Festa della Candelora 2021

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Il Presepe in Famiglia

i confratelli tutti
Sagrestia del Duomo: Matteo Pifferi

In Duomo: Giovanni e Clementina Mezzanotte – Mattia Furiani
Giovanni-Clementina-Mattia


Giovanni-Clementina-Mattia


Giovanni-Clementina-Mattia


Angelo e Rosaria

Angelo e Rosaria

Elisabetta e Daniele


Elisabetta e Daniele

Pierangela Salvatori
Serenella e Maria
Fam. Costantini Fabio
Fam. Costantini Fabio
Pieroni Gabriella
Pieroni Gabriella
Famiglia Convito
Lucia – Enrico

Lucia – Enrico
Fam.Boccaletto Alfredo
Gabriele e Sara
Nada e Marcello
Nada e Marcello
Alba e Mario
Alba e Mario
Monastero Clarisse S.Lucia
Monastero Clarisse S.Lucia
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Anno 2020 – I due Natali

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‘Il Presepe in Famiglia’

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Santuario della Madonna di Mongiovino

Si svolgerà in streaming l’evento di presentazione del recupero del complesso monumentale annesso al Santuario della Madonna di Mongiovino. La presentazione andrà online sulla pagina Facebook dell’associazione Mongiovino Valnestore. Parteciperanno rappresentanti della Diocesi di Perugia – Città delle Pieve, i consiglieri regionali Meloni, Fora e Rondini oltre alla Soprintendenza e alla delegata dell’assessorato regionale e dirigente del servizio turismo Antonella Tiranti. Porteranno i saluti delle Amministrazioni comunali i sindaci di Panicale e Piegaro Cherubini e Ferricelli. Nicola Ceccarini, giovane economista che fa parte del gruppo di progettazione, illustrerà le linee guida che hanno consentito al progetto di essere tra i partecipanti all’Economia di Francesco, l’evento di rilevanza mondiale voluto da Papa Francesco ad Assisi. L’appuntamento è per martedì primo dicembre alle ore 15 sulla pagina Facebook dell’Associazione Mongiovino Valnestore, anche tramite il link  https://bit.ly/3lnv8XO

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Mongiovino: iniziano i lavori di restauro e ripristino del complesso monumentale. Al via il progetto di rivitalizzazione.

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Panicale, 08 ottobre 2020

L’ultima opera di restauro e manutenzione si colloca nel lontano 2000 quando, in occasione del Giubileo, venne eseguito il restauro e la ristrutturazione di parte del cinquecentesco Santuario della Madonna di Mongiovino ed effettuato il consolidamento di alcune  porzioni del complesso monumentale adiacente.

A vent’anni da questo significativo intervento si rimette finalmente mano al complesso delle case Pie seicentesche che versano, dopo tanto tempo di semi abbandono, in pessime condizioni.

Due anni fa, grazie all’iniziativa dell’Associazione Mongiovino Valnestore e della Confraternita del SS. Sacramento, titolare dei beni del complesso, è partito un ambizioso progetto di recupero e rivitalizzazione  dell’estesa e suggestiva  area monumentale che, insieme al Santuario e al Castello di Mongiovino Vecchio, rende Mongiovino uno dei luoghi più suggestivi e di significativo interesse culturale del Comune di Panicale, della Valnestore e non solo.

Gli sforzi per la ricerca dei fondi necessari ai lavori di recupero delle strutture sono stati, e sono tuttora, la priorità dell’Associazione e della Confraternita, e finalmente l’impegno dei volontari comincia a dare di suoi frutti.

Infatti grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e del Gal Trasimeno – Orvietano, si è potuto dare il via ai lavori di conservazione, consolidamento e messa in sicurezza di uno degli stabili  del complesso.

L’intervento prevede inoltre la realizzazione di una sala di accoglienza polifunzionale, servizi igienici, cucina, bike point e servizi di supporto a pellegrini, turisti ed escursionisti.

La struttura multifunzionale sarà predisposta all’accoglienza turistica, alle attività culturali, ricreative e sportive senza dimenticare gli spazi adibiti per le esigenze parrocchiali.

Mongiovino è incastonato come un vero gioiello all’interno di diversi percorsi che si snodano tra olivi e boschi e rientra nell’itinerario dei Sentieri del Perugino, rete di oltre 100 km che attraversa le bellissime terre di 4 comuni della zona: Panicale, Piegaro, Città della Pieve, Paciano.  

Il luogo vede quindi oltre ad un costante afflusso di pellegrini, anche un importante passaggio di escursionisti e ciclisti.

Recentemente sono stati anche devoluti fondi deliberati dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria utili per il restauro dell’antico dipinto della trecentesca Madonna del miracolo fondativo e per il consolidamento di uno dei pilastri centrali, in pietra serena, del Santuario che presenta problematiche dovute alla risalita di umidità, in linea con la necessaria manutenzione costante del prezioso monumento.

Da ricordare la recente campagna realizzata in collaborazione con il FAI che ha visto il Santuario divenire Luogo del Cuore ed accrescere la propria fama di luogo spirituale e artistico-culturale.

L’ambizioso progetto, nella sua globalità, prevede anche la realizzazione di un Museo

dei Paramenti Sacri del Santuario, un info point e book shop, un ostello dedicato a pellegrini, scout e a gruppi di escursionisti, una Smart Library con sala lettura,  un’area coworking e luoghi dedicati alla meditazione e alla spiritualità, nonché  spazi fruibili in varie forme dalla comunità locale e non solo. Esternamente si pensa al ripristino dell’antico loggiato che contornava parte della piazza antistante il Santuario, ma anche all’illuminazione monumentale della chiesa. Sono previste inoltre possibilità di attività ricettive e ristorative legate a cerimonie e ad eventi.

“Auspichiamo che questo sia solo l’inizio per una rinascita di Mongiovino e delle sue bellezze che possa apportare grande ricchezza a questo territorio quale  attrattiva turistica ed in termini di opportunità di lavoro” dice la Presidente dell’Associazione Mongiovino Valnestore Lidia Rossi, che crede fermamente nel progetto.

“E’ un luogo che ha un profondo significato spirituale per questo territorio e segna da secoli la storia e le vicende della Valnestore. Riportarlo agli antichi splendori è un desiderio condiviso da tutta la comunità”, afferma Don Alessandro Segantin, parroco e Priore della Confraternita del SS.Sacramento.

Il progetto di recupero e rivitalizzazione è sottoscritto, oltre che dall’Associazione Mongiovino Valnestore e dalla Confraternita del SS.Sacramento, quali promotori primari, anche da: Comune di Panicale, Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e paesaggio dell’Umbria,  Diocesi di Perugia – Città della Pieve, Italia Nostra e  Parrocchia Immacolata Concezione che stanno fornendo un fattivo contributo ed un importante supporto istituzionale.

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Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” di Città della Pieve riapre l’attività escursionistica Domenica 27 settembre: “Fondovalle e Poggio Cavaliere”

Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” in collaborazione con Gea  Energy Trekking e il Consorzio per la Bonifica della Val di Chiana Romana e Val di Paglia, domenica 27 settembre, in occasione della Settimana Nazionale della Bonifica ed Irrigazione 2020, organizza l’escursione “Fondovalle e Poggio Cavaliere – I Naturanti”. 

Si  parte, alle  ore 8.00, da Fondovalle bivio azienda Felceto e Case Molinella (sentiero n. 1), si percorre la strada che costeggia il Canale Chianetta lungo il Fondovalle, seguendo la segnaletica CAI, fino a La Fabbrica del Callone Pontificio e la Torre del Buterone e poi fino a Poggio Cavaliere.

La lunghezza del percorso, non ad anello, è di circa 13 km: 7 km per chi si ferma al primo parcheggio, 11 km per chi procede fino a Ponticelli. La durata è di 6 ore per chi fa tutto l’itinerario completo, il dislivello assoluto  è  130 metri. Si tratta di una facile camminata, poco riparata da alberi.

Ai partecipanti è fatto obbligo d’indossare la mascherina soprattutto durante la visita scaglionata del Callone Pontificio.

Il percorso, quasi completamente in pianura, tocca infatti due edifici: “La Fabbrica del Callone”, dove si farà una visita guidata a cura del FAI, e la Torre del Buterone, silenziosi testimoni delle vicende della Bonifica, ormai rinchiusi dal tempo in un fitto intrico di strade, stradine, sentieri, canali, linee ferroviarie. Si arriva poi a Poggio Cavaliere, una vera e propria terrazza che si affaccia a ovest verso il Cetona e a est sul crinale di Città della Pieve. Il viale principale del fondovalle era alberato a gelsi utilizzati, agli inizi del secolo scorso, per l’allevamento del baco da seta da cui si ricavava il prezioso tessuto; piante secolari ormai quasi tutte tagliate, probabilmente in seguito a malattie.

Interessanti le vicende della Bonifica, a partire dall’antichità si hanno testimonianze di fiorenti civiltà lungo il corso del fiume Chiani, l’etrusca prima e la romana poi, quando il fiume diventa navigabile e utilizzato per floridi scambi commerciali. Al crollo dell’Impero Romano, nel 476 d. C., però la mancanza di manutenzione di irreggimento delle acque e le abbondanti piogge portarono ad un progressivo impaludamento di tutta la Val di Chiana. In seguito le lotte per il predominio sul territorio da parte delle signorie di Siena, Arezzo, Cortona, Montepulciano, Perugia, Orvieto non lasciano il tempo alla bonifica della valle. Si arriva così tra la fine del Medio Evo e l’inizio dell’Evo Moderno ad una sorta di divisione amministrativa tra due grandi potenze: ad ovest il Granducato di Toscana e ad est lo Stato della Chiesa, con il Chiani a segnarne il confine.

Nel 1726 per ordine di Benedetto XIII fu costruita La Fabbrica del Callone Pontificio di Campo alla Volta, su progetto dell’ingegnere Egidio Maria Bordoni con la collaborazione di Antonio Felice Facci, che funzionava da regolatore in muratura del flusso idrico del Chiani, con una chiusa a due paratie manovrate mediante argani, agevolando il deflusso regolato delle acque verso il Tevere.

Funzionò dal 1727 fino al 1786 quando fu abbassata la platea e furono tolte le paratoie. Nel 1786 fu abbellito da una iscrizione commemorativa e, nel 1795, da una nuova, bellissima lapide celebrante la vittoria dell’uomo sulla palude firmata da Andrea Vici, architetto della Sacra Congregazione delle Acque. Dal 1945 al 1963 il primo piano dell’edificio è stato usato come abitazione, mentre il piano terra dal 1950 al 1966 fu adibito a scuola elementare.

Solo nel 1780 il papa Pio VI e il Granduca Pietro Leopoldo firmarono a Città della Pieve, nella Chiesa di S. Agostino, il famoso Concordato Idraulico, stabilendo la cosiddetta “Inversione del Chiani”: le acque a nord di Chiusi vengono incanalate “per colmata”, soluzione già suggerita da Leonardo, o metodo delle “sacche”, acqua convogliata in piccoli laghi e fatta defluire lentamente verso l’Arno; mentre a sud l’acqua viene fatta defluire più velocemente, per caduta, verso il Tevere. A sud le acque formano la Chianetta e l’Astrone che confluiscono nel Chiani e nel Paglia, affluente del Tevere. Per sorvegliare i lavori viene fondata una Prefettura delle Acque con sede a Città della Pieve. L’opera di Bonifica terminerà nel 1834.

La storia della Val di Chiana Romana è anche la storia di numerosi bastioni che sbarravano il corso delle acque delle Chiane.

Il Bastione del Campo alla Volta, costruito e potenziato durante il XVII secolo, fu aperto nel 1725.

Invece la Torre del Buterone, a poco più di un chilometro dal Callone Pontificio, edificata molto probabilmente nella seconda metà del XV secolo come mulino a grano (il toponimo pare infatti derivare dal greco buterés = che produce pascolo estivo), fu trasformata in regolatore con la Convenzione del 1607 e adattata a fortilizio durante la Guerra Barberina. Nel 1675 Clemente X ne ordinò la ristrutturazione per adibirla a posto di dogana, dandogli la fisionomia che ancora oggi conserva.

Vista la particolarità dell’iniziativa vi aspettiamo numerosi. In caso di tempo incerto si consiglia di dotarsi di protezione per la pioggia, solo in caso di temporali, l’escursione sarà rinviata alla domenica successiva, 4 ottobre.

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Ciao Alberto

te ne sei andato in silenzio quasi timoroso di disturbare. Hai vissuto nel ‘tuo’ Oratorio d’estate e d’inverno senza mai un lamento.

Ora che non ci sei più si avverte forte la tua mancanza.

Il prezioso servizio che svolgevi ha lasciato in tutti noi un senso di appartenenza alla nostra Confraternita. Grazie.

Il Signore avrà cura di te.

Un abbraccio dai tuoi amici

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Serata al Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della Pieve

Dopo la riapertura, alla fine del lockdown, del Museo di Storia Naturale e del Territorio di Città della Pieve, gestito dal Gruppo Ecologista“Il Riccio”, sabato 1 agosto dalle 18 alle 24 è stata organizzata una  serata al Museo, nel rispetto delle normative anti-covid; l’iniziativa è stata un successo. Numerosi i visitatori di varie età che hanno vivamente apprezzato gli allestimenti, l’ordine, la varietà e la cura delle collezioni e le ampie didascalie, nonché la qualità delle visite guidate proposte dai conduttori, ricche di particolari e di curiosità. Interessanti ed incoraggianti i commenti che alcuni dei visitatori hanno lasciato.

Tre gli esperti, esponenti del Gruppo Ecologista “Il Riccio” e volontari del Museo: Enrico Scricciolo, laureando in biologia-mineralogia-cristallografia, Riccardo Testa e Duilio Venturini  appassionati che si  occupano da una vita di ambiente e territorio e continuano a studiare e lavorare sul campo animati da amore e interesse, Riccardo più preparato su piante e funghi, Duilio su animali, entrambi veri conoscitori di curiosità, leggende ed origine dei nomi.

Una giornata sicuramente ricca per la città con tante iniziative tra cui l’inaugurazione, al mattino, della passerella panoramica alla Chiesa di San Pietro che facilita la stupenda veduta sulla Valdichiana, e la presentazione, in serata, del City Brand, prima esperienza al mondo, virtualtour attivo sul sito vrcity.it/cittapieve/, innovazione veramente notevole che permette la visita virtuale della  città e dell’interno di  alcune Chiese e Palazzi tra cui naturalmente  Palazzo della Corgna  e le Sale del Museo di Storia Naturale e del Territorio.

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A.L.I.Ce. Città della Pieve premia la solidarietà

L’Associazione A.L.I.Ce. Umbria di Città della Pieve è tornata a premiare gli studenti degli Istituti  pievesi.

La borsa di studio “Una rosa… rinascerà” rivolta alle scuole di ogni ordine e grado del Comune pievese, istituita da A.L.I.Ce.,  premia ogni anno, con € 200 ad Istituto, gli studenti che hanno dato prova di operare con assiduità nel campo della solidarietà.

La borsa di studio è nata per volere di Franco Pilato, un pievese che con il suo libro “Una rosa… rinascerà”, da cui la borsa di studio ha preso il nome, ha voluto, aiutato dalla stessa Associazione di cui è socio, ricordare le sue numerose peripezie a causa di incidenti e malattie ed in particolare mostrare la resilienza da lui messa in atto per vivere e non, come spesso succede in questi casi, sopravvivere. Un vero esempio di coraggio per tutti.

Ai docenti dei due Istituti il compito di proporre i vincitori.

Quest’anno, in tempo di Covid, abbiamo avuto solo il nominativo dal Comprensivo “Pietro Vannucci”, guidato dalla Dirigente, Prof.ssa Maria Caligiuri.

I Docenti della Scuola Secondaria di Primo Grado di Città della Pieve hanno proposto all’unanimità  l’alunna Rosalinda Stafa in quanto ha aiutato la sorella quando è stata male e il fratello più piccolo quando la famiglia ha avuto problemi legati all’infortunio del padre.

La cerimonia, in forma ridotta per le restrizioni da pandemia, si è svolta presso gli spazi all’aperto del Circolo MCL, Largo della Vittoria, 7 a Città della Pieve, giovedì 9 luglio. 

Erano presenti, oltre naturalmente alla premiata e parte della sua famiglia, vari rappresentanti di A.L.I.Ce. con il suo Presidente Guerrino Bordi, il Sindaco Fausto Risini, Franco Pilato, Luisa Binaretti in rappresentanza della scuola e per l’Assicurazione Allianz, che con le sue donazioni permette al premio di ripetersi nel corso degli anni, Michele Gorello e Gabriella Baglioni.  Una buona rappresentanza per festeggiare Rosalinda e la sorella minore Drita che, pur non nominata nel premio, ha collaborato alla gestione familiare nel periodo di assenza forzata dei genitori.  

Guerrino Bordi, dopo aver letto le motivazioni inviate dalla scuola, ha elogiato la ragazza, che  a settembre frequenterà l’ultimo anno della scuola Secondaria di Primo Grado, per le doti di umana solidarietà  dimostrate nel sostituirsi alla madre in periodi piuttosto lunghi.

Il Sindaco dopo essersi complimentato con Rosalinda ha voluto ricordare l’importanza del Premio e l’alto valore della solidarietà.

Luisa Binaretti ha sottolineato la validità della collaborazione tra la scuola da lei rappresentata ed A.L.I.Ce.

I rappresentati dell’Assicurazione Allianz hanno voluto evidenziare l’importanza di questa borsa di studio e il loro piacere nel contribuire a sostenerla.

Franco Pilato,  nel  consegnare l’assegno alla famiglia, ha avuto parole di encomio per le ragazze e di augurio per un sereno futuro.                                            

Alla fine della cerimonia Guerrino Bordi, nel ringraziare i presenti per aver contribuito a rendere ancora più particolare questo momento, ha invitato ad un piccolo aperitivo, offerto da A.L.I.Ce., in onore della premiata.

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