realtà che ha vissuto ed ha contribuito a modificare a vantaggio dei malati e dei più bisognosi.

Le sue umili origini lo hanno costretto per studiare, afferma lui stesso, ad essere il primo, a vincere borse di studio per poter andare avanti. I suoi studi, la sua curiosità, la sua dedizione e il desiderio di trovare soluzioni a quanto osservava anche in sala operatoria lo hanno portato a sperimentare, a tentare l’impossibile, a osare anche quando sapeva che poteva andare male. Il suo desiderio di riformare la Sanità, mettere ordine dove regole non c’erano, lo ha portato a scontrarsi con realtà non inclini al cambiamento, per questo ha subito minacce anche pesanti e infine la diffamazione.

La testimonianza del dott. Cipriani ce lo presenta come un maestro coinvolgente  come pochi o anche nessuno.

L’autore, il giornalista Vincenzo Varagona, ricorda la natura solidale delle sue azioni, sempre vicino a chi non aveva possibilità finanziarie.

Alle testimonianze dei relatori si è aggiunta quella meravigliosa di una sua giovane paziente venuta appositamente da Roma, con una splendida e vivacissima  bimba di pochi mesi.

Tra i presenti  in sala chi lo ha conosciuto per rapporti di lavoro ed ha voluto ricordarlo: la dottoressa Daniela Cianfrini, originaria di Città della Pieve ma operativa ad Arezzo che ricorda, non senza emozione, la sua amicizia con Marcelletti, al quale al tempo inviò suoi piccoli pazienti, e di cui rammenta l’umanità e l’amore per i bambini;  Amedeo Testa di Città della Pieve che gli forniva le macchine  extracorporee cuore-polmone per gli interventi.

Con queste testimonianze spontanee non programmate la serata si è conclusa nel migliore dei modi all’insegna della sincerità.

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