Escursione Sentiero 1 – Città della Pieve domenica 15 settembre



Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” in collaborazione con GeaEnergyTrekking organizza per domenica 15 settembre l’escursione “Sugli antichi passi” – Antico Sentiero n° 1:  San Selvatico, San Salvatico in lingua locale, e Fosso Molinella, 7 chilometri, con un dislivello di  250 metri, da percorrere in circa 3 ore e mezza. La partenza è fissata per le ore 8.00 dalla rotonda di accesso a Città della Pieve provenendo da Chiusi, in prossimità della Caserma dei Carabinieri ed il rientro è previsto, allo stesso punto, alle ore 12.00 circa.

Riguardo all’abbigliamento è richiesta un’attrezzatura standard, si consiglia di dotarsi di protezione per la pioggia in caso di tempo incerto.

La partecipazione è aperta a tutti, ai non iscritti al Gruppo Ecologista “Il Riccio” è chiesto un contributo di € 5 per assicurazione R.C.; chi vuole può con € 10 iscriversi all’Associazione.

Di seguito la descrizione dell’escursione: si scende in località San Salvatico dove è possibile ammirare una sorta di baratro dovuto ad un crollo del terreno durante il Medio Evo, come si può evincere da resti di mura abitative visibili lungo il percorso. Si continua a scendere fino al fosso della Molinella, attraversando un sentiero il cui piano di calpestio è pieno delle sabbie del mare di un milione e mezzo di anni fa, con presenza di fossili di ambiente marino (Pecten, Ostrea). Si costeggia poi il fosso ad altezza del fondovalle in un ambiente umido ricco di vegetazione ripariale e igrofila.  Infine si risale verso le località Felceto, Fontesecca e Mandoleto, percorrendo una carrozzabile bianca che si ricollega alla statale; da qui si torna al punto di partenza.

Lungo il percorso è possibile ammirare una ricca flora costituita da boschi cedui a prevalenza cerro e roverella, coltivazioni di viti, olivi, grano oltre a girasole, colza e tabacco.

La fauna è costituita prevalentemente  da volpi, istrici, tassie cinghiali, numerosi anfibi e rettili.

Per eventuali ulteriori informazioni telefonare ad uno dei seguenti numeri: Pino 3279739039, Riccardo 3484555251, Ivonne 3396134127.

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Salci: il piccolo borgo morente che potrebbe tornare a nuova vita

Con un finanziamento del Mibac di circa 185 mila euro, sembra iniziare un percorso di recupero per questo borgo fortificato posto nel comune di Città della Pieve

Con un finanziamento di 185.550 euro, che il Mibac ha recentemente destinato al consolidamento e agli interventi antisismici da attuare sulla Chiesa di San Leonardo, per il piccolo borgo di Salci, posto nel comune di Città della Pieve, sembra davvero iniziare quel percorso di recupero che tutti auspicavano da tempo; in special modo i salcesi, ormai spagliati in tutto il mondo. Salci, infatti, è ormai un borgo completamente disabitato e i suoi abitanti si sono pian piano trasferiti altrove. Per vari motivi, tra cui antiche vicissitudini politiche, altre legate allo studio, al lavoro e al ricongiungimento con affetti lontani, molti abitanti di Salci si sono così ritrovati a condurre la loro esistenza lontano; ma tutti continuano a mantenere un legame affettivo fortissimo con il luogo in cui sono nati e cresciuti. E così ogni tanto si ritrovano per ricordare, per rivivere storie e anche per cercare di cambiare la sorte di Salci, che negli ultimi anni sembrava ormai destinata alla distruzione. Uno di questi tradizionali incontri si è svolto qualche giorno fa nella zona di Villalba, non lontano da Salci; e tra i partecipanti c’era anche il nuovo Sindaco di Città della Pieve, Fausto Risini, e uno di quei salcesi che dopo essere andato via è diventato famoso: il Colonnello Mario Giuliacci, ormai notissimo come meteorologo e divulgatore di fama internazionale.

Oltre ad essere motivato dal senso di appartenenza e dal desiderio di condividere i ricordi, questo incontro ha avuto in qualche misura la fisionomia di una vera riunione operativa, visto che il sindaco Risini ha anche parlato delle buone intenzioni dell’Amministrazione Comunale riguardo a Salci, un luogo che negli ultimi anni ha fatto molto parlare di sé vista l’attenzione che ha destato in vari ambienti. Tra questi, la scuola: l’Istituto Professionale del “Calvino” con il Libro “Salci nel ricordo dei suoi abitanti”, che ha avuto, tra l’altro, il valore aggiunto di far rincontrare molti dei vecchi abitanti; il FAI: Salci è Luogo del Cuore su segnalazione dell’attore-regista Carlo Verdone; Italia Nostra locale e nazionale: Salci è nella Lista Rossa dei beni da difendere; e inoltre la Presidente, Mariarita Signorini, ha fatto visita a Salci con giornalisti e operatori per un servizio di RAI2 Dossier – non ancora andato in onda – sulla salvaguardia dei borghi italiani in pericolo. Non sono poi mancate le attenzioni della Soprintendenza dell’Umbria e quella del Gruppo Ecologista “Il Riccio” di Città della Pieve, che sta cercando, insieme ai salcesi più attivi, di non far calare il livello di attenzione su questo gioiello, uno dei beni del nostro Paese che necessita di essere tutelato in tempi brevi per non andare completamente perduto.

Adesso, dopo tante voci che si rincorrono negli ambienti più disparati, sembra che qualcosa si stia muovendo davvero; e un segnale concreto è dato dal finanziamento del Mibac. L’augurio è che a questo intervento ne seguano presto altri e si vada avanti con ben altri lavori dal carattere risolutivo, che possano concretizzare l’affetto che i salcesi nutrono per il loro borgo; un affetto che non aleggia solamente tra le vecchie mura diroccate di Salci, ma che, travalicando questo territorio, sta riavvicinando alle loro radici anche molti che sono andati via e hanno ormai il loro presente altrove; come, ad esempio il nutrito gruppo di quelli che giusto un secolo fa “emigrarono” a Chianciano, facendosi  pionieri-imprenditori del fenomeno turistico termale che lì iniziò nel primo ventennio del ‘900.

Luigi Pagnotta

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Città della Pieve – Escursione a Pobeto – domenica 1° settembre

Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” in collaborazione con GeaEnergyTrekking organizza, per domenica 1° settembre l’escursione “Anello del Pobeto” con partenza da Città della Pieve, zona di fronte alla Casa della Salute, alle ore 7.45 per spostarsi poi, con mezzi propri, fino a Casale Fargneto, che dista circa un chilometro dal bivio della Pievaiola in direzione Monteleone d’Orvieto.

Da qui si procede, attraverso boschi suggestivi fino a Pobeto e quindi verso Villa Todini da dove ridiscendendo il fosso e risalendo lungo una magnifica faggeta si ritorna al  Fargneto, un percorso di circa 7 chilometri ed un dislivello di 340 metri. È richiesto un abbigliamento standard, si consiglia, in caso di tempo instabile, di dotarsi di protezioni per la pioggia. Il rientro è previsto per le 11.15 circa.

La partecipazione è aperta a tutti, ai  non iscritti al Gruppo Ecologista “Il Riccio” è chiesto un contributo di  € 5 per l’assicurazione, chi vuole, invece, può con € 10 iscriversi all’Associazione.

Il sentiero, incantevole ed affascinante, uno dei sei storici riscoperti dal “Riccio”, rimasto impraticabile per alcuni anni a causa della mancata  manutenzione ordinaria, è stato riaperto lo scorso anno.

Il percorso, piuttosto largo, si inoltra in un bosco costituito da cerri molto sviluppati con ricca presenza di castagni, radi carpini e sottobosco costituito in prevalenza da erica. Seguendo la segnaletica si costeggiano alcuni fossi, più o meno marcati, lungo i quali si nota la presenza di pungitopo e acero. Uno dei fossati si  guada una prima volta e dopo pochi metri lo si attraversa una seconda volta in direzione della collina. Si sale lungo un sentiero, lasciandone sulla destra uno più evidente, percorrendo alcuni tornanti nel bosco rigoglioso a prevalenza di cerro e, costeggiando un imboschimento, si arriva a Casale Pobeto. Da qui, passando tra un oliveto ed il bosco, si prende la strada ampia sino ad arrivare nei pressi di un edificio agricolo semi-diroccato.

Tornati nel bosco, si scende fino al fondovalle dove sono presenti numerosi esemplari di faggi ben sviluppati ad una quota altimetrica al di sotto di quella usuale per l’Italia centrale.

La storia dice che questi faggi furono piantati perché con il seme si facevano le basi per i colori, infatti a quel tempo a Città della Pieve erano presenti numerosi pittori che li utilizzavano per le loro opere.

Il bosco diventa poi un’alta cerreta, particolarmente suggestiva nelle varie stagioni.

Attraverso campi agricoli ondulati si torna verso la Provinciale 71 e si rimane sulla strada asfaltata in direzione di Città della Pieve fino al punto della Provinciale in cui si è entrati all’inizio: la strada di accesso a Casale Fargneto.

Un’escursione da non perdere, guidata da esperti preparati ed appassionati. Per informazioni o chiarimenti si suggerisce di chiamare  i numeri 3279739039 o 3484555251

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Ad A.L.I.Ce. Umbria di Città della Pieve prossimo un nuovo servizio gratuito: il diabetologo

I servizi gratuiti garantiti da A.L.I.Ce. Umbria di Città della Pieve continuano ad aumentare, è la volta di consulenze in diabetologia per la prevenzione, diagnosi e cura del diabete mellito e delle sua complicanze. Il servizio avrà inizio con il mese di settembre con cadenza mensile, grazie alla disponibilità, come volontario, del Dott. Giovanni Nasini, specialista in endocrinologa e malattie del metabolismo, Dirigente Medico della USL Umbria 1 presso l’Ospedale di Castiglione del Lago.

Il Dottore incontrerà per un colloquio coloro che necessitano di informazioni e chiarimenti riguardo al diabete, presso la sede di A.L.I.Ce. – Casa della Salute di Città della Pieve – Via Beato Giacomo Villa 1. Per accedere al servizio, che avrà luogo di giovedì, è necessaria la prenotazione da effettuarsi presso la sede di A.L.I.Ce., all’indirizzo sopra riportato, da lunedì a sabato dalle ore 10.30 alle 11.30, oppure telefonando, con lo stesso orario, al numero 0578 297091, o ancora inviando una mail ad aliceumbriapieve@tiscali.it, indicando la richiesta e specificando le proprie generalità ed il recapito telefonico dove essere richiamati.

La prevenzione è uno degli obiettivi di  A.L.I.Ce. che fornisce servizi, consulenze, conferenze nella speranza di migliorare la salute e favorire i cittadini,  pievesi e non.

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Una firma per riaprire i sentieri storici a Città della Pieve

Un nutrito gruppo di cittadini, residenti e non nel Comune di Città della Pieve, associati dal desiderio di camminare, si sono ritrovati il 4 agosto in una passeggiata ecologica, il Sentiero N° 2 nel territorio di Città della Pieve, che tocca Camparca, la località Tre Mulini, la valletta dell’Acquedotto.

Questa iniziativa è stata possibile grazie a:

-Giuseppe Daniele, che ha ripulito volontaristicamente ed in modo egregio il Sentiero, da anni impraticabile per ingombranti sterpaglie, ed ha guidato con competenza gli escursionisti

-Gruppo Ecologista “Il Riccio” che oltre ad aver organizzato, insieme a  GeaenergyTrekking, la passeggiata, ha con il suo Presidente, Riccardo Testa, illustrato specie e tipologia di piante incontrate lungo il percorso.

Gli scriventi chiedono la riapertura degli altri sentieri,  gli storici sei aperti del”Riccio” negli anni ’90, oggi difficili, se non impossibili, da percorrere a causa di rovi e sterpaglie, frutto di scarsa manutenzione.

Chi scrive fa riferimento al “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini ed Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni” e chiede all’Amministrazione di voler affidare, come fatto in passato, la cura dei sentieri all’Associazione “Il Riccio”con modalità e termini da stabilire.

Chi fosse d’accordo con tale richiesta e volesse sottoscrivere la lettera, indirizzata al Sindaco ed agli Assessori interessati, è invitato a farlo presso Pausilli Panarredi – Via Corso Vannucci, 110 – Città della Pieve.

Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” comunica di aver inoltrato, qualche tempo fa, proposta in tal senso  all’Amministrazione comunale.

Per la valorizzazione del territorio,  la trasmissione di saperi e sapori come pure l’amore per la natura, la differenziazione delle offerte a turisti e non, l’Associazione Ecologista ringrazia i cittadini che hanno preso questa iniziativa e tutti coloro che hanno firmato e che vorranno firmare, auspicando una fattiva collaborazione con la cittadinanza, Enti, Amministrazione, altre Associazioni.

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Ultime… dal “Riccio”

Il “Gruppo Ecologista “Il Riccio” di Città della Pieve esprime soddisfazione per le iniziative che l’hanno visto coinvolto il primo fine settimana del mese di agosto.

La partecipazione alla  “Notte Verde Bianca Rossa”, sia sabato sia domenica, con l’iniziativa: “Tra Museo e Giardino: due notti al  <Museo di Storia Naturale e del Territorio> e al  <Giardino di Palazzo>”,  realizzata in collaborazione con la Cooperativa “Frontiera Lavoro” che, con un progetto sul welfare di comunità finanziato della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, ha dato vita al “Giardino di Palazzo”, che ha riscosso successo tra i visitatori, guidati sapientemente dalla naturalista Daniela Amoretti.

Per il Museo l’attenzione è stata particolarmente viva, la presenza di esperti, Mario Morellini e Riccardo Testa, ha reso le visite maggiormente interessanti, anche con una serie di esperimenti ed attività al microscopio.  Meraviglia per la ricchezza e particolarità del suo contenuto è stata espressa da tanti; i commenti lasciati, tutti lusinghieri e appassionati, mettono in luce la spettacolarità delle Collezioni contenute al suo interno.

La partecipazione poi dell’Associazione “Fotografi Associati”, che ha fatto visita al Museo con veri e propri professionisti, ha dato inizio ad una collaborazione che contribuirà a valorizzare un patrimonio, quello raccolto nel Museo, di immenso valore.

L’altro evento “Sugli antichi passi”, organizzato dal“Riccio”, questa volta in collaborazione con “Geaenergy Trekking”, ha avuto luogo il 4 mattina con l’escursione lungo il Sentiero n°2, la cui riapertura è frutto del lavoro di volontari.  

Anche in questo caso numerosi i partecipanti,  particolarmente attenti, coinvolti, appassionati.

Il Sentiero n° 2 è uno dei sei inaugurati dal “Riccio” negli anni ’90.

La passeggiata, un circuito ad anello di sette chilometri e mezzo da Camparche a Ripavecchia passando per I Tre Mulini, è stata apprezzata da tutti i partecipanti sia per la bellezza del paesaggio sia per l’interesse sollecitato da guide esperte dal punto di vista storico e naturalistico: Giuseppe Daniele e Riccardo Testa. Una passeggiata tra tante biodiversità vegetali e paesaggistiche, pure con ambienti umidi di fossi boschivi ancora attivi.

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Il Museo di Storia Naturale e del Territorio e il Giardino di Palazzo aperti per le Notti Tricolori a Città della Pieve

Il 3 e il 4 agosto, in occasione della “Notte Verde Bianca Rossa” a Città della Pieve, il Gruppo Ecologista “Il Riccio” e la Cooperativa “Frontiera Lavoro” aprono, dalle ore 21.00 a notte inoltrata, il Museo di Storia Naturale e del Territorio e il Giardino di Palazzo, con esperti per visite guidate gratuite, grazie all’iniziativa: Tra Museo e Giardino: due notti al  “Museo di Storia Naturale e del Territorio” e al  “Giardino di Palazzo” –  Palazzo Corgna – Piano Nobile.

Il  Museo, che con il suo rilevante valore culturale-scientifico rappresenta un significativo spaccato della storia del Paese e della sua identità, contiene: minerali, rocce, fossili, animali imbalsamati, spermoteca, xiloteca, erbari, diorami di funghi locali, pannelli didascalici, plastici, strumenti scientifici, delle Collezioni di Antonio Verri, Paolo De Simone, Alvaro Marchesini, Vivani-Faraoni.

Il Giardino di Palazzo,realizzato grazie al Bando “Idee welfare 2018” – Progetto  “I patrimoni museali del Trasimeno per un welfare di comunità”, finanziato della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, gestito dalla Cooperativa “Frontiera Lavoro”, è frutto del  “Laboratorio botanica e cura del verde” ed è stato allestito, utilizzando vasche di terracotta, con essenze arboree e floreali anche di specie antiche e autoctone.

Sicuramente un’occasione da non perdere, un patrimonio da scoprire o da approfondire.

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Riapertura antico sentiero n°2 con escursione domenica 4 agosto

Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” di Città della Pieve, in collaborazione con GeaenergyTrekking, in occasione della riapertura, a cura di volontari, dell’antico sentiero n°2, organizza l’escursione “Sugli antichi passi”, domenica 4 agosto 2019; partenza da Città della Pieve, appuntamento di fronte  alla Rocca, zona  Infopoint, alle ore 7.45, il  ritorno, al luogo di partenza,  è previsto alle ore 11.45.

Per gli iscritti all’Associazione “Il Riccio” l’iniziativa è gratuita, per gli altri è previsto un contributo di cinque euro per la copertura assicurativa oppure, con dieci euro, è possibile iscriversi al Gruppo Ecologista.

Il bellissimo sentiero era rimasto impraticabile, negli ultimi anni, per mancanza di manutenzione ordinaria.

L’itinerario, un’avventura – Saperi e Sapori di Natura, di 7,5 chilometri con un dislivello di 220 metri e quindi con difficoltà di grado escursionistico, richiede abbigliamento e attrezzatura standard.

Il percorso interessa Camparche e Ripavecchia passando per un tratto della Via Romea in zona I Tre Molini, Relais dei Magi, Panelios nel versante est del territorio pievese. La zona umida a fondo valle è ricca di specie vegetali igrofile e presenta un piano di calpestio per lo più ombreggiato.

Il sentiero proposto in realtà parte e arriva all’antico Convento dei Cappuccini, attuale sede della Residenza Protetta, sviluppandosi in un circuito ad anello. Il primo tratto si snoda lungo il crinale denominato Camparche, si scende poi accanto a campi coltivati e boschi, fino ad un corso d’acqua che proviene dalla Fonte Venella, una delle fonti storiche della città. Qui la lussureggiante vegetazione è di per sé uno spettacolo che merita una pausa per la contemplazione. Si risale poi in direzione della tenuta Le Selve e, percorso un tratto di strada asfaltata, si rientra di nuovo nel bosco, per coprire l’ultimo tratto lungo l’antica strada che collegava Città della Pieve a Perugia.

Un’occasione per vivere la natura in compagnia e riscoprire antichi sentieri.

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Il C.C.R.R. del “Vannucci” di Città della Pieve e il Gruppo Ecologista “Il Riccio” raccomandano di limitare l’uso della plastica

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze dell’Istituto di Istruzione Secondaria di Primo Grado Pietro Vannucci” di Città della Pieve ha effettuato, poco prima della fine dell’anno scolastico, la “Seconda Giornata Ecologica”, in occasione della Seconda Giornata di Sciopero Globale per il clima, ispirata da Greta Thumberg.

Impegnate tutte le classi prime e seconde, circa 150 studenti, nella pulizia del parco cittadino, edotti, prima della partenza, sulla corretta differenziazione. Sotto la guida di docenti ed esponenti del Gruppo Ecologista “Il Riccio”, presenti per l’intera mattinata, i ragazzi hanno dato, ancora una volta, un esempio concreto di cittadinanza attiva.

Determinante, come lo scorso anno, la collaborazione della TSA che ha fornito  sacchi e guanti ed ha recuperato il materiale raccolto. Nel parco è stato necessario posizionare di nuovo, sui cestini per rifiuti, i cartelli “USAMI”. 

Al rientro a scuola è seguita una discussione sul lavoro svolto e sono emerse buone riflessioni sollecitate anche dalla visione di un video, scelto dal C.C.R.R., “Scoperto un nuovo continente nel mezzo dell’Oceano Pacifico…” di cui forniamo il link per condividerlo coni lettori:

https://socialbusinessworld.org/videolist/watch/1029511/scoperto-un-nuovo-continente-nel-mezzo-delloceano-pacifico

Durante il momento collegiale si raccomanda di procedere sempre, in ogni luogo e momento, alla corretta differenziazione: a scuola, a casa, fuori; si incita a migliorare i propri comportamenti, correggendo gli atteggiamenti errati e spingendo anche gli altri a farlo.

Il C.C.R.R. e il Gruppo Ecologista “Il Riccio” si augurano  che le scuole, tutte, siano messe in condizioni di effettuare la differenziazione per lo meno di carta, plastica, lattine; i ragazzi chiedono anche un’adeguata formazione del personale scolastico. Importante è altresì diminuire i materiali generalmente utilizzati. La tecnologia ci può sicuramente aiutare ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte. Ed è una parte rilevante.

I troppi errori dell’umanità purtroppo si pagano a caro prezzo, le devastanti variazioni climatiche ne sono una conseguenza.

Per esempio la gestione inadeguata della plastica produce danni all’ambiente e all’economia, afferma il WWF, che in occasione della “Giornata Mondiale degli Oceani” celebratasi l’8 giugno, denuncia inefficienza nella gestione dei rifiuti plastici da parte di tutti i Paesi del Mediterraneo. L’effetto “plastica” si traduce in perdita di miliardi di euro e aumento dell’inquinamento. Ogni anno 570 mila tonnellate di plastica finiscono nelle acque del Mediterraneo: è come se 33.800 bottigliette di plastica venissero gettate in mare ogni minuto. L’inquinamento da plastica sta continuando a crescere e si prevede che entro il 2050 l’inquinamento nell’area mediterranea quadruplichi.
Il nostro Paese da un lato subisce gli impatti pesanti dovuti all’inquinamento da plastica avendo la maggiore estensione costiera nel Mediterraneo, dall’altro contribuisce all’inquinamento essendo il maggiore produttore di manufatti di plastica dell’area e il secondo più grande produttore di rifiuti plastici. I numeri del WWF parlano chiaro: il nostro Paese ogni anno riversa in natura 0,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici e produce 4 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui l’80% proviene dall’industria degli imballaggi.  Ogni giorno, su ogni chilometro di costa si accumulano, in media, oltre 5 kg della plastica che è dispersa nel mare. Il turismo allo stesso modo è parte del problema e ne è “parte lesa”: il flusso turistico incrementa del 30% la produzione di rifiuti plastici nei mesi estivi ma spiagge e mare sporco allontanano i turisti.

Tutti i Paesi dovrebbero, afferma ancora il WWF, rivedere la catena del ciclo di vita della plastica, ridurne drasticamente la produzione e il consumo e investire seriamente in sistemi innovativi di riciclo e riutilizzo. I Paesi del Mar Mediterraneo, le aziende e i cittadini dovrebbero assumersi ciascuno le proprie responsabilità e insieme contribuire ad un sistema di gestione circolare della plastica senza più scarti e rifiuti.

Abbiamo raccolto alcune cifre per capire quanto questo materiale sia diffuso nel mondo: circa 1.000 milioni di bottiglie di plastica usa e getta vengono gettati via ogni anno, nel 2016, ne sono state utilizzate 480 miliardi, solo 10 anni prima il  numero era molto minore, 300 miliardi; sempre di materiale plastico sono state utilizzate 2 milioni di buste al minuto, ogni anno miliardi di persone nel mondo fanno uso di più di  mezzo  milione di cannucce,  ed ancora 500 miliardi di bicchieri usa e getta vengono utilizzati ogni anno, come pure 16 miliardi di bicchieri  per caffè, sempre  ogni anno viene prodotta una quantità di plastica da imballaggio sufficiente a ricoprire il pianeta per ben 10 volte lungo l’equatore. Sono 269.000 le tonnellate di plastica  buttate via ogni anno e già finita nei nostri mari. Nell’Oceano ne finiscono, ogni anno, più di 8.000.000 di tonnellate,  dove a causa di venti e correnti, sono nate  tre nuove isole, tre veri e propri continenti, fatti di spazzatura e rifiuti di plastica: uno in mezzo al Pacifico Settentrionale, uno nell’Oceano Indiano; uno nell’Oceano Atlantico. Tra queste isole la  più grande è la prima, tra i 700.000 e i 10 milioni di Km2, ovvero dalle 4 alle 16 volte più grande di quanto si pensasse, per fare un paragone tre volte più grande della Francia. In questa area si sono accumulati più di 1.800 miliardi di rifiuti di plastica, l’intero ammontare dei detriti pesa fino a 90.000 tonnellate, un mare di spazzatura, soprattutto di plastica.

Un’isola di plastica è stata di recente scoperta  anche nel Tirreno, è tra l’Isola d’Elba e la Corsica, è grande decine di chilometri. 

Questo è un grande pericolo per i mari: le particelle di plastica si decompongono sotto l’azione del sole diventando sempre più piccole, e facile preda per pesci e uccelli, che subiscono gravi danni tanto che, negli ultimi 30 anni, animali di circa 700 specie sono stati uccisi a causa della plastica, ogni anno 100 mila animali marini e più di 1 milione di uccelli trovano, per questo, la morte; ci sono specie di creature marine sull’orlo dell’estinzione. Uccelli e pesci muoiono per soffocamento, il 44% degli uccelli marini finiscono con il ritrovarsi oggetti di plastica nell’organismo, i problemi sono vasti e vari. Si stima che entro il 2050 la massa totale dei rifiuti nell’Oceano sarà  uguale alla massa totale di tutti i pesci che lo abitano. È facile dedurre che se i pesci mangiano la plastica l’intera catena alimentare ne risente, compreso l’uomo, sostanze altamente pericolose arrivano sulle nostre tavole e le tossine contenute nella plastica spesso causano cancro o provocano danni al sistema immunitario e difetti alla nascita.

Il problema è ancora più grave, uno studio recente ha scoperto tracce di microplastiche all’interno dell’acqua piovana.

La loro presenza negli oceani e nei corsi d’acqua ha recentemente ricevuto una grande attenzione da parte della comunità scientifica e dei media ed ora se ne sta studiando la presenza nell’aria, dove  sembrano essere onnipresenti, con una frequenza giornaliera di 365 particelle, per metro quadrato, piovute dal cielo. I rifiuti di plastica che iniziano il loro ciclo come bottiglie o imballaggi si degradano, nel tempo, in particelle microplastiche o nanoparticelle molto più piccole.  Si  stima che ci siano da 15 a 51 trilioni, un trilione equivale a mille miliardi, di queste particelle che galleggiano sulla superficie degli oceani.

Ognuno deve fare qualcosa: intanto iniziare a rimuovere la spazzatura che è già nell’Oceano, come pure educare all’uso di materiali compostabili o riutilizzabili quali vetro, acciaio, coccio, fibre naturali. Bisogna darci tutti una mossa per impedire che il nostro pianeta soffochi sotto oceani di rifiuti e di plastica.                                                                                                                

Intanto il 27 marzo scorso il Parlamento europeo ha approvato la direttiva che diminuisce in modo significativo l’utilizzo della plastica entro il 2021. Nel mirino di Bruxelles sono presenti diversi prodotti  usa egetta che rappresentano il 70% di tutti i rifiuti marini: posate,piatti, cotton fioc,  cannucce, miscelatori per bevande,  bastoncini per palloncini, sacchetti,  imballaggi  e contenitori.   L’accordo introduce inoltre il principio “chi inquina paga”, prevedendo una responsabilità estesa, per esempio, per i produttori di tabacco e di attrezzi da pesca che, come afferma Legambiente, sono tra i rifiuti più trovati sulle nostre spiagge.

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Il Gruppo Ecologista “Il Riccio” in Assemblea

Sabato 29 giugno il Gruppo Ecologista “Il Riccio” di Città della Pieve ha convocato, presso la sede di via Marconi 14/A, alle ore 16.00, l’Assemblea annuale con elezione di un componente per surroga; a seguire, alle17.30, si svolgerà l’Assemblea straordinaria per l’approvazione dello Statuto, modificato in base alle nuove normative previste dalla Riforma del Terzo Settore D. Lgs.117/2017. Per chi vuole sarà possibile richiedere l’iscrizione o, se non lo ha ancora fatto, rinnovare la tessera. Vi aspettiamo con nuove proposte per l’attività dell’anno in corso.

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